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Company of Heroes – Recensione

Company of Heroes è uno strategico in tempo reale sviluppato dalla Relic Entertainment e rilasciato nel 2006 dalla THQ. Lo scenario è settato nella Seconda Guerra Mondiale, più precisamente nel D-Day, dove il gioco inizia con lo sbarco in Normandia.

Company of Heroes è tecnicamente perfetto

Il motore grafico utilizzato è l’Essence Engine, sfruttato per la prima volta su questo titolo, che mostra da subito la sua solida ossatura con un comparto tecnico tutt’oggi validissimo. Le texture sono di pregevole fattura, con veicoli, edifici e fanteria molto dettagliati, nonostante questi ultimi presentino volti con scarsa densità poligonale. Ottimi gli effetti particellari degli agenti naturali. Le animazioni son ben curate, la fanteria possiede ben 2.000 animazioni differenti e i veicoli reagiscono verosimilmente al terreno, al peso e alle sospensioni; inoltre i carri sono anche in grado di distruggere staccionate o muretti. Sonoro immersivo, che offre spari ed esplosioni realistiche in base all’arma e alla distanza in cui si ode il suono, decisamente all’avanguardia per i tempi; la colonna sonora accompagna egregiamente il titolo, risultando sempre azzeccata e mai fastidiosa. A fare da contorno troviamo il motore fisico Havok, sicuramente il fiore all’occhiello del gameplay di Company of Heroes; la fisica infatti ci permette di distruggere qualsiasi elemento presente all’interno della mappa, che nonostante possa sembrare una semplice vetrina per mostrare le potenzialità del motore, crea dirette conseguenze che potrebbero giovare o danneggiare il giocatore a seconda della situazione: distruggere un edificio capeggiato da alcune MG42 permetterà alle proprie truppe di avanzare e di rendere quell’edificio inutilizzabile, distruggere un ponte eviterà l’affluenza di truppe nemiche ma complicherà anche lo spostamento da una parte all’altra della mappa e così via. Tuttavia, gli sviluppatori spingono l’Havok al limite, permettendo di farci gustare diverse raffinatezze quali il fumo che reagisce in base al vento o gli schizzi di fango, causati da una deflagrazione, macchiare le vesti dei nostri soldati che inoltre, se colpiti, possono smembrarsi e offrire uno spettacolo truculento ma incredibilmente reale. Nonostante tutto, la fisica è a tratti incostante, presentando qualche grave sbavatura che potrebbe causare spiacevoli disagi in partita: un’arma abbandonata da un’unità morta è in grado di bloccare un carro armato, impossibilitato a distruggere lo strumento di morte interessato. Ma tutto ciò è davvero poco per intaccare la notevole qualità del prodotto.

Company of Heroes L’espansione è la chiave per vincere

Le mappe variano in grandezza (in base a quanti alleati e nemici son presenti) e son divise in zone, delineate da punti di controllo che forniscono risorse quali munizioni, carburante o manodopera. Conquistare i punti di controllo è fondamentale per accaparrarsi risorse ed evitare che i nemici addestrino truppe o fabbrichino veicoli, ma tutto ciò richiede tattiche complesse per erigere una buona difesa sul fronte, onde evitare la riconquista dei territori da parte degli avversari. In gioco, si sbloccano punti abilità che potranno essere utilizzati per scegliere tre dottrine (ogni fazione ha dottrine differenti) con diversi rami di abilità; di cui a seconda potremo sfruttare l’aeronautica o il supporto dei mortai, etc. Il sistema di microgestione delle truppe non concede la formazione di enormi squadre, il ché richiede meticolosità nella scelta delle unità, dato inoltre l’elevato costo di produzione. In definitiva, l’accessibilità zero del titolo non ammette improvvisazione, e al contrario, la concentrazione, l’abilità e una buona strategia devono essere delle costanti, per arrivare alla vittoria.

Company of Heroes

Valve ci ha permesso di godere nuovamente del multigiocatore di Company of Heroes

Le fazioni presenti sono solo due, le forze dell’Asse e quelle degli Alleati, i primi utilizzabili solo in multiplayer o in schermaglia. Interessante che le divergenze non si soffermino solamente sull’estetica, ma anche su abilità, punti di forza e debolezze differenti, che richiedono tattiche e strategie diverse in base alla fazione utilizzata. La sopracitata componente multiplayer è “resuscitata” grazie alla “New Steam Version“, che include il nuovo servizio di hosting gestito da Steam. Il servizio sostituisce il precedente (ormai morto) gestito da GameSpy; tutt’ora la nuova versione gode di una numerosa utenza. Il multigiocatore prevede scontri contro la CPU o contro altri giocatori, quest’ultime calcolate come “Classificate” che permettono di salire di rank.

        Conclusione

Company of Heroes rientra sicuramente nelle pietre miliari degli strategici in tempo reale, uno di quei giochi che col passare del tempo non invecchia assolutamente, ed è ancora in grado di tener testa ai titoli più moderni. Il gioco presenta anche due espansioni, che eviteranno di lasciarvi a bocca asciutta nel caso spolpiate per bene il gioco base, con nuove campagne, operazioni, fazioni e truppe. Un must have per ogni amante del genere, ma mi sento di consigliarlo anche a chi non apprezzi particolarmente gli RTS. 

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