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Cosplayer accusa Netflix di Plagio per un presunto furto di Immagini

Il 2020 è un anno che ci ha abituati a fatti davvero strani. Ci ha prima uniti e poi divisi per una pandemia, ci ha fatto sfiorare una nuova guerra mondiale, ci ha fatto capire l’importanza del lievito madre e quando tutto sembrava tornato alla normalità, ecco che una cosplayer accusa Netflix di plagio per il suo nuovo Resident Evil: Infinite Darkness.

Analizziamo la vicenda per cercare di capire cosa sia successo.

L’accusa della cosplayer Rissoft344 a Netflix

Partiamo per ordine. Resident Evil: Infinite Darkness é una serie in CGI prodotta da Netflix ed è ambientata nel mondo horror creato da Capcom.

Essendo Resident Evil 2 il titolo della saga più amato dei fan, si è deciso di ambientare la storia in un lasso temporale che va dal secondo capitolo del Brand al quarto.

Pertanto, nelle prime immagini promozionali della serie, si intravedono Leon S. Kennedy e Claire Redfield.

La cosplayer cinese “rissoft344” non ha esitato un attimo a puntare il dito verso il reparto marketing di Netflix, con l’accusa di aver “rubato” la sua immagine per la promozione di Infinite Darkness.

Resident Evil: Infinite Darkness
Serie a sinistra, cosplayer a destra

Le somiglianze con Claire sono molte, ma é giusto parlare di plagio?

I cosplayer utilizzano immagini e spesso marchi registrati di personaggi sotto licenza senza una vera autorizzazione, per “tacito consenso” da parte di chi ha creato o detiene i diritti di tali personaggi.

Resident Evil: Infinite Darkness
Rissoft344

Non è ancora chiaro se Rissoft344 sia intenzionata a fare davvero causa a Netflix, ma sicuramente questo piccolo “caso” le ha fatto guadagnare una maggior notorietà.

Ma la questione rimane. É giusto che un cosplayer che utilizza se stesso per replicare l’immagine di un personaggio sotto copyright, faccia causa ad un terzo ente autorizzato ad usare il suddetto personaggio?

Diteci la vostra nei commenti.

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