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One Piece Stampede, quando Oda incontra il fanservice

Era il 1999 l’anno in cui fu trasmesso l’episodio pilota del fortunatissimo anime One Piece e da quel giorno ad oggi, il suo successo non è mai scomparso, anzi, si è rafforzato. Certo, non capita tutti i giorni che una serie (animata o meno) compia 20 anni, ma quando accade, è imperativo festeggiare coi fuochi d’artificio. L’autore Eiichiro Oda ha deciso di prendere la palla al balzo, celebrando la propria opera in modo del tutto speciale.

Eiichiro Oda
Eiichiro Oda, autore di One Piece

One Piece Stampede, questo il nome dell’ultimo lungometraggio ispirato alle avventure di cappello di paglia e la sua ciurma. Un film molto diverso dai tredici che lo hanno preceduto, prodotto con un intento assolutamente singolare. Ovvero quello di radunare tutti i personaggi più famosi della serie in appena 101 minuti di film. Un’opera che dunque non si prefigge l’intento di piacere a prescindere, quanto di emozionare il pubblico della serie animata e celebrare la loro passione.

Le continue strizzate d’occhio al fandom di One Piece rendono piuttosto difficile analizzare il film in modo imparziale. Spero perciò che i fan non me ne vorranno se in questo articolo tenterò di parlare di Stampede nel modo più oggettivo possibile, trattandolo come qualsiasi altro lungometraggio.

Di che parla One Piece Stampede?

La trama del film è piuttosto semplice e lineare. Rufy e i suoi compagni vengono invitati alla Fiera Mondiale Pirata, una festa gigantesca su un isola segreta, in cui i pirati più pericolosi e ricercati dovranno gareggiare tra loro per vincere il leggendario tesoro di Gol D. Roger. La competizione spietata verrà però interrotta dall’arrivo delle navi della Marina, e di un nuovo temibile nemico, il più potente mai affrontato dai nostri eroi. 

one piece stampede
Un frame da One Piece Stampede

Sull’isola, per un motivo o per l’altro, si andranno a radunare tutti i personaggi più famosi ed amati della serie, che siano amici o nemici dei protagonisti. Nelle mani di Rufy dunque, questa volta, non ci sarà solo il destino della sua ciurma, ma dell’intero universo di One Piece, minacciato da forze che sembrano davvero inarrestabili.

Un tripudio di personaggi e combattimenti

Riuscire a comprimere 20 anni di personaggi in poco più di un’ora e mezza, non deve essere stato affatto semplice per Oda. L’effetto più evidente di tale difficoltà, sta proprio nel quantitativo di tempo dedicato a ciascun personaggio, che talvolta supera a stento il minuto. Le scene del film si alternano sullo schermo ad una velocità folle, e le azioni fulminee di combattimento rendono la visione ancora più faticosa e confusa.

One Piece Stampede per molti versi risulta un film contraddittorio. Se l’obiettivo iniziale del progetto era quello di riportare sul grande schermo i volti noti della serie, molti di questi non lasciano alcuna traccia nella memoria dello spettatore. La narrazione sembra invece orientata puramente verso un combattimento spietato e super adrenalinico. In effetti, vedere i protagonisti combattere con tanta foga e velocità, è davvero un piacere per gli occhi ma, a lungo andare, risulta alquanto stancante.    

Pur non essendo affatto un film scadente, è chiaro che per apprezzarlo a pieno è necessario essere un veterano della serie. Rivedere tanti volti noti tutti assieme fornisce allo spettatore una bellissima sensazione nostalgica e, al tempo stesso, un’eccitazione che solo i veri appassionati possono capire. Per tutti gli altri invece, rimane comunque un ottimo shonen, pieno di personaggi carismatici e combattimenti spettacolari.

StoriediJoe

Io come Stephen King sono convinto di avere un cuore di bambino… La differenza è che, mentre lui asserì di averlo in un vaso di vetro sulla sua scrivania, il mio fortunatamente batte nel mio petto e ciò che più di tutto riesce a farlo accelerare è ascoltare una grande storia. Sono un grande appassionato di cinema, letteratura e serie televisive ed è principalmente di questi argomenti che desidero scrivere e discutere (ma non solo). I miei gusti letterario-cinematografici spaziano dal genere d’avventura all’horror, dalla commedia al dramma, passando per la saggistica. Sono interessato a tutto ciò che abbia una storia da raccontare e delle emozioni da esprimere.

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