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Dragon Ball: 35 anni e non sentirli tra successi e non pochi problemi

Era il 20 Novembre del 1984 quando Dragon Ball arrivava sulle pagine di Weekly Shonen Jump – la famosissima rivista nipponica che è stata natale per alcuni dei più bei manga della storia giapponese.

Non serve parlare del re dei battle shonen, del manga che viene più citato – e talvolta letteralmente copiato – da quelli che lo hanno susseguito, perché grazie a internet e all’amore che i fan nutrono per l’opera di Toriyama, ormai se ne sa praticamente quasi ogni cosa.

C’è chi persino ha contato tutte le Kamehameha lanciate da Goku nel corso di Dragon Ball e Dragon Ball Z, quante volte ha cambiato il suo taglio di capelli Bulma, e si è risaliti persino alla differenza d’età tra Piccolo (Junior nell’adattamento italiano) e Gohan… Pur avendolo cresciuto come un figlio, pare che il Namecciano abbia solo 4 anni in più del saiyan mezzo sangue.

junior gohan
Non sembra ma sono quasi coetanei D:

Tutto questo è molto bello e la carica d’entusiasmo tipica di questo franchise è imprescindibile da ogni argomento che lo riguarda; ma la vita dell’opera non è sempre stata rose e fiore, e come per ogni cosa bella anche Dragon Ball ha avuto i suoi momenti difficili. Cerchiamo dunque di rendergli omaggio parlando di qualcosa davvero poco risaputo.

DRAGON BALL: I PROBLEMI EDITORIALI

Dragon Ball nasce dalla leggenda cinese Viaggio verso Occidente, in cui si narrano le avventure di Sun Wu Kong, il ragazzo-scimmia nato da un uovo di roccia, che dovrà redimere i suoi crimini accompagnando un monaco nel suo viaggio da est a ovest del nostro pianeta.

Parallelamente, Son Goku, bambino orfano cresciuto da un maestro di arti marziali, viaggerà insieme alla geniale Bulma in cerca delle sette sfere del Drago, gli oggetti mistici che sono in grado di evocare il drago magico che può esaudire ogni desiderio.

bulma goku

Viaggio verso Occidente è forse l’opera che più ha ispirato il modello di Shonen nipponico, e Dragon Ball ne è un’ottima incarnazione. Quelli che pochi sanno è che, purtroppo, a causa di decisioni editoriali e pressione dei fan, l’opera è molto diversa da come la pensò originariamente Toriyama.

Partiamo dicendo che il maestro aveva intenzione di prendersi una pausa alla fine dello scontro con il malvaggio Freezer, cosa che non si poté fare a causa di un accordo ancora in corso: la realizzazione della saga sugli androidi. Quest’ultima è stata forse la più rimaneggiata dall’autore. Inizialmente i cattivi sarebbero dovuti essere il Dr. Gero ed il suo sottoposto Numero 19, ma non piacquero agli editori. Arrivarono così Numero 17 e Numero 18 accompagni dall’androide 16, ma nemmeno questi bastarono. Cell fu quindi fu un antagonista di terza scelta.

Inutile dire che si dimostrò la scelta migliore e che solo dopo varie riscritture, arrivò un terzo stadio, il Cell perfetto che molti fan hanno letteralmente amato. Fu con la sconfitta dell’essere perfetto che sarebbe dovuta arrivare la pausa – tanto sperata – di Toriyama ed il passaggio di testimone da Goku a suo figlio Gohan, ma ancora una volta il mangaka dovette proseguire il suo lavoro.

dragon ball
Ma quanto era figo il Gohan che sconfisse Cell?

Da Goku a Gohan, qualcosa andò storto: l’arrivo di Goten

Gohan, che era stato nelle classifiche di gradimento spesso al primo posto per i fan, perse la sua presa sul pubblico e benché nell’ultima saga della serie – quella di Majin Bu – era il personaggio più forte, fu drasticamente accantonato dal punto di vista dell’importanza narrativa.

La nuova idea di Toriyama fu quella di creare un nuovo successore per Goku, più simile a lui, ed arrivò così Goten; ma anche questa volta, fan ed editori non accettarono la scelta e Toriyama fu costretto ad attendere la fine della Saga di Majin Bu – ciò che noi conosciamo come termine della serie Z – per poter vedere la fine del suo contratto e liberarsi dagli editori.

dragon ball z
Tutti in posa per la saga di Majin Bu!

Oltre a Gohan, anche Goten e Trunks sono nati con una marcia in più. Basti pensare che sin da bambini i due sono in grado di controllare lo stadio di Super Saiyan e lo stesso Goku – nella storia – decide di affidargli il destino del mondo… Ma bisogna capire che una storia, per quanto logica o illogica ci possa sembrare, è scritta da qualcuno che sta dietro – esterno ai fatti – un burattinaio che tira i fili delle sue marionette, e spesso il valore di vendita è superiore a quello letterario.

In un episodio della serie animata di Gintama, il protagonista Gintoki Sakata – ovviamente per volere del suo autore – decide di creare un manga per alzare qualche soldo e si reca agli studi della Jump.

Qui, Gintoki, parla con gli editori che gli mostrano cosa deve avere uno Shonen per avere successo e prendono in esempio proprio Dragon Ball. In fin dei conti, non è andata così male. Soprattutto considerando che oltre allo splendido Dragon Ball FighterZ sta uscendo un altro gioco di livello (DBZ Kakarot) e la serie Super sta ricevendo sempre più consensi del pubblico.

Cos’altro aggiungere se non “buon compleanno” all’opera che ha segnato il concetto di Shonen degli ultimi 35 anni?

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