Cultura e Società

Come si configurerà il mondo del lavoro nel prossimo futuro? Alcune previsioni tra smart working e digitale

Con l’emergenza Covid-19 si è assistito a una corsa ai ripari da parte di aziende e lavoratori – autonomi e non – non adeguatamente formati al mondo digitale, affrontando non poche difficoltà nel gestire il lavoro da casa. Inoltre, con una situazione economica come quella odierna, sempre più aziende assumono con riluttanza e preferiscono un rapporto co.co.co (collaborazione coordinata e continuativa) con i liberi professionisti; da qui, il boom di richieste di apertura della Partita IVA online, complice anche i vari lockdown.

Lavori digitali e da remoto: piani d’azione dall’istruzione alle aziende

La società che si stava adattando gradualmente alla digitalizzazione e che si inseriva negli ambiti informatici è stata catapultata ancora più velocemente dalle necessità scaturite dalla pandemia, che non ha fatto altro che accelerare questo processo. Le conseguenze sono aziende e professionisti e talvolta, lavoratori impreparati, con un’esperienza del digitale non adeguata ai ritmi e alle competenze oggi richieste.

A causa di ciò, lo smart working non è di certo una passeggiata per chi non è pratico degli strumenti più moderni. Tuttavia, il telelavoro si sta sempre più configurando come una soluzione longeva allo stato di incertezza lavorativa dovuto alla pandemia.

Per chi appartiene alla “vecchia scuola”, il passaggio è risultato quasi traumatico, portando paradossalmente la vita di queste categorie, in una condizione di stress simile a quella delle “normali” prestazioni professionali soggette a forti pressioni.

Non mancano però i dati positivi; uno studio del 2020 condotto dall’osservatorio smart working del Politecnico di Milano ha dimostrato che nella fase più acuta della pandemia, sono stati coinvolti il 97% delle grandi imprese, il 94% delle PA italiane e il 58 del PMI, ovvero 1/3 dei lavoratori dipendenti italiani.
Nel 71% delle imprese, le competenze digitali dei lavoratori sarebbero aumentate; più di 1 dipendente su 2 è rimasto soddisfatto dello smart working in quanto ha visto un risparmio di tempo, di costi di viaggio e maggiore sicurezza sul rischio di contagio.

La prospettiva di un lavoro da casa in futuro è quasi scontata e per questo motivo, è stato creato un piano d’azione per l’istituzione digitale 2021-2023 che prevede la formazione di ragazzi fin dai primi livelli d’istruzione, nell’utilizzo dei principali strumenti tecnologici e sviluppare un rapporto graduale verso l’educazione digitale.

Alcuni dati raccolti da Indeed

La pandemia ha sicuramente coinvolto cittadini, lavoratori e liberi professionisti negativamente, ma alcuni risultati delle ricerche condotte da Indeed – uno dei principali strumenti per la ricerca di lavoro – ha dimostrato che il telelavoro continuerà anche dopo questo brutto periodo; in Italia, negli ultimi 12 mesi si è assistito a una crescita esponenziale di offerte di lavoro da remoto.
Un datore di lavoro su due ha introdotto la possibilità di lavorare anche da casa, mentre la ricerca da parte degli utenti per lavori da remoto è aumentata del +347%.

Dati importanti che ci fanno capire come il mondo del lavoro sta cambiando e si sta evolvendo molto velocemente rispetto alle aspettative.

Basti pensare al panorama che si presta nell’ambito, con l’avvento di nuove tecnologie con capacità e possibilità che superano di gran lunga alcuni meccanismi già considerati obsoleti. Il 5g, per fare un esempio, una volta esteso tra una maggioranza di utenze, potrebbe potenziare ulteriormente il mercato dell’IoT (Internet of things), mostrando di fatti l’urgenza di disporre nuovi operatori in grado di comprendere e utilizzare tali strumenti.

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