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Addio all’E3, ultimo dei sopravvissuti del vecchio mondo

Secondo le fonti vicine all’ESA è trapelato che la società ha confermato che l’E3 2023 non avrà luogo. Dopo settimane di incertezza, l’organizzazione ha deciso di chiarire la situazione e porre fine alla prossima edizione dell’evento videoludico. Un duro colpo per tutti gli organizzatori ma anche utenti che speravano di vedere qualcosa di nuovo e avvincente.

Il declino dell’E3 può essere considerato come il riflesso dell’evoluzione dell’industria dei videogiochi

L’ESA ha confermato che l’E3 2023 non avrà luogo, poiché l’evento non ha generato l’interesse necessario per mostrare la forza e l’impatto dell’industria videoludica. La cancellazione dell’E3 era qualcosa di prevedibile, data la mancanza di interesse di alcune aziende leader del settore, come Nintendo, PlayStation e Xbox, che hanno trovato mezzi più efficaci ed economici per entrare in contatto con il proprio pubblico, come Nintendo Direct o le reazioni virali degli streamer.

La manifestazione ha avuto difficoltà a rimanere al passo con i tempi, mentre le grandi aziende si sono allontanate dall’evento. L’industria videoludica sta cambiando rapidamente e l’E3 sembra non essere più in grado di mantenere il passo con le nuove forme di comunicazione digitale utilizzate dalle aziende. Tuttavia, l’ESA ha promesso di lavorare su nuovi eventi E3 con ReedPop, ma resta da vedere se sarà in grado di rinnovare l’evento e renderlo nuovamente attraente per le grandi aziende del settore.

Il declino dell’E3 può essere considerato come il riflesso dell’evoluzione dell’industria dei videogiochi, che sta diventando sempre più digitale. Con l’aumento della tecnologia e della connettività, le aziende del settore sono in grado di raggiungere il loro pubblico attraverso vari canali online, come i social media, le piattaforme di streaming e le dirette video.

Inoltre, il costo di partecipazione all’E3 è molto elevato e richiede grandi investimenti in termini di personale, equipaggiamenti e spazi espositivi. Molte aziende del settore preferiscono quindi organizzare i propri eventi o partecipare a manifestazioni più piccole e meno costose, dove possono raggiungere il loro pubblico in modo più mirato.

Il presidente e CEO dell’ESA, Stanley Pierre-Louis, ha spiegato:

Vi sono state delle difficoltà che si sono rivelate troppo grandi per poter essere superate. Prima di tutto, diverse aziende hanno fatto presente che i tempi dello sviluppo videoludico sono mutati radicalmente rispetto all’epoca pre-pandemia. Inoltre, le contingenze economiche sfavorevoli hanno costretto molte compagnie a dirottare i fondi destinati ai grandi eventi promozionali. Infine, le aziende stanno sempre più sperimentando sul fronte comunicativo, alla ricerca del giusto equilibrio tra eventi in loco e opportunità digitali

Nonostante ciò, l’E3 ha ancora un posto nel cuore dei fan dei videogiochi e potrebbe ancora trovare un modo per reinventarsi e rimanere rilevante per l’industria. Alcune voci suggeriscono che l’evento potrebbe tornare in una forma diversa in futuro, ad esempio come una manifestazione più focalizzata sulla stampa e sugli influencer, piuttosto che su una grande esposizione al pubblico.

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Gianluca Cobucci

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