Scienza

Neolitico: nuove scoperte sulle misteriose civiltà pre-egiziane

Gli scavi nelle necropoli del deserto rivelano importanti informazioni circa la nascita della cultura faraonica

Il Neolitico è stato un periodo storico fondamentale per l’essere umano, sia per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche che furono portate avanti, sia per quanto riguarda il contesto sociale che l’uomo cominciò a definire attorno a sé. Inoltre, è proprio nel Neolitico che le popolazioni passarono da nomadi a semi-sedentarie o completamente sedentarie, sviluppando contemporaneamente nuove tecniche agricole e di allevamento.

Le civiltà neolitiche in Egitto sono state poco studiate, perché i ritrovamenti e i lasciti della cultura faraonica sono stati così immensi ed importanti da mettere in secondo piano quelli che sono stati gli antenati degli antichi egiziani, ma recentemente nuovi scavi hanno potuto ricostruire la genesi della cultura egizia per come la conosciamo oggi, e soprattutto come le popolazioni siano arrivati a definire un folclore così ben definito ed unico.

SVILUPPO DI UNA CIVILTÀ: L’IMPORTANZA DEL NILO NEL NEOLITICO

Oggi come oggi la Valle del Nilo è un territorio prevalentemente desertico, ma 10 mila anni fa non era così: i terreni erano fertili e verdeggianti, e le condizioni favorevoli per la coltivazione; per questi motivi, le tribù nomadi cominciarono a diventare sedentarie, e a potenziare le proprie tecniche di cultura e allevamento.

civiltà pre-egiziana
L’illustrazione mostra efficacemente come poteva essere la situazione nella Valle del Nilo in epoca neolitica, quando la sedentarietà divenne la scelta di preferenza delle tribù mediorientali.

Lentamente, la situazione climatica cambiò, e a causa di una profonda siccità, verso il VI millennio A.C. le popolazioni si spostarono sempre di più verso i territori limitrofi del Nilo, entrando a contatto con le tribù già insediate e mischiando così due culture diverse.

Questo spiegherebbe il motivo per cui la cultura neolitica è così eterogenea e unica nel suo genere. Il progressivo restringimento dei territori adatti alla sedentarietà contribuì ad “isolare” le neonate civiltà nilotiche, il che fu fondamentale per lo sviluppo di tradizioni proprie e usanze peculiari, che sarebbero poi state le basi della cultura faraonica.

IL CULTO DEI MORTI

Le necropoli, specialmente per quanto riguarda civiltà con tradizioni mortuarie intensissime come quelle dell’Antico Egitto, sono fondamentali per capire lo stile di vita e la religiosità di un popolo. E sono stati proprio gli scavi nelle necropoli di Gebel Ramlah a fare luce sulle culture pre-egiziane del neolitico, scavi durati oltre un decennio che hanno prodotto scoperte straordinarie.

I primi scavi vennero effettuati dal 2001 al 2003, su un complesso cimiteriale costituito da sei siti di sepoltura. In questi siti sono stati rinvenuti soprattutto oggetti di valore come cosmetici, armi in pietra, gioielli e ornamenti preziosi, ma anche resti di animali mummificati.

Analizzando i resti umani, gli archeologi hanno scoperto che le persone sepolte in questo sito avevano una bassissima mortalità infantile, erano piuttosto alte per l’epoca (circa 170cm) ed erano molto longeve, con individui che superavano tranquillamente i 40 anni di età.

Ulteriori scavi, effettuati il decennio successivo, hanno portato alla luce l’altra faccia della medaglia: nel sito cimiteriale più grande, costituito da almeno 130 scheletri umani, sono stati trovati pochissimi oggetti e tombe decorate scarsamente.

necropoli neolitico
Le necropoli erano vere e proprie “Città dei Morti”, dove avvenivano anche riti propiziatori e si svolgeva anche parte della vita quotidiana del villaggio.

Studiando i resti, sembrerebbe che le persone sepolte in quel sito cimiteriale fossero relativamente basse, meno longeve delle altre e anche meno sane; inoltre, sono state trovate delle necropoli separate che ospitavano feti umani e resti di bambini al di sotto dei 3 anni. Differenze così profonde all’interno di un’unica necropoli significano che la struttura sociale aveva già una gerarchia definita e che ci fossero siti separati per la parte di popolazione più ricca e nobile e per quella meno abbiente, costituita con ogni probabilità da schiavi e contadini.

Queste scoperte sono fondamentali per ricostruire la nascita del culto dei morti in Egitto e sono la dimostrazione che già in età neolitica fossero ben radicate delle tradizioni religiose uniche, con tombe che somigliavano a rudimentali mausolei (potremmo chiamarli anche i primi tentativi di tombe maestose come diventeranno poi le piramidi) e rituali di mummificazione, che diventeranno una costante nella cultura faraonica. Abbiamo quindi un collegamento vero e proprio tra le prime tribù stanziate nella Valle del Nilo e la civiltà dinastica, che fu il principio di quello che noi chiamiamo Antico Egitto, per usare un termine generale.

piramidi
Le Piramidi sono il simbolo dell’Antico Egitto, ma le loro origini sembrano essere molto più antiche. Ancora molti sono i misteri che queste affascinanti strutture ci riservano.

Scoperte importanti, dunque, non solo dal punto di vista storico, ma anche dal punto di vista morale: sembra proprio che la curiosità verso la morte e verso l’aldilà si sia sviluppata molto precocemente negli esseri umani e che già agli albori delle civiltà sedentarie del Neolitico ci fossero culti e tradizioni ben radicati, il che certifica la presenza di strutture sociali stabili e ben definite, e la nascita di quello che sarebbe diventato successivamente l’immenso impero Egiziano, che ci ha regalato una delle culture più interessanti e spettacolari del mondo antico.

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Necronomidoll

Divoratrice compulsiva di libri, scrittrice in erba, Maladaptive Daydreamer. Innamorata da sempre di Samwise Gamgee.

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