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Ancora guai per Genshin Impact: virale l’hashtag di boicottaggio

Negli ultimi tempi Genshin Impact, action RPG fantasy prodotto di punta attuale del colosso cinese miHoYo, ha fatto parlare di sé, in bene ed in male. Indubbiamente è un prodotto che piace, ovviamente a seconda dei gusti, che si fa giocare, che intriga e coinvolge. Ma appunto ci sono anche lati oscuri.

L’ultima notizia riguarda proprio alcuni di questi aspetti discutibili ed è venuta fuori grazie alla campagna, prevalentemente portata avanti su Twitter, riassumibile con l’hashtag #boycottGenshinImpact.

Perché viene chiesto di boicottare questo gacha di indubbia popolarità? Principalmente per quattro motivi che ora andremo ad elencare per chiarezza.

Il primo è la mancanza di sicurezza. Sono mesi che se ne parla. Quasi all’unanimità nelle community, anche grazie al supporto di alcuni utenti capaci dal punto di vista informatico, viene considerato che miHoYo non faccia abbastanza per i casi (reiterati) di hacking ai danni degli utenti. Una banale autenticazione a due fattori risolverebbe tutto, ma miHoYo se ne frega.

Il secondo è l’accusa di razzismo verso le popolazioni tribali. In gioco esiste una popolazione di ‘mostri primitivi umanoidi’ quasi incapaci di comunicare (con gli estranei, in realtà), chiamati Hilichurl. Sono ovunque e finisce che devono sempre essere uccisi. Il problema è che è uscito fuori un video dove si vede un programmatore miHoYo prendere spunto, nella realizzazione dei balli Hilichurl, dalle danze dei nativi americani. Insomma, non è solo una deduzione, anche se basta giocare cinque minuti per notare il collegamento.

Ancora guai per Genshin Impact: virale l'hashtag di boicottaggio

Il terzo ha ancora a che fare con la discriminazione. Nel gioco ci sono un paio di personaggi con una tonalità di pelle scura e nella loro descrizione (inglese, da notare) si usano termini come ‘esotico’ e ‘spaventoso’. Alcuni utenti precisano però che nell’originale cinese non c’è questa accezione negativa. Di sicuro c’è da dire che in Genshin Impact i personaggi di colore, per ora, sono un miraggio in pratica.

Ancora guai per Genshin Impact: virale l'hashtag di boicottaggio

Il quarto motivo è un’accusa di oggettificazione di minori. Ad un paio di personaggi vengono rivolte parole equivoche ed interesse da alcuni adulti. C’è da dire che una delle due minori nella beta del gioco era maggiorenne (e sembra che miHoYo si sia dimenticata di aggiornare i dialoghi), mentre l’altra è l’idol della città. E in oriente, dicono, accade spesso che le idol vengano oggettificate.

Ovviamente nelle community si sono già creati gli schieramenti tra chi aveva già notato una o più di queste problematiche e supporta l’hashtag e chi invece difende a spada tratta miHoYo.
Forse non è necessario essere estremisti, ma consapevoli, grazie alla capacità critica, di quel che sicuramente non va in casa miHoYo.
E voi come la pensate?

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