Cultura e Società

Liguria: la storia delle finestre dipinte per… Risparmiare

Una storia di arte e... tirchieria

Sono per metà ligure e per metà piemontese, un’accoppiata strana in cui spesso, oltre all’accento, vengono fuori anche i lati più genovesi di me.

Indubbiamente, la caratteristica più nota dei liguri, ed in particolare dei genovesi, è la loro tirchiaggine. Non amiamo spendere, custodiamo gelosamente le nostre finanze e mugugnamo (cioè ci lamentiamo) per i prezzi di ogni merce, il più delle volte a prescindere.

Ed oggi vi voglio raccontare un episodio che vi renderà chiaro come in realtà questa sia una caratteristica dalle radici molto lontane e che sì: noi siamo sempre stati così!

Se siete mai venuti a perdervi tra i “caruggi” (ovvero i vicoli) dei nostri sobborghi marinari, da Camogli a Portofino, da Sestri Levante a Santa Margherita o nelle famose serpentine di Genova, magari avrete notato che ai muri di alcune case, quella più antiche, vi sono dipinte delle finestre.

Le finestre dipinte in Liguria

Se non vi siete mai chiesti il perché non importa, io ve lo racconto lo stesso e per scoprire l’origine di questa strana usanza, bisogna fare un passo indietro nel 1798, alla Repubblica de Zena, come ci spiega il mugugnogenovese.it.

In quell’anno infatti le casse della Repubblica piangevano, serviva un modo per racimolare palanche (ovvero denaro) ed allora i politici del tempo (perché si, anche loro son sempre stati così) ebbero un’idea brillante e decisamente innovativa: tassare le finestre. Perché nessun ligure che si rispetti vive senza una finestra che dà sul suo amato mare blu.

finestre dipinte
Liguria, quasi ogni borgo ha delle case così. Provate a trovare le “intruse”!

Insomma una tassa che avrebbe messo mano al portafoglio di chiunque in quei di Zena. Una tassa per ogni finestra oltre la quinta ed alla sesta in poi compresa vigeva un vero e proprio tassametro.

Il “sussidio patriottico sulle finestre”, così veniva chiamato, indignò inizialmente i genovesi e non fece certo uscire il loro lato più patriottico. Anzi, non li ha piegati a lungo, perché ad un ligure si sa: mai toccare le sue palanche.

Ma come fare? Ed ecco quindi la tapullata (ovvero la genialata): le finestre in eccesso vennero murate ed al loro posto… Ci disegnarono un’altra finestra!

E chi ha più fantasia ce la metta, perché dalle classiche finestre con le persiane verdi di Chiavari, a quelle aperte con le tende al vento ed il glicine rampicante di Camogli, a quelle con amabili e sospiranti fanciulle affacciate come quella di Santa Margherita, i genovesi si fecero un po’ prendere la mano, disegnando a destra e a manca, evitando di sborsare per le loro finestre, fregando la Repubblica e creando vere e proprie opere d’arte che fecero alzare il valore di mercato degli immobili della Liguria, rendendoli anche più belli di prima.

Avete capito ora dunque? Mai mettersi tra un genovese ed il suo portafoglio!

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