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Come coltivare le ortensie: alcuni consigli utili

I fiori sono l’opzione ideale per decorare aiuole e giardini, grazie ai notevoli effetti cromatici che sono in grado di creare quando le infiorescenze sono nel periodo della piena fioritura. Tra le varietà più gettonate ci sono certamente le ortensie, i cui fiori sono distribuiti in modo da creare una sorta di chioma dalle tonalità cromatiche più diverse, dall’azzurrino al rosa acceso. Vediamo di seguito quali sono le caratteristiche principali di questa pianta e quali sono gli interventi necessari per una corretta manutenzione.

Le caratteristiche dell’ortensia

Indicata con il nome scientifico di Hydrangea (dal greco, “vaso d’acqua”), l’ortensia è una pianta originaria dell’estremo Oriente (soprattutto Cina, Corea e Giappone) e dell’America Latina; fu importato in Europa all’inizio del diciottesimo secolo, come si legge sul sito specializzato www.mygreenhelp.com, appartiene alla famiglia delle Hydrangeaceae, che comprende diverse varietà di piante (quella asiatica e quella sudamericana sono diverse tra loro) di tipo legnoso arbustivo; la caratteristica principale delle ortensie (il cui nome deriva da una seconda denominazione scientifica, Hortensia, di origine incerta). Dal punto di vista estetico, la pianta si caratterizza per i fiori piuttosto vistosi, sterili e dai petali di dimensioni generalmente minute, che formano delle infiorescenze di forma sferica, denominate pannocchie o corimbi. Il colore dei fiori dipende dal grado di acidità del terreno, il che rende l’ortensia un fiore quantomeno peculiare nel panorama botanico; in genere i petali sono di colore bianco ma in alcune varietà, come ad esempio la Macrophilla e la Serrata, sviluppano un colore diverso a seconda dal pH del terreno; se questo è acido (pH elevato), i fiori diventano violacei mentre se è basico (pH basso) tendono al rosa. Il periodo di fioritura dell’ortensia si colloca nel periodo estivo: comincia a giugno e si protrae per tutta la stagione, fino a settembre. Le foglie sono di forma larga e di colore verde chiaro e brillante.

Coltivazione e manutenzione delle piante

Le ortensie sono fiori che possono essere coltivati sia in vaso sia a terra ma poiché tende a sviluppare radici molto estese, è preferibile piantarle direttamente a terra per evitare di doverle travasare di frequente. La messa a dimora è molto semplice: basta scavare una buca dalle dimensioni doppie rispetto a quelle del vaso; sul fondo della buco si può adagiare uno strato di concime biologico da ricoprire con un miscuglio di terriccio e terreno di scavo; dopo aver preparato la sete, vi si può collocare la pianta, allentando leggermente le radici più esterne; infine, la buca va colmata fino a ricoprire il blocco di terra e radici formatosi nel vaso, compattando leggermente il terreno. La procedura va completata innaffiando la pianta.

Quando si piantano le ortensie bisogna tener presente che prediligono il clima mite: generalmente non tollerano bene il freddo e solo alcune varietà sono in grado di sopportare l’esposizione diretta alla luce solare; per questo, la maggior parte delle piante va collocata in zone che alternano ombra a mezzombra; la temperatura ideale per questo genere di varietà floreale si aggira attorno ai 20°.

Per quanto riguarda il terreno, le ortensie sono piuttosto versatili: si adattano a qualsiasi tipo di suolo, purché sia ricco di sostanze nutritive e lavorato con cura, ossia ripulito da erbe infestanti e ben drenato così da far defluire l’acqua e non creare alcun tipo di ristagno); l’irrigazione deve essere abbondante: meglio evitare impianti di irrigazione automatica e innaffiare a mano con molta acqua, così da raggiungere anche le radici in profondità. Anche la concimazione è molto importante: i periodi più adatti sono autunno e primavera; è consigliabile optare per prodotti adatti a piante acidofile; come molte altre piante, le ortensie vanno potate in autunno inoltrato o all’inizio dell’inverno.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.

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