Anime e Cartoni

Cleopatra: Tezuka e l’erotismo

Nel lontano 1970, anzi nel ‘69 così per ridere, la Mushi Production, capitanata dal grande dio dei manga Osamu Tetsuka, porta sullo schermo tre pellicole per adulti. Manga animati con contenuti espliciti: uno dedicato a “Le mille e una notte”, uno dedicato a Cleopatra e un altro dal titolo Belladonna.

L’esperimento chiamato Animerama parte nel ‘69 e finisce nel ‘73. Il successo delle pellicole è altalenante, tuttavia lo stile d’animazione incredibilmente vario e avveniristico colloca queste tre perle all’interno di un panorama assolutamente da recuperare, in caso siate interessati alla storia dell’animazione.
Anche se sta in mezzo, cominceremo da Cleopatra; la Regina d’Egitto, viene rappresentata da Osamu Tetsuka e Eiichi Yamamoto in una maniera che travalica la sensualità.

La donna, considerata tra le più belle del mondo, qui raggiunge il suo estremo di eros. Viene completamente messa a nudo, senza nessuna vergogna e la Mushi Production tenta ogni strada, anche le più assurde, per mostrarci dei rapporti sessuali e emozioni erotico-artistiche sul grande schermo.

In particolare nella prima relazione vissuta dalla protagonista con Cesare, racchiude un’armonia e una poesia vista poche volte, anche per quanto riguarda i prodotti di oggi che si allontanano ben di più dalla voglia di arte che Tetsuka esprime in questo lavoro.

cleopatra

Solo linee, appena accennate, che simboleggiano i corpi uniti in uno stile talmente all’avanguardia da non essere mai stato più portato al cinema con la stessa efficacia.

Oggi, se un prodotto di animazione parla di sesso, di solito lo fa in maniera spinta, volgare e soprattutto ironica; anche qui, come spesso accade nei prodotti di Tetsuka, c’è molta ironia. Tuttavia, non deforma la storia della vita della Regina che dopo Cesare affronta, anzi conosce, Antonio e poi anche Ottaviano. Vediamo una Cleopatra a tratti insicura che scopre lentamente di che pasta è fatta. E noi con lei. Una crescita sia intima che di carattere, che mostra una regina, una regina costretta ad essere anche assassina, un’assassina fredda e spietata.

La cosa particolare della storia è che è incorniciata da un’introduzione e un finale sci-fi, dove degli esploratori costretti ad indagare su un progetto chiamato appunto “Cleopatra” vengono mandati indietro nel tempo. Questo incipit tuttavia può essere semplicemente preso ed estrapolato, quasi ignorato dal contesto, il film è un’opera erotico-storica che nulla ha a che vedere con la sua introduzione. Nonostante questo, però, l’Animerama è talmente particolare da rendere speciale anche il breve inizio, dove i personaggi principali sono animati solo nei loro volti e applicati sopra un corpo in live action.

Una tecnica espositiva che a tratti potrebbe sembrare ridicola, tuttavia è un esperimento voluto dalla Mushi Production e merita comunque di essere vissuto, proprio per la sua particolarità. Queste decisioni coraggiose costellano tutto il film, alcune volte regalandoci estratti e scene al limite dell’allucinogeno: tanti colori intermittenti, quasi stroboscopici che insieme a immagini artistiche formano un connubio apparentemente sconnesso, ma che in realtà nasconde una consapevolezza artistica non indifferente, come ci si aspetta in effetti da Tetsuka.
Le scene di carattere sessuale sono molto sensuali nonostante l’apparente semplicità del tratto con cui vengono rappresentati i corpi, specialmente quelli di Cleopatra e Calpurnia, quasi senza ombre, lindi, una macchia di colore circondata da dei colori neri.

“Cleopatra” e in generale la serie Animerama è un gioiello da recuperare, un gioiello sperduto del quale nessuno parla nonostante la paternità di livello. Tetsuka non è nuovo agli exploit sensuali, qui portati all’estremo. Non esiste una versione italiana, ma c’è il film nella sua totalità su Youtube. Se non vi sentite troppo in colpa potreste provare a dargli un occhio.

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