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6 cose che odi del matrimonio se sei una ragazza

40672070a938b8b103bc3aa18fe506eaNoi pulzelle stiamo sempre a ricordare e a puntualizzare quanto la nostra sia una società “fallocentrica”.

Oggi voglio gratificar il viril sesso ( o pseudo tale XD) gettando dell’inchiostro acido su uno degli eventi mondan-social-religio-spiritual-amorevolmente intramontabili che l’universo femminile  continua a dipingere di rosa. Si, sto parlando dei matrimoni: your  big fat ( universal) shit female wedding!

Elenchiamo alcuni ghiribizzi per rammentare ai posteri quanto questo tranello in cui molti ancora  inciampano é e  tale resterà per sempre  di monopolio ovarico:

images (1)1) Non trasmetteranno mai su Real Time una puntata di Say Yes to the Dress in cui il protagonista sarà lo sposo in procinto di dover scegliere l’abito nuziale con tanto di fratelli, amici e padre al seguito; commossi ad ogni suo cambio di giacchetta e pantalone, mentre ricordano, singhiozzando ed emozionati, le sue prime ginocchia “sbucciate”! Lo sposo quel giorno sarà solamente un accessorio ( necessariamente fondamentale), ma nessuno ricorderà il colore della sua cravatta, o  le cinquanta sfumature di pinguino del suo smoking.

2) Le donne diventano wedding planner ( Enzo Miccio et alii che non fanno testo) e sfarfallano idee su come decorare la location, sui colori, sui dettagli in pendant, sull’atmosfera.. Insomma su tutte quelle piccolissime ed ingombranti cianfrusaglie che non noterai almeno fino alla quarta o sesta portata; quando il tasso glicemico sarà ormai nella norma  ed in perfetto equilibrio con il vino… forse! La chiesa  poi non andrebbe neppure menzionata. Se proprio si è obbligati ad esserci si contano le statue, i candelabri sull’altare, ci si guarda attorno alla ricerca del nulla, e soprattutto, si attende rigorosamente fuori l’uscita degli sposi! Nessuno ricorderà i fiori con cui era  addobbata la navata!

Colleen & John_8383) Filmini con tanto di I will always love you e foto della coppia vi faranno solamente sorridere sollevati dal fatto di non essere tra i protagonisti che scorrono sullo schermo. Non ho mai capito perché durino sempre un’eternità! Siate pratici, sintetici, comunicativi e meno ripetitivi! Solo una mente ovarica con le tube di Falloppio in escandescenza magmatica  è capace di voler condensare  sullo schermo immagini frutto di conati di miele. Nel caso il prodotto sia hand made dello sposo fuggite: potrebbe avere gli stessi “gusti” di Enzo Miccio oppure, e credo sia ancor peggio, essere il classico zerbino da salotto ( a voi la scelta del colore: monocromo, a pois, a stelle, strisce…).

4) Le bomboniere! Le bomboniere! Ma chi le ha inventate e perché? Sono talmente inutili e piene di nastri, fiorellini sparsi e luccichii vari che non ha senso neppure spendere parole. P.S. I confetti però mangiateli lo stesso! Anche se non ho mai capito perché li nascondano talmente bene, tra celopan, metri di organza e cappi vari che sembra vogliano comunicarti una sola cosa: ” Non mi avrai mai tanto facilmente”. Si perchè dopo aver divorato quei quattro-cinque miseri confettini quale sarà la sua utilità? Plastica, carta o indifferenziata?

5) Avete mai visto  uno sposo isterico? Stanco e con i nervi a fior di pelle a causa dei preparativi?

maxresdefault6) Avete mai conosciuto uno sposo che cerchi di somigliare perfettamente a Ken? Tutto in tiro? Manicure, pedicure, pulizia del viso, massaggio drenante, prova trucco per testarne la durata, prova acconciatura, tinture, colpi di sole, colpi di luce ( io in questo momento ho solo colpi di calore da calo di estrogeni XD)   Non è vero che  vi “sovvengono” alla memoria solamente tante Barbie sposa?

Vorrei aprire un capitoletto su l’avvento dei matrimoni celebrati nel sud della penisola italica. Più che evento o avvento, forse sarebbe meglio apostrofarlo come un “parto”!  Ho già i brividi al sol pensiero e poi in questo caso altro che capitoletto, dovremmo scrivere una saga, oppure sarebbe più corretto parlare di  sagra?!

Dimenticavo! Qualcosa di utilmente accattivante per voi maschietti potrebbe esserci quel giorno: una “mamma di Stifler”  in questi casi pare compaia sempre magicamente dal nulla!

Alessandra Pappaterra

"Da Chanel a Camel è solo questione di attimi" è la mia filosofia di vita. Nata, cresciuta e "pasciuta"a fiction e sit com americane a tal punto da credere di poter tentare un balzo oltreoceano. Non mi ha voluta la City University of New York, neppure la Notre Dame University ( che nonostante il nome sta nell'Indiana XD). Penso di restare in Europa ma non mi ha presa neppure il Trinity College a Dublino. Così dopo una visita "a mollo " presso Thunder road sono rotolata verso sud! Scrivo di tutto un poco e questo è il problema!

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