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Anche il riscaldamento del bagno diventa smart (ma senza tecnologia)

Niente tecnologia, almeno in bagno! Il mercato italiano delle case smart è in continua crescita e vale ora 530 milioni di euro, con i prodotti domotici che ormai fanno capolino in tutte le stanze delle nostre abitazioni. Al momento, e per fortuna, sembra che almeno il bagno possa essere un’ultima oasi di libertà e privacy, anche se non mancano le soluzioni per rendere più “intelligente” la gestione degli accessori, anche senza ricorrere alla tecnologia.

I vecchi radiatori diventano belli e ancor più funzionali

L’esempio più calzante è quello dei vecchi radiatori, che da semplici elementi per riscaldare piccoli ambienti si stanno evolvendo in veri e propri complementi di arredo: la gamma di soluzioni proposta dal rivenditore di pavimenti e arredobagno Iperceramica , per esempio, ci permette di scoprire le ultime tendenze in fatto di termoarredo con prodotti che, oltre a essere funzionali e servire al loro scopo originario, riescono anche ad assicurare un tocco di design e eleganza al nostro bagno.

È per questo – e per andare incontro alle ultime mode del settore – che questi accessori si arricchiscono di dettagli estetici e di sfumature di colore, per permettere a ognuno di trovare la soluzione più adatta al proprio gusto e in maggior armonia con l’arredamento già scelto.

Più forme e dettagli per adattarsi a ogni ambiente

Possiamo quindi optare per scaldasalviette a tubi dritti, caratterizzati da un design classico ed evergreen, che quindi si adattano con semplicità a bagni di ogni stile, di preferenza quelli dove la funzionalità ha maggior attenzione rispetto all’aspetto del “bello”. Chi invece cerca sempre un tocco più moderno potrà orientarsi sui modelli dalle forme più squadrate, capaci di offrire un tocco in più ad ambienti di stile architettonico rigoroso ed elegante allo stesso tempo.

Ma c’è spazio anche per chi vuole una soluzione più naif, che magari può alleggerire l’impatto dell’ambiente, come i modelli di scaldasalviette con tubi sormontati. Definita la questione del design, possiamo poi passare alla scelta della colorazione, anche questa in costante crescita: il classico metallo resta ovviamente un “must” capace di non sfigurare in alcun contesto, ma il termoarredo si colora anche di nero opaco o lucido, senza disdegnare tinte più fantasiose e originali, come l’ametista, lo smeraldo, l’azzurrite e l’oro. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Le caratteristiche e le tipologie del mercato

Il lato smart di questi prodotti ritorna a farsi notare nella doppia possibilità a disposizione in relazione ai sistemi di riscaldamento e nelle varianti della potenza. Sul primo fronte, si distinguono modelli elettrici e termoarredo ad acqua calda: il primo è indipendente e funziona grazie a un semplice collegamento alla presa elettrica di corrente al muro, che riscaldano il liquido antigelo contenuto al loro interno, ed è possibile regolare la temperatura tramite valvola o display, oltre che accendere e spegnere il macchinario.

Il termoarredo idraulico si collega invece all’impianto di riscaldamento dell’abitazione o del condominio e quindi non è dissimile dai termosifoni classici; per avere libertà di accensione e spegnimento, quindi, serve installare un termostato specifico.

Dove mettere il termoarredo?

Per la potenza, infine, le valutazioni dipendono ovviamente dalle caratteristiche dell’ambiente di installazione: un bagno piccolo potrà essere riscaldato senza problemi anche da prodotti con wattaggi bassi, mentre inevitabilmente una stanza più grande necessiterà di complementi più potenti. Da considerare anche il posto in cui posizionare il termoarredo: se messo vicino al lavabo può servire anche da porta asciugamano, mentre se localizzato accanto alla vasca o al box doccia consentirà di tenere al caldo (e a portata di mano) gli accappatoi e i teli.

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.

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