L'Editoriale

Giochi di ruolo e discriminazione: all’interno della polemica

Se siete amanti dei Giochi di Ruolo e seguite gruppi, riviste o altri media che ne parlano, in questi giorni ne avrete sentite delle belle. Si è parlato molto infatti di sessismo partendo dallo stupro dei personaggi in un GdR (all’interno di una sessione di gioco, per l’inciso), e non solo.

Da dove sono arrivati questi discorsi proprio ora? Facile: il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e, in un modo o nell’altro, sono nate svariate discussioni riguardanti violenza e discriminazione esistenti perfino in un ambiente inclusivo come il GdR.

Giochi di ruolo e sessismo

Siete stupiti? Se avete un buon occhio sono sicuro di no, soprattutto se siete giocatori di vecchia data. Fino a qualche anno fa infatti vedere una donna giocare di ruolo era ritenuto quasi un miracolo, escluso il caso di giocatrice più frequente: la ragazza del master.

Potrebbe venire naturale pensare che le donne siano “meno interessate” o addirittura “meno portate” a questo tipo di attività… Ma non è affatto così, ed anzi, è un pensiero, per quanto diffuso, piuttosto sessista.

Un pensiero che nel tempo ha creato attorno alle giocatrici un alone di “eterne dilettanti” difficile da eliminare… Tanto che alcune di loro credono che sia la verità.

Ma spero di non raccontarvi niente di nuovo e che sappiate come funziona il sessismo. Perché se non lo sapete, potreste rimanere sconcertati da quanto sia facile affossare l’animo di una persona.

giocatori di ruolo

Qualche testimonianza

Più che sullo stupro dei personaggi che è un argomento a mio dire secondario, vorrei soffermarmi sul sessismo e sul modo in cui viene subito principalmente da donne e persone non binarie.

Le testimonianze di discriminazioni subite al tavolo non sono poche, e credo che sia importante rendersi conto dell’esistenza di certi comportamenti tossici. Il GdR sembra essersi affermato come ambiente esclusivamente maschile, e lo stupore nel vedere una donna approcciarsi al gioco, se non addirittura al ruolo di master, è già di per se una lieve forma di sessismo.

Quello che si sente più comunemente raccontare è indubbiamente la convinzione che una donna non possa comprendere le meccaniche di gioco e vada aiutata nella costruzione del personaggio. Ma non è l’unica discriminazione che si fa al tavolo. A volte i personaggi delle giocatrici vengono esclusi da decisioni importanti in gioco, ad esempio. Oppure, alle ragazze non viene data la possibilità di giocare un personaggio uomo, mentre gli uomini non vengono limitati allo stesso modo con PG femminili.

Si sentono queste ed altre cose, e ritengo che il problema principale sia la mancanza di consapevolezza. Molti giocatori discriminano senza nemmeno rendersi conto di ciò che stanno facendo. Purtroppo, l’ignoranza non è mai una scusa: bisogna essere consapevoli del fatto che interagendo con un’altra persona in questo modo è possibile farla sentire esclusa, inadeguata, “sbagliata”.

gdr

Il problema nei giochi di ruolo è più serio di quanto immaginiate

Evitate di prendere questa discussione sotto gamba, se siete giocatori di ruolo. Non tutte le ragazze sono colpite da questo genere di atteggiamenti, ma non potete escludere che quelle che giocano al vostro tavolo lo siano.

Il problema più grande sta nel fatto che il gioco di ruolo ha un forte impatto, a volte, sulla vita delle persone che lo praticano. Non serve che vi spieghi che aiuta a sviluppare autostima e capacità relazionali… E se ci pensate bene, probabilmente anche capacità di lavorare in gruppo e problem-solving. Insomma, personalmente se vedessi Gioco di Ruolo tra gli hobby in un curriculum, il candidato avrebbe un bel segno “+” accanto al nome.

Ma che succede in caso di discriminazione? L’esatto contrario. Le capacità vengono inconsciamente “bloccate” perchè si ritiene di non essere adatti a svilupparle. Conosco molte giocatrici che sono convinte che “noi ragazze non siamo molto pratiche con i regolamenti di gioco”. Eppure ci sono ragazze che saprebbero fare una scheda di D&D senza guardare il manuale. Allora, dove sta la verità?

E’ probabile che questa convinzione sia frutto di un sessismo di fondo, che vede le donne inadeguate a gestire un passatempo esclusivamente maschile… Con la differenza che essendo i giochi di ruolo un passatempo ancora un po’ di nicchia, c’è meno attenzione ed è più facile far passare certe discriminazioni inosservate.

master gdr

Trovare la propria via

Personalmente, ritengo che il GdR sia un passatempo favoloso e che dovrebbe essere inclusivo al 100%. Ho giocato e gioco abitualmente con uomini e donne indipendentemente dalla loro sessualità, ho giocato più di una volta con una donna trans, ho giocato con persone con disabilità. Chiunque può giocare, perchè il limite in un GdR è l’immaginazione, e a meno che non siate in coma, quella sono certo che l’avete e siete in grado di comunicarla.

Ma come fare per essere veramente inclusivi? E’ importante innanzitutto imparare a riconoscere la discriminazione e farla notare a chi la compie. La consapevolezza è il primo punto. Il secondo punto è, per quanto vi possa sembrare strano, non essere tolleranti con chi discrimina. Se dopo aver fatto notare una discriminazione questa non viene rettificata, nessuno vi vieta di smettere di giocare con quella persona.

Ma il punto più importante secondo me è un altro. Si tratta di trovare la propria via in un mondo come quello dei giochi di ruolo che è più vasto di quanto possa sembrare. Tra giochi di ruolo tradizionali e moderni, classici e narrativi, giochi di narrazione, wargame e giochi da tavolo con elementi ruolistici, è un mondo talmente ampio che non è obbligatorio essere pratici in tutto. Il fatto che una persona non sia pratica con le regole di un GdR meccanico non implica che non possa imparare approfonditamente quelle di un narrativo.

gioco di ruolo

Quindi cercate di orientarvi nel mondo del GdR, di spaziare e di condurre il vostro gruppo di gioco a nuove esperienze. Tutti sono giocatori eccellenti, se riescono a trovare la propria dimensione, quindi non demordete.

E se volete qualche consiglio su come gestire certe situazioni, capire alcuni meccanismi, o anche solo su come muovervi in questo mondo… Non vi resta che continuare a tenere d’occhio Il Bosone.

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