Tecnologia

Connettori terminali: Rs Components presenta la nuova gamma di morsetti elettrici

Nella cassetta degli attrezzi degli elettricisti e degli appassionati del fai da te dovrebbe esserci sempre uno scomparto dedicato alla minuteria. Accanto alle immancabili viti, ai chiodi, alle rondelle e agli altri piccoli pezzi meccanici non possono mancare i morsetti elettrici. Sono elementi fondamentali, visto che permettono l’unione stabile, sicura ed organizzata di due o più conduttori. Le possibili applicazioni sono tantissime, quindi esistono diverse tipologie di morsetti.

In questi giorni RS Components, ditta leader a livello internazionale per quanto riguarda la fornitura di componenti industriali ed elettroniche, ha svelato la sua nuova gamma di connettori terminali: si parla di centinaia di articoli per poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Scopriamo quali sono le tipologie disponibili e il loro funzionamento, le possibili applicazioni e come scegliere il morsetto più adatto.

Come scegliere un connettore terminale dal catalogo online di RS Components

Navigando all’interno della sezione del sito di RS Components dedicata ai connettori si può trovare un’ampia selezione di morsetti elettrici: la gamma è composta da articoli dei migliori marchi del settore come Phoenix Contact, Rockwell Automation, Wago ed altri ancora. Per individuare il morsetto più adatto al lavoro che si deve effettuare è sufficiente utilizzare i filtri di ricerca. Con un paio di clic si selezionano le caratteristiche desiderate, in modo da individuare gli articoli più adeguati.

I morsetti elettrici possono essere selezionati in base a diverse caratteristiche come, ad esempio, il numero di vie, il tipo di montaggio, il passo, la terminazione, la tensione nominale, la temperatura operativa, la presenza o meno del fusibile. Chiaramente ogni singolo prodotto ha la sua scheda, con le immagini e tutta la documentazione tecnica necessaria, oltre ad altre informazioni come il prezzo e le tempistiche per la consegna dell’ordine.

Le tipologie di morsetti elettrici

Come accennato in precedenza, i morsetti elettrici possono essere di diverse tipologie. Per le giunzioni in bassa tensione non definitive, nel senso che nel tempo dovranno essere scollegate e ricollegate più volte, solitamente si ricorre ai morsetti elettrici volanti: i più comuni sono quelli a banana e quelli a coccodrillo, con questi ultimi che sono l’opzione perfetta per le giunzioni di prova. Per i collegamenti più o meno definitivi, invece, ci sono altre soluzioni.

I morsetti serracavo, i morsetti a pressione, i morsetti passanti ed i morsetti a cappuccio sono sicuramente i modelli più comuni. Esistono poi delle tipologie di connettore terminale pensati per applicazioni un po’ più specifiche: tra questi rientrano i morsetti circuito stampato, che possono essere singoli, doppi o multilivello, i morsetti rubacorrente, che riescono a “rubare” il segnale da un cavo senza interromperlo, ed i morsetti mammut.

Applicazioni e funzionamento

L’utilizzo dei connettori terminali è davvero molto comune: si va dall’impiego negli impianti elettrici per arrivare all’utilizzo all’interno delle apparecchiature audio, passando per il cablaggio degli interruttori e gli elettrodomestici. Il funzionamento può variare da una tipologia all’altra, ma in linea di massima il principio è sempre il medesimo. Per prima cosa bisogna preparare i cavi da unire, spellandone le estremità.

Il connettore è composto da una struttura di plastica o gomma isolante che riveste l’anima interna del morsetto, realizzata in metallo. Sono presenti gli alloggiamenti in cui vanno inseriti i fili da collegare e due fori filettati in cui sono presenti delle viti. I fili spellati vengono infilati negli alloggiamenti da parti opposte fino ad unirsi; a questo punto è sufficiente stringere le viti per stabilire una connessione stabile e sicura.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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