Natura e Ambiente

Emergenza Api: è il declino per gli insetti più importanti del pianeta ?

E' una faccenda più grave di quello che sembra

Le api sono in pericolo, e giorno dopo giorno la situazione sembra peggiorare: negli ultimi quindici anni le api sono scomparse con percentuali che variano dal 30 al 90% a seconda delle zone mondiali, e il rischio che questo importantissimo animaletto si estingua è sempre più concreto.

ape

Cosa ha portato ad un declino così rapido? Le due principali cause si trovano nella deforestazione incontrollata e nel cambiamento climatico. Analizziamo nello specifico il perché.

La deforestazione, oltre a portare gravissimi danni per l’uomo e per la fauna, rappresenta un pericolo enorme per le api, che perdono la possibilità di avere luoghi sicuri dove poter nidificare e formare le loro colonie, e vengono distrutte anche le loro principali fonti di approvvigionamento, ovvero i fiori e le piante.

Più terreni coltivati significa quasi sempre meno prati incolti, e le piccole operaie hanno bisogno di un ambiente il più selvaggio possibile per prosperare.

impollinatura
Le api prediligono un ambiente il più “selvaggio” possibile.

Il cambiamento climatico,invece, rappresenta per le api una morte ancora più atroce: per preservare la temperatura dei loro alveari attorno ai 33-36°, le api sono costrette ad avere funzioni di ventilatrici, mentre altre sorelle trasportano goccioline d’acqua per idratare le altre coinquiline e tentare di raffreddare la struttura delle loro casette.

Questo comporta non solo un minor numero di api che possono dedicarsi all’impollinazione, ma anche api che letteralmente muoiono di caldo e di fatica, collassate nel tentativo di salvare le loro colonie.

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Le api hanno una straordinaria “società” matriarcale e un’efficientissima organizzazione dei loro alveari. Sono tra gli animali più evoluti del mondo.

IL CASO VARROA NEGLI STATI UNITI: UNA LOTTA LUNGA TRENT’ANNI

E come se gli esseri umani non bastassero a costituire una seria minaccia, un altro nemico sembra essere quasi imbattibile: si tratta del parassita Varroa Destructor, un acaro che si insinua nel tessuto adiposo delle api, minando la salute del loro organismo e rendendole estremamente fragili e vulnerabili.

Il Varroa è arrivato negli Stati Uniti nel 1987, anno in cui si trovarono le prime tracce del parassita e durante il quale iniziarono le prime stragi delle api,che sono aumentate anno dopo anno, in modo sempre peggiore.

Il Varroa mostra una resistenza impressionante a tutti i tipi di insetticidi che sono stati provati, e la presenza di questo terribile acaro ha letteralmente messo in ginocchio l’industria del miele negli USA, dove le colonie hanno subìto perdite anche per il 30-50% del loro totale.

Lo scorso Gennaio sono stati effettuati studi più mirati sul parassita, che dovrebbero permettere di creare insetticidi ad hoc in grado di distruggerli. Diversi laboratori hanno anche selezionato una razza di api provenienti dalla Russia che sarebbero fisicamente in grado di individuare ed eliminare il Varroa, anche se per avere un pool genetico forte e resistente a questo acaro si dovranno aspettare degli anni.

Nel frattempo, gli apicoltori hanno trovato un pesticida piuttosto efficace, l’Amitrax, al quale però il Varroa svilupperà sicuramente una resistenza nel giro di qualche anno. La via della selezione genetica delle api da miele sembra la più efficace sul lungo termine.

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Un’ape infettata dal Varroa Destructor. Anche in Italia sono state adottate linee guida per combattere questo pericoloso parassita.

LA SITUAZIONE IN ITALIA E QUELLO CHE POSSIAMO FARE NEL NOSTRO QUOTIDIANO PER LE API:

Diego Pagani, presidente del Conapi, ha descritto quella del 2019 come “La stagione peggiore della storia” per quanto riguarda la produzione di miele.Si prevede addirittura che risulterà ben al di sotto dei 23,3 milioni di kg prodotti nel 2018.

Un dato allarmante, che scoraggia sempre di più i produttori di miele, ma che dovrebbe anche far riflettere, perché le api non sono solo importanti per il nettare che ci regalano, ma anche per la salvaguardia del nostro Pianeta: il 70% dell’agricoltura dipende da loro, grazie all’immenso lavoro di impollinazione di cui sono capaci, e senza le api si prospetta un futuro grigio per l’umanità.

Ma salvare le api e il loro ambiente si può: ecco le soluzioni che possiamo attuare per proteggere le nostre piccole amiche:

  • Pianta fiori salva api: calendula, timo, girasoli, lupinella, malva, finocchio… sono tantissimi i fiori dei quali le api vanno ghiotte. Tenere anche un vasetto sul davanzale sarà una vera e propria manna dal cielo per loro!
vademecum api
Il vademecum di Greenpeace che mostra i fiori più apprezzati dalle api, per fare in modo che tornino a popolare i nostri giardini.
  • Costruisci o installa una casetta per le api: in commercio si trovano delle apposite strutture per le colonie, e anche tanti tutorial su Youtube, ma è facile costruirne una in casa: bastano un mattone cavo o una cassetta di legno, un luogo sicuro e uno spazio dove poter coltivare dei fiori selvatici. Le api si sentiranno a loro agio e verranno a nidificare proprio lì. Il resto lo faranno da sole!
  • Primo soccorso per api: Se trovate un’ape in difficoltà, la cosa migliore è avvicinarle un cucchiaino con acqua e zucchero. Potrà così nutrirsi e ripartire verso la sua colonia!
  • Go Wild!: Prediligete un prato di fiori di campo piuttosto che un prato verde. Oltre alle api attirerete anche moltissime farfalle e tanti altri animaletti!
  • E in inverno? Anche in inverno ci sono due varietà di fiori particolarmente amati dalle api: il topinambur e il crisantemo. Anche il finocchio può essere una soluzione… E rinunciate sempre all’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici!

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    Un bombo ghiotto fa incetta di polline.

Siate amici delle api, sono le nostre amiche più importanti e preziose🌻

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Necronomidoll

Divoratrice compulsiva di libri, scrittrice in erba, Maladaptive Daydreamer. Innamorata da sempre di Samwise Gamgee.

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