Libri e Letteratura

Tolkien e l’immenso lascito a 46 anni dalla sua scomparsa

Le opere del Maestro continuano a vivere e ad ispirare intere generazioni, una leggenda destinata a vivere in eterno

Riposa serenamente nel cimitero di Bournemouth, e la sua lapide reca, oltre al suo nome e a quello dell’amatissima moglie, anche quello di Beren e Luthien, due dei suoi personaggi più famosi. Quarantasei anni fa, spirava John Ronald Reuel Tolkien, il creatore della saga fantasy più bella mai realizzata: Il Signore degli Anelli.

La fantasia è una naturale attività umana, la quale certamente non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione, né smussa l’appetito per la verità scientifica, di cui non ottunde la percezione. Al contrario: più chiara e acuta è la Ragione, e migliori fantasie produrrà.

  • J.R.R. Tolkien
tomba tolkien
La tomba del Professore e di sua moglie.

Sembra quasi riduttivo parlare di saga, quando in realtà ciò che creò Tolkien fu un intero universo, con la sua propria mitologia, le sue razze, addirittura una serie di lingue e culture che comprendono anche dialetti e idiomi locali. Chiamò questo universo Arda, e lo popolò di esseri straordinari e magnifici, dagli Ainur ai piccoli Hobbit.

l'unico anello
un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli, e nel buio incatenarli…

Tolkien, fin da bambino, si cimentava nella creazione di nuovi idiomi e mondi fantastici, e la sua fervida immaginazione lo portava a scrivere su qualsiasi pezzo di carta che avesse a disposizione; un talento infinito e continuamente stimolato, che lo portò ad ottenere una cattedra in filologia germanica e a studiare le lingue antiche e perdute per l’intera durata della sua vita, dedicandosi lui stesso a costruire strutture linguistiche uniche nel loro genere.

LA RINASCITA DEL FANTASY ATTRAVERSO TOLKIEN

Prima di Tolkien, il fantasy era un genere di nicchia, poco esplorato e snobbato dalla maggioranza dei lettori. Il genere fantastico era ancora intrinsecamente mischiato a quello epico antico, che si basava su un enorme sistema di mitologie e tradizioni spirituali millenarie, e quello fiabesco, che era considerato poco “serio” e non possedeva una propria connotazione che potesse categorizzarlo come genere letterario vero e proprio.

Tolkien creò un mondo apparentemente semplice, ma in realtà complesso, che attingeva dalle antiche culture nordeuropee, celtiche e sassoni, riprendendone le leggende e i miti. Tolkien prese l’antico topos della Quest fantastica e la rese popolare, senza però mai tradire l’epicità e la solennità delle sue origini.

Lo scrittore era un grande amante del Ciclo di Artù (che riprese nel suo straordinario La Caduta di Artù), ed era sinceramente convinto che si dovesse salvare e promuovere quel tipo di narrativa epica, spesso raccontata in poesia, e renderla di nuovo popolare. Grazie al suo immenso lavoro, Tolkien ha reso il fantasy un genere vero e proprio, che oggi è più popolare che mai, e sulle sue opere sono basati la maggior parte delle produzioni letterarie fantastiche di oggi, che prendono direttamente spunto dalla prosa geniale del Maestro.

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Roverandom è stata concepita da Tolkien come una fiaba per i suoi bambini: ma anche nella sua apparente semplicità, questa storia ha una morale profonda e complessa, di cui possono goderne anche i grandi.

IL SIGNORE DEGLI ANELLI: UN MESSAGGIO POLITICO?

Tolkien si è sempre fermamente opposto a qualsiasi interpretazione politica o religiosa delle sue opere, perché trovava ciò assolutamente inutile, e le varie fazioni politiche avrebbero fuorviato il suo messaggio per trasformarlo nella propria propaganda.

Tolkien detestava qualsiasi tipo di estremismo, sia il comunismo che il nazionalsocialismo, e sebbene avesse sentimenti conservatori, non aveva in simpatia alcun partito. Il messaggio più importante che si evince dalle sue opere è semmai quello contro il consumismo sfrenato e la ricerca del profitto ad ogni costo, anche a quello di scavalcare le vite e la dignità di tutti gli esseri viventi.

L’unica vera influenza che Tolkien ha riversato nelle proprie opere non è di stampo politico (il Professore aveva una generale sfiducia verso l’umanità), ma bensì religioso; era un devoto cattolico, e lui stesso definì Il Signore degli Anelli come un’opera profondamente spirituale, dove l’intero disegno delle razze umane e mortali è sottoposto al volere di Eru, il Dio Creatore e assoluto sovrano dell’universo di Arda. Un fortissimo richiamo alla tradizione cattolica nella sua accezione più pura e non corrotta, nella quale Tolkien aveva una fiducia totale e incrollabile.

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Tolkien detestava ogni forma di estremismo, ed era contrario allo stapotere degli Stati Uniti e al loro incontrollabile desiderio di profitto e di controllo assoluto.

TOLKIEN OGGI

La memoria di Tolkien è oggi più viva che mai: recentemente, è stata la produzione artistica del Professore a suscitare maggior interesse, e le mostre delle sue opere hanno riscosso un enorme successo in tutta Europa.

Inoltre, quest’anno gli studi tolkieniani hanno raggiunto i 50 anni di attività, e sono stati organizzati diversi eventi per festeggiare l’importante traguardo, ai quali hanno partecipato anche le società italiane. Per quello che riguarda appunto l’Italia, c’è un grande fermento riguardo I Quaderni di Arda, una rivista concentrata sulle creazioni del Maestro la cui uscita è prevista per Dicembre.

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Smaug, come lo aveva immaginato Tolkien. Le sue illustrazioni ci offrono una visione ancora più completa delle sue opere e della sua immensa fantasia.

Per concludere, il 12 Settembre uscirà sul grande schermo il biopic dedicato alla vita di Tolkien. Il lascito del maestro è dunque ancora vivissimo e attivo, e la sua fiamma arde brillante, sempre pronta ad illuminare i nostri cuori e a farci sognare in eterno…

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