Videogiochi e Gaming

Game Freak ha mentito: l’hashtag spopola tra i fan che disapprovano il gioco

Sia che siate fan Pokemon o semplici navigatori dell’internet, con tutta probabilità vi sarà capitato di imbattervi nell’hashtag che ha preso il sopravvento nella rete da ieri, #GameFreakLied.

Sappiamo tutti che l’imminente uscita di Pokémon Spada & Scudo ha visto, in periodi recenti, l’intensificarsi di critiche e dubbi sull’operato della produzione nipponica. Come al solito, c’è purtroppo da osservare, non sono stati pochi i comportamenti tossici di una parte della fanbase, che non staremo qui a ricordare ma che sarebbe meglio non fossero mai avvenuti, per la serenità di tutta la gaming community.

Game Freak ha mentito?

Nonostante tutto, però, il tag #GameFreakLied è balzato ai primissimi posti delle tendenze di Twitter, generando un immenso flusso di post e di reazioni a quelle che sembrano essere le “bugie” che la compagnia avrebbe rifilato alla sua fanbase nel corso dell’anno.

Il caso è scoppiato a seguito della scoperta dell’utilizzo, nella versione ormai finale del gioco, di diversi modelli pre-esistenti, sia che si tratti di Pokémon che di Allenatori.

La scoperta non sarebbe certamente delle più tragiche – nonostante tutto, non si chiede certo a Game Freak di ricostruire ogni modello – se non fosse però che, in precedenza, era stato dichiarato proprio da GameFreak che nessun modello antecedente a Spada & Scudo sarebbe stato riutilizzato – la cosa risale ad una intervista rilasciata a Famitsu.

Anzi, la presenza di nuovi modelli più dettagliati sarebbe stata una delle ragioni del tragico taglio del Pokédex Nazionale – che aveva lanciato all’epoca il tag #BringBackNationalDex. Portando avanti l’idea di “quality over quantity”, si era deciso per un drastico taglio dei Pokémon presenti (solo 400) a favore di un maggiore spazio per modelli più rifiniti.

Game Freak pokemon
Il nostro protagonista ammira un gruppo di Venusaur che si aggirano allegri.
Scusate, non potevo resistere.

Dalla scoperta dei dataminer in poi le critiche si sono riversate non solo su questo aspetto quanto anche su altre accortezze del mondo di gioco, imputate di andare a minare la godibilità generale del titolo e di non rispettare, appunto, quella ricerca della qualità di cui si parlava – un esempio che ha ricevuto molte condivisioni è quello relativo al “freezing” del mondo di gioco circostante quando si fa utilizzo di scale o, per parlare di qualcosa di più ampio, la scarsa costruzione delle Wild Area, giudicate più spoglie di quanto si potesse fare.

Altre controversie su Pokemon Spada e Scudo

L’indice è stato puntato anche contro alcune misure restrittive per quanto riguarda la cattura dei Pokémon selvatici nelle Zone Selvagge, per cui non sarebbe possibile catturare Pokémon di livello accessivamente elevato, a favore di un maggior “equilibrio” in-game – nonostante le critiche arrivino soprattutto in questo momento, questa particolarità era stata già in precedenza rivelata… Ma non ha di certo fatto un buon effetto alla prova con mano.

Quello che viene rimproverato è non solo l’atteggiamento di Game Freak, rea di aver nascosto la verità ai giocatori ma anche la scarsa comunicazione tenuta durante tutto il periodo precedente al lancio del gioco. Sono in molti a pensare che, con un diverso rapporto nei confronti della base dei giocatori, molte polemiche si sarebbero potute evitare.
C’è da segnalare comunque che una grande parte della fanbase resta soddisfatta del lavoro fatto, ma quanto accaduto getta un brutto precedente sulla casa di produzione.

La scoperta ha infatti generato una reazione a catena di sfiducia che mai aveva colpito così tanto il franchise. Nintendo, che detiene l’esclusiva assoluta dei prodotti videoludici, era arrivata a concedere il rimboso per i preordini effettuati sul Nintendo eShop di Nintendo Switch già dal momento in cui il Pokédex completo era venuto alla luce, mostrando moltissime assenze eccellenti.

GameFreak, torto o ragione? Qualche considerazione finale

In una occasione del genere è sempre necessario vedere la cosa da un punto di vista oggettivo.
Nonostante vi siano stati, come prima detto, atteggiamenti sbagliati da parte della comunità, è innegabile che ci siano stati diversi problemi da parte della dirigenza Game Freak nel mantenere una efficace comunicazione con i suoi fan, oltre che su alcune decisioni prese.

Chi vi parla è sempre stato un affezionato del mondo Pokémon sin dalla sua creazione e certamente non sarà questo a scalfire la passione di molti; ma, come altre produzioni ci hanno dimostrato, è possibile avere un prodotto di maggiore qualità senza nascondersi dietro limitazioni hardware – sull’internet non si sprecano le comparazioni con altri titoli passati come Breath of the Wild, Xenoblade Chronicles 2 e Dragon Quest XI S, presi come esempio nell’ambito dei giochi di ruolo.

L’uscita di questo nuovo capitolo della serie principale era visto da molti come la possibilità di portare sul mercato un prodotto “di rottura” con il canone precedente – la presenza di Breath of the Wild e Super Mario Odyssey ci ha forse fatto troppo ben sperare in un cambiamento del genere – e se le novità ci sono, sono effettivamente poche nell’ottica di un cambiamento dello stile e del mondo di gioco.

Ma è anche vero che non c’è modo migliore di provare con mano per poter esprimere un giudizio: ridendo e scherzando – si fa per dire – mancano ormai solo poche ore al lancio di questo nuovo capitolo! Magari non potremo acchiapparli proprio tutti, ma sicuramente proveremo ad essere ancora i migliori.

(Ndr: bugia, il nostro Unstable l’ha già provato qui).

Tommaso Mellace

Cresciuto sin dalla tenera età a pane e videogiochi, passa i primi anni della sua vita eliminando astronavi su XataX e sparando raggi laser contro lumache aliene in Commander Keen 4, fino ad entrare in contatto con il variopinto mondo Pokémon, di cui è schiavo tutt’oggi. Grazie ad MTV conosce il mondo giapponese, bombardando il suo cervello di dodicenne con anime quali Trigun e Neon Genesis Evangelion, i cui effetti si riveleranno devastanti. La presa di coscienza dell’esistenza del fumetto americano sarà il colpo finale per la sua vita, che spazia oggi tra una missione di Metal Gear ed un numero di Batman. Appassionato anche di musica, passa il resto della giornata a suonare la sua chitarra elettrica, passando da un riff dei Megadeth al main theme di Legend Of Zelda. Dovendo prendere come punto di riferimento i dati immagazzinati nella sua testa, è autore di diverse trame per altrettanti diversi progetti. Il problema principale è la sua totale pigriza, che lo porta a non scrivere mai nulla di quello che immagina, con conseguente perdita totale di ogni buona idea. Si spera che adesso possa cambiare qualcosa.

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