Scienza

Chimici e fantasmi: medium e spiritismi (p.2)

di Luigi Garlaschelli, membro del CICAP e professore di Chimica all’Università di Pavia.
Qui la prima parte dell’articolo.

Gli atteggiamenti di molti tra coloro che al paranormale vogliono credere, e non accettano le evidenze sperimentali, sono ancora identici a quelli del XIX secolo. Ma in quegli anni la parabola dello spiritismo era in fase ascendente. Si scoprivano nuove forme di energia: raggi catodici (Crookes, 1876), raggi canale (Goldstein, 1886), raggi X (Roentgen, 1895), e non sembrava impossibile che energie ancora sconosciute potessero essere responsabili dei fenomeni fisici che si diceva avvenissero nel buio quasi totale delle sedute medianiche.

Cesare Lombroso

Molti scienziati famosi si dichiararono convinti della loro autenticità. Tra essi lo stesso Crookes, Richet, e Cesare Lombroso. Questi si interessò anche di spiritismo e diventò un credente dopo aver visto all’opera la famosa medium napoletana Eusapia Palladino (in seguito smascherata da altri) di cui non riuscì a capire i semplici trucchi. La verità è che anche un Premio Nobel, autorità nel suo campo, può essere ingannato come chiunque altro da un astuto imbroglione. Uno scienziato, se non è affiancato da un esperto illusionista, non sempre sa quali controlli è necessario predisporre. Anzi, a volte si dimostra di una ingenuità disarmante, forse convinto che le persone, così come gli animali, gli elettroni o le molecole, non possano ingannarlo.

Il “fantasma” Katie King

Per esempio Crookes, che pure non era uno stupido (aveva inventato anche il radiometro) giurò sull’autenticità dei fenomeni provocati dal famosissimo Daniel D. Home, e di quelli di una medium di nome Florence Cook. Come si svolgevano le sedute? La medium si ritirava dietro una tenda (“gabinetto medianico”). Era fatto buio quasi completo, e dopo un po’ dalla tenda sbucava una figura avvolta di veli bianchi: il fantasma Katie King.

La “materializzazione” era stranamente poco eterea per essere un fantasma: tiepida e morbida, le foto la mostrano identica alla medium. Crookes non controllò mai dietro la tenda per vedere se la medium era ancora là mentre compariva il fantasma. Però una volta disse di avere sentito un respiro provenire da dietro lo schermo.

Crookes ebbe una delusione da parte della Royal Society che oppose un rifiuto ad un suo articolo su questo argomento: “La Royal Society sarebbe stata disposta a prendere in considerazione le comunicazioni affermanti l’esistenza di una forza naturale non ancora conosciuta se quelle comunicazioni avessero contenuto prove sufficienti: ma per l’improbabilità dei fatti attestati dal signor Crookes e per la completa mancanza di rigore scientifico nelle sue affermazioni, la sua memoria non è stata ritenuta degna dell’attenzione della Società”. Come si vede, la Royal Society si comportava nel modo corretto: non rigettava a priori le affermazioni di Crookes, ma, visto il loro carattere straordinario, esigeva prove sperimentali ineccepibili. Nel suo complesso, e per sua stessa natura, la scienza non può dimostrarsi dogmatica; benché alcune idee innovative abbiano stentato ad affermarsi, l’evidenza dei fatti prima o poi si è sempre imposta.

Nel caso dello spiritismo però – e dei fenomeni paranormali in genere – dopo 120 anni di sperimentazione non si è ancora trovato un solo fenomeno che abbia retto alla prove dei controlli e abbia convinto la comunità scientifica della sua reale esistenza. Di fronte a questi fallimenti, lo spiritismo – soprattutto quello che produceva i vistosi fenomeni fisici di un secolo fa – è andato perdendo credibilità ed adepti. Oggi in Italia ben pochi insistono a inscenare e frequentare le sedute di tipo classico.

