Scienza

Cosa vedremo nel cielo di Gennaio

Anno nuovo… stesso cielo.

In verità qualcosa di nuovo nel firmamento c’è sempre, un po’ perché esso stesso è dinamico e quindi varia da stagione a stagione, subendo dunque variazioni, anche se minime, da un mese all’altro; ma anche perché qualcosa cambia anche nell’osservatore.
Andiamo perciò a posare i nostri occhi sulla volta celeste del mese di Gennaio e scopriamo quanto c’è di nuovo e quanto di vecchio.
Ricordo che, a motivo della nostra posizione geografica, le costellazioni circumpolari restano, in parte o in toto, sempre visibili, ossia alcune tramontano parzialmente altre non lo fanno affatto. Di conseguenza ci soffermeremo poco sul settore settentrionale del cielo perché risulta quello meno variato; anzi iniziamo proprio da questo.

Nord Orizzonte-60
Visuale del cielo in direzione Nord, alla latitudine di Cosenza verso le ore 22:00, di circa 60° dall’orizzonte.

Nel nostro campo visivo rientrano, da NE (Nord-Est) a NO (Nord-Ovest), Le seguenti costellazioni:
Cassiopea, Cefeo, il Drago, l’Orsa minore e l’Orsa maggiore. Quest’ultima appare più alta nel cielo, la coda infatti punta verso l’orizzonte, per contro dall’altra parte il Cigno è quasi tramontato del tutto, solo la sua coda, Deneb (αCyg), rimane ancora sopra il limite dell’Orizzonte.

Settore Settentrionale del cielo compreso tra 60° e lo Zenith
Settore Settentrionale del cielo compreso tra 60° e lo Zenith

Alzando la testa verso il cielo sopra di noi (Zenith) notiamo altre cinque costellazioni: la Giraffa, la Lince, Perseo, l’Auriga e i Gemelli. Per gli oggetti mirabili in questo spicchio di cielo vi rimando agli articoli precedenti relativi ad Ottobre, dato che, come già affermato, questa zona di cielo varia molto poco.

Volgiamoci ora verso Est.

Il cielo d'oriente compreso tra l'orizzonte e i 60°
Il cielo d’oriente compreso tra l’orizzonte e i 60°

In questa zona del firmamento notiamo dei cambiamenti più tangibili rispetto al settore precedente; da questa parte le costellazioni sorgono nel cielo stagionale e si alzano rispetto all’orizzonte mese dopo mese, facendo posto a quelle che vengono dopo.
Subito innanzi alla vista ci cade il Leone, la costellazione zodiacale, in cui possiamo ammirare Regolo (αLeo), la più brillante stella della costellazione del Leone, di colore bianca-azzurra. Ha un diametro di circa 5 volte quello del Sole ed una luminosità di 140 volte più forte e dista 79 A.L. Essa è sita nel petto del Leone e da essa parte un asterismo, noto come «la Falce» che disegna anche la testa dell’animale. A fianco ci sono le costellazioni del Leone minore poco più a nord, del Sestante, la più piccola del settore, e dell’Idra, più verso sud, che per contro è la più estesa, con la sua Alphard (αHya) una gigante arancione il cui nome in arabo significa “la solitaria”. Dista circa 180 A.L. da noi.

Le costellazioni ad Est tra i 60° e lo zenith
Le costellazioni ad Est tra i 60° e lo zenith

Alzando lo sguardo noteremo le costellazioni del Cancro, nella cui zona centrale è visibile l’oggetto noto come M44 o NGC2632, che è un ammasso aperto conosciuto già dall’antichità, ed infatti il suo nome «Presepe» in latino significa mangiatoia. È uno dei più vicini al sistema solare e contiene una ricca popolazione di stelle, più ampia di quelle di altri ammassi aperti vicini. In un cielo nitido l’ammasso appare a occhio nudo come un oggetto nebuloso; la costellazione del Cane minore e dei Gemelli; anche per queste costellazioni vi rimando agli articoli precedenti (Le perle del cielo di Novembre) per sapere quali oggetti, visibili ad occhio nudo o col binocolo, contengano.

Giriamoci ora di altri novanta gradi, in modo da rivolgerci verso Sud.

Il cielo visibile a Sud sopra l'orizzonte
Il cielo visibile a Sud sopra l’orizzonte

Noteremo subito che questa parte di cielo è ricca di stelle luminose, e non ci sfuggirà certo la costellazione dominante del cielo invernale: Orione (per la trattazione degli oggetti relativi ad essa si veda il già precedentemente citato articolo). Questa si staglia ben alta nel cielo (non allo Zenith, attenzione!) e si porta dietro, da buon cacciatore, i suoi due cani: Il Cane maggiore, in cui Sirio (αCMa) splende quasi vantandosi del suo primato di stella più brillante del cielo boreale, e il Cane minore, posto quasi all’altezza della “spalla destra” di Orione, riconoscibile per via della sua stella principale, Procione (αCMi). A occhio nudo questa appare come una stella singola, l’ottava più brillante dell’intera volta celeste, in realtà si tratta di un sistema binario composto da una stella bianco-gialla chiamata Procione A, e da una debole nana bianca, chiamata Procione B. L’elevata luminosità apparente di Procione non è dovuta tanto alla sua brillantezza intrinseca (è circa 7 volte più luminosa del Sole) quanto alla sua vicinanza alla Terra: la sua distanza di 11,4 a.l. dal nostro pianeta ne fa una tra le stelle più vicine a noi. Inoltre essa è uno dei tre vertici dell’asterismo noto come «Triangolo invernale», assieme a Sirio (αCMa) e a Betelgeuse (αOri)Sotto i “piedi” di Orione ci sono le costellazioni della Lepre e della Colomba, quest’ultima più vicina all’orizzonte, in prossimità del quale vi sono anche le costellazioni più tipicamente Australi della Poppa (parte di quella che un tempo era la costellazione più grande della Nave Argo), il Bulino (che è un tipo di scalpello) e la Fornace; mentre l’Unicorno ed il Fiume Eridano riempiono gli spazi rispettivamente ad Est e ad Ovest di Orione.

