Cultura e Società

5 cose che non sapevi sul Giappone

Le curiosità sul Giappone sono numerose, e (per fortuna, verrebbe da dire) vanno molto al di là delle solite notizie legate alla tetrafobia (la paura per il numero quattro, per via di una banale assonanza con la parola “morte”), che porta alcuni condomini ad installare ascensori privi di questo numero. Una cosa che effettivamente fa molto “horror giapponese”, e che alla fine dei conti è soltanto la punta dell’iceberg delle tradizioni più curiose e meno note che andremo a vedere in questo articolo.

E poi diciamolo chiaramente: al di là degli stereotipi, c’è qualcosina in più rispetto al mitologico hotel più antico del mondo, o magari ai (poco poetici, ma probabilmente funzionali) bagni che diventano opachi. Con le 6852 isole che lo compongono, ed i suoi 126 milioni di abitanti (dato ufficiale del 2018), il Giappone è un coacervo di idee, cultura, nazionalità e mood di vita che, in fondo, vale la pena riscoprire ed indagare. Certo la realtà degli oshiya, i passenger pusher che aiutano le persone a salire sulla metro per evitare che si blocchino le porte, in questi tempi di Covid-19 è estremamente plausibile che non siano troppo popolari

Negli ultimi tempi, ovviamente, pensare di viaggiare in Giappone è tutt’altro che scontato: i tempi di Covid-19 stanno ponendo forti limitazioni ai viaggi in paesi lontani, ed il turismo ne sta risentendo in maniera sostanziale. Ci sono numeri incredibili in giro, agenzie che parlano di tassi di disdetta pari al 100% dei viaggi nei periodi peggiori – ma, in un certo senso, è inevitabile. Nel settore della musica live internazionale che bazzicavo spesso, peraltro, le prime date degli artisti vengono organizzate soltanto da aprile-maggio 2021 in poi, periodo in cui sembrerebbe (speriamo!) plausibile un graduale ritorno alla normalità delle cose (anche grazie al vaccino presto in arrivo).

Nel frattempo, speriamo davvero che i viaggi per svago o cultura, ovviamente, che sono una delle cose che ci mancano di più, siano prossimi a tornare in voga, sia pur con le necessarie precauzioni del caso.

1) Favipiravir, tra mito e realtà

Ci sono molte cose che non sono troppo note sul Giappone, e sicuramente il nome Favipiravir è stato in tendenza su Google, anche dall’Italia, durante il primissimo periodo della pandemia (parliamo di marzo 2020). Le notizie su questo presunto rimedio al coronavirus non hanno avuto molto seguito, e si sono limitate ad una serie di notizie non confermate (per la stragrande maggioranza) e sfruttate al più per qualche campagna politica. Noto anche col nome commerciale Avigan, sembra che non ci sia ancora vera e propria evidenza scientifica della sua efficacia, come confermato anche dall’AIFA.

La stessa Agenzia del Farmaco ha, tuttavia, autorizzato una nuova fase di sperimentazione, che dovrebbe portare risultati nei prossimi mesi.

2) Cultura, mon amour!

Il Giappone è uno dei paesi con maggiore tasso di istruzione: dati ufficiali parlano di una alfabetizzazione prossima al 99% della numerosa popolazione. Secondo il rapporto annuale stilato dalla CIA a riguardo (The World Factbook), questa percentuale è prossima al 100% per paesi come il Giappone così come, ad esempio, per Hong Kong, Francia o Irlanda.In Giappone c’è una altissima presenza di persone (circa 50.000, stando ai dati ufficiali più recenti) che hanno più di 100 anni, e circa il 21% della popolazione gode di questa sostanziale longevità, per una delle proporzioni probabilmente più favorevoli al mondo.

In particolare questa longevità è presente nelle isole di Okinawa che, tra l’altro, sono gemellate (proprio per questo motivo) con la nostra Sardegna.

3) I treni… Arrivano in orario!

Personalmente amo viaggiare in treno, soprattutto per i viaggi più lunghi e in questi tempi (per necessità lavorative, ovviamente) ricorro spesso alla cara vecchia Trenitalia (e non è una marchetta, lo giuro). È uno stereotipo legato ai tempi del Ventennio in Italia, ovviamente, ma in Giappone pare che sia proprio così: i treni giapponesi sono tra i più puntuali al mondo, e passano in media ogni 18 secondi. Questo grazie alle avanzate tecnologie ed alle infrastrutture (difficilmente immaginabili dalle nostre parti) che sono in espansione e miglioramento continuo: si pensi che i famosi shinkansen (treni ad alta velocità, raggiungono fino a 300 km/h) effettuarono le prime corse già nei primi anni ‘60. È attualmente in fase di test, per quello che ne sappiamo, una linea Tokyo-Nagoya, la quale raggiungerebbe una velocità superiore a 600km/h.

Se andate a lavorare in Giappone, peraltro, troverete non soltanto accettabile che il vostro vicino di viaggio in metropolitana possa addormentarsi sulla vostra spalla (cosa difficilmente tollerabile in Italia, penso), ma alcune aziende del posto accettano tranquillamente che un dipendente possa concedersi qualche ora di sonno nelle ore di ufficio: questo perché la cultura del lavoro è molto radicata, e anche se questo possiede dei vantaggi indubbi è culturalmente accettabile, almeno per alcuni, che ogni tanto si possa fare una piccola siesta ristoratrice.

4) Ohaguro

Per molti secoli la singolare pratica dell’annerimento dei denti (ohaguro) è stata una pratica alquanto comune per molte donne giapponesi, in particolare per le donne sposate e le geishe. Oltre a conferire un certo grado di avvenenza, la pratica era nota per proteggere i denti dalle più comuni patologie come carie e gengiviti.

La pratica è stata poi vietata a partire dalla fine del XIX secolo, nel tentativo di modernizzare il Giappone e rendere la sua cultura più attraente per gli occidentali.

5) Un bel omiyage al rientro!

Alla fine del vostro viaggio, ricordatevi un bel souvenir o omiyage: mentre per la cultura occidentale un souvenir è visto come una gentilezza, tornare dall’Oriente dopo un viaggio con un gadget del genere è una vera e propria aspettativa. Quindi se ci andrete…non dimenticatelo!

Foto di copertina di Masashi Wakui da Pixabay

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