Tra gli ultimi medium a produrre vistosi effetti fisici vi fu Roberto Setti, di Firenze, morto nel 1984. Nelle sue sedute, affermando di essere in trance, egli parlava con voci di personalità diverse e comunicava messaggi di tipo filosofico-morale. Famose anche le sue levitazioni: nel buio totale egli si stendeva per terra e chiedeva a qualcuno di tenergli una mano; lentamente la mano si alzava e Setti sosteneva di stare volando: nessuno controllò mai se il medium fosse veramente sospeso a mezz’aria o semplicemente in piedi su una sedia. Proprio per la totale assenza di adeguati controlli nelle sue sedute, neppure alcun serio parapsicologo ha mai attribuito alcun valore alle dimostrazioni di Setti.

La specialità di Setti però erano le cosiddette “materializzazioni lente” di piccoli oggetti che si “formavano” tra le sue mani da una massa “ectoplasmatica” luminescente ed informe, dalla quale si levavano vapori debolmente luminosi, mentre un odore agliaceo di ozono permeava la stanza. Se qualcuno toccava le mani del medium durante questi fenomeni, restavano sulle dita dello spettatore piccole particelle luminose che si accendevano e si spegnavano per qualche tempo (il famoso “effetto lucciola”).

Esempio di “materializzazione lenta”

Se durante la fase delle mani luminose la luce veniva accesa di colpo, come è stato fatto qualche volta, le mani stesse apparivano pulite ed asciutte. Rispegnendo la luce, esse ritornavano immediatamente luminose. Uno studioso (credente nello spiritismo) tentò di capire se questa luminosità si potesse produrre con mezzi chimici; egli contattò un chimico dell’Università di Genova chiedendo un parere su quelle sostanze usate in certi stick (Cyalume o Trekking Light) contenenti due soluzioni che, mescolate, producono chemiluminescenza. La risposta, ovviamente, fu che queste sostanze sono ben note, che le soluzioni sarebbero visibili sulle mani, che la luminosità dura ore, e che non producono fumi ne’ effetto lucciola. Da qui, secondo detto studioso, il fatto che “la scienza non sa spiegare questi fenomeni”.

Chi scrive – si parva licet componere magnis – un paio di anni fa fu incuriosito da queste testimonianze sulla medianità di Roberto Setti e pensò a come si potessero riprodurre quegli effetti. Ebbene, se si cerca una sostanza fosforescente, che emetta fumi, che abbia odore agliaceo e produca l’effetto lucciola, per un chimico la risposta è una sola: fosforo bianco. Sperimentando con questa pericolosa sostanza sono riuscito a riprodurre il tipo di luminosità e il suo aspetto tra le mani, l’effetto lucciola, l’effetto fumo e l’effetto “mani pulite”. Dalla nebbia luminosa generata da fosforo in soluzione, strofinato tra le mani in un ambiente buio, è facile fare apparire piccoli oggetti, come creati dal nulla. A due testimoni oculari di quelle sedute, rintracciati dopo più di dieci anni, sono stati mostrati i miei esperimenti ed entrambi hanno confermato che la mia ripetizione è praticamente perfetta. Ciò non dimostra ovviamente che Setti imbrogliasse, ma solo che i suoi effetti non sono inspiegabili e irriproducibili. Forse Setti era proprio il primo medium autentico della storia.

Luigi Garlaschelli

Luigi Garlaschelli è un chimico dell’Università di Pavia. Oltre che occuparsi di ricerca accademica, è socio del CICAP (Comitato per il Controllo delle Affermazioni delle Pseudoscienze, fondato più di 20 anni fa da Piero Angela, e di cui fanno parte nomi di spicco della scienza italiana) . Si è sempre interessato di fenomeni mysteriosi e paranormali, miracoli, pseudoscienze e divulgazione. Famosi la sua riproduzione del “miracolo” di San Gennaro e della Sindone di Torino.
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