Le stelle a Sud dallo zenith in giù
Le stelle a Sud dallo zenith in giù

Salendo con lo sguardo in direzione dello Zenith ritroviamo le costellazioni dell’Auriga e dei Gemelli oltre al Toro, facilmente riconoscibile per via delle Iadi che formano una specie di V partendo dalla stella principale Aldebaran (αTau). In questo settore sono degni di nota Gamma Leporis (γLep) che è una doppia formata da una stella gialla di terza magnitudine separata da una compagna di sesta da oltre 1,5 primi d’arco, diventando così risolvibile anche con un binocolo, e gli ammassi aperti NGC2232, NGC2244 ed NGC2323 nell’Unicorno, tutti risolvibili, più o meno completamente, da un binocolo. Gli altri oggetti celesti vedibili in queste costellazioni sono gli stessi menzionati nell’articolo di Novembre, per cui non approfondiamo oltre.

Rivolgiamoci infine verso l’ultimo spicchio di cielo, quello ad Ovest.

Il cielo occidentale sopra l'orizzonte
Il cielo occidentale sopra l’orizzonte

In questa zona di cielo troviamo per lo più quelle costellazioni che qualche mese fa stavano distese sopra le nostre teste nel pieno del loro cammino (Apice è il termine tecnico) e che ora si apprestano al tramonto:
Pegaso di fatti comincia ad immergersi al disotto dell’orizzonte, lasciando appena intravedere solo l’asterismo che lo rende riconoscibile, il Grande Quadrato; da questo si slancia verso l’alto Andromeda, ben visibile nel pieno del campo osservativo, subito davanti ad essa si stagliano il piccolo Triangolo e la ben più estesa costellazione dei Pesci; sopra questa vi è un’altra costellazione zodiacale, quella dell’Ariete mentre, prima di queste, in direzione Sud-Ovest si staglia la grande Balena, costellazione visibile anche nell’emisfero Australe.

Il cielo d'Occidente verso lo zenith
Il cielo d’Occidente verso lo zenith

Di contro alzando la testa verso lo Zenith ci troviamo d’avanti agli occhi le costellazioni de: il Toro, Perseo, l’Auriga, Cassiopea e la Giraffa, queste ultime quattro sono visibili solo nel nostro emisfero.

Questo è come si presenta questo cielo di Gennaio.

Vi sono alcuni avvenimenti importanti che si verificheranno, i quali offrono un certo spettacolo;
ve li riporto qui di seguito in modo tale che, con un po’ di organizzazione e condizioni meteo adeguate, si possano seguire.

Congiunzioni:
Luna – Giove
Giorno 27 ore 22:00
Nella notte tra il 27 e il 28 gennaio si può osservare la congiunzione tra la Luna e Giove. I due astri si trovano nella costellazione del Leone, molto vicino al limite con la Vergine.

Comete del Mese

Nel primo mese del nuovo anno confermiamo e seguiamo le comete già proposte nel mese di Dicembre 2015 con la C/2013 US 10 CATALINA che continua ad essere la cometa “regina” nell’emisfero boreale. A gennaio 2016 apparirà nel cielo nella seconda parte della notte transitando nella costellazione del Bootes nei primi giorni del mese (ricordando come precedentemente detto la stretta congiunzione con Arturo (αBoo) ) per poi risalire velocemente verso costellazioni circumpolari versa la fine di gennaio transitando addirittura a 8.5° da Polaris (αUMi), con una magnitudine stimata in +6, molto meno del +4 stimato nel mese di novembre. Essa ha un diametro di 20 chilometri e si muove alla velocità relativa di 18.5 km/s, ha raggiunto il perielio il 15 novembre 2015 a 0.82 U.A. dal Sole e raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 17 Gennaio 2016 a circa 108.400.000 di km.

Fonti:
 Astronomia.com il portale italiano di astronomia;
 Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 Le immagini sono elaborate da Stellarium, un planetario software open-sources.

Giovanni

Sono alto nella media; sono robusto nella media; sono bello nella media; sono intelligente spropositatamente. Detto questo devo rendere noto solo che adoro la fantascienza in tutte le sue forme; gioco frequentemente on line al vecchio (immortale) Jedi Knight: Jedi Academy e mi diletto leggendo manga che considero 'di un certo livello'. Ho studiato fisica, perché mi hanno sempre incuriosito i meccanismi che regolano la realtà intorno a noi, ma l'oggetto vero della mia passione sta milioni di chilometri sopra di noi, e si mostra appena solo di notte, il cosmo, coi suoi oggetti affascinanti e fenomeni terribilmente meravigliosi. Il resto è vita comune, poco accattivante.
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