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Amazon non venderà libri che inquadrano la comunità LGBTQ+ come malattie mentali

Amazon prende una decisione storica: non venderà più libri che inquadra la comunita LBGTQ+ come malati mentali.

Amazon ha annunciato la sua decisione tramite una lettera indirizzata ai Senatori Repubblicani che gli avevano chiesto come mai non fosse possibile acquistare il libro When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment scritto dall’accademico Ryan Anderson edito Encounters Books.

Nella lettera inizialmente pubblicata dal Wall Street Journal, Amazon dichiara: “Come venditori di libri, forniamo ai nostri clienti accesso a una varietà di punti di vista, compresi libri che alcuni possono considerare offensivi. Detto questo, ci riserviamo il diritto di non vendere alcuni contenuti. Tutti i rivenditori decidono quale selezione offrire, così come noi. Per quanto riguarda la domanda specifica di When Harry Became Sally, abbiamo deciso di non vendere libri che inquadrano le identità LGBTQ+ come malattia mentale”.

La lettera arriva in risposta alle critiche mosse dai senatori di destra Marco Rubio, Mike Lee, Mike Braun e Josh Hawley, che hanno scritto al fondatore di Amazon, Jeff Bezos, non solo criticando la decisione di rimuovere il libro, ma anche definendola “un segnale per gli americani conservatori che il loro punto di vista non è il benvenuto nella piattaforma“.

Questo sarà un duro colpo per i libri con questo approccio. Infatti il 53% delle vendite di libri in America avviene su Amazon.

Amazon

Anderson e Roger Kimball, editori di Encounter Books, hanno dichiarato che “tutti concordano sul fatto che la disforia di genere sia una condizione grave che causa grande sofferenza”. Continuano: “C’è un dibattito che Amazon vuole zittire su come sia meglio trattare i pazienti che soffrono di disforia di genere”.

Un portavoce dell’organizzazione di attivismo LGBTQ GLAAD ha commentato così la cosa: “È antiquato e vergognoso paragonare le identità LGBTQ alle malattie mentali, e la decisione di Amazon di fermare la vendita di tali libri è un positivo passo in avanti nel fermare la disinformazione”.

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Giada Bastioli

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