Eventi e Fiere

Cosa NON è una fiera del fumetto in 10 (polemiche) risposte!

Una riflessione in 10 punti sul panorama fieristico attuale

La prima quindicina del mese di Agosto è un po’ monotona per i nerd italiani, senza fiere del fumetto, case editrici chiuse e poche news. Per uno come me, che per lavoro passa almeno due weekend al mese in un evento a tema, è periodo di riposo e considerazioni.

E quindi ho recuperato tutto il materiale foto/video, le brochure ed i programmi delle fiere che ho vissuto in questa prima parte dell’anno e mi sono fermato a pensare. Il MondoCon di Budapest, l’Animotion Film Festival, il Cartoomics di Milano. E ancora il Modena Play ed il Romics in un super weekend. E ancora il Napoli Comicon, il Pescara Comics, l’Etna Comics e, per concludere, il Bgeek e la quasi totalità delle fiere minori pugliesi e del meridione.

Cosa mi lascia ogni fiera del fumetto?

Sicuramente tanto, emozioni indescrivibili. Ma c’è anche il rovescio della medaglia, ed è ciò che interessa a noi oggi. Perché tutti questi eventi mi hanno anche lasciato esperienze mah, se non peggio. Perché non esprimerle? Chiedo solo scusa in anticipo a tutti coloro che si riterranno offesi dalle mie parole, che sicuramente saranno dirette e senza mezzi termini.novegro

E quindi, finalmente e solo per voi del Bosone, risponderò alla fatidica domanda: cosa NON è una fiera del fumetto! Preparatevi… ci sarà da divertirsi!

N° 1: Non è un pic nic per famiglie!

Sia chiaro, sono assolutamente favorevole all’apertura alle famiglie che negli ultimi anni impazza nelle fiere, Lucca Comics in primis. E’ sicuramente il miglior modo per crescere vivendo la cultura nerd, offline e fin dalla giovane età.

Tutto perfetto.

Se non fosse che l’area family di moltissime fiere italiane non è altro che una grande area con panche e tavolini, di solito vicino a espositori di giochi da tavolo o mattoncini stile Lego (leggete al punto 2) che in più occasioni ho visto essere utilizzata, proprio così, per mangiare. In un paio di casi con tovagliame, annessi e connessi. Passare la domenica a mare o in un parco no?

N° 2: Non è una ludoteca!

In questa variante, le famiglie in questione parcheggiano i propri figli nelle aree che, secondo loro, sono presenti apposta per far giocare i pargoli. E nella maggior parte dei casi si tratta di “aaaaah ci sono i giochi da tavolA”!Fiera del Fumetto Bambini

Come spiegare ad orde di mamme e papà che molti boardgames hanno regole complesse? O che il tavolo deve avere un bel ricambio per dare a tutti la possibilità di provare il gioco?

N° 3: Non è una scusa per rimorchiare!

Lasciamo le famiglie ed affacciamoci al fantastico mondo dei single. Lo sdoganamento della cultura nerd ha contribuito anche a rivalutare l’appassionato di settore. Succede quindi molto spesso che, in una fiera del fumetto, si possa assistere a tentativi di rimorchio di livelli raccapriccianti.

Di solito le situazioni sono due. Nella prima, il classico nerd (con tutti i cliché che ne conseguono) ci prova con la strafiga negli stand delle case editrici raccontando vita, morte e miracoli di quel supereroe che nessuno conosce. Lo sguardo vitreo e l’assenso silenzioso di lei completa il tutto.

Nella seconda, invece, orde di ragazzini e bambinetti molestano ragazze, cosplayer, le già citate commesse degli stand ecc… Al Romics ed al Napoli Comicon, questi giovani sfaccendati che comprano il biglietto di una fiera del fumetto solo per provarci con le ragazze prendono il nome di Cuozzi.

N° 4: Non è la settimana della moda di Milano!

Se negli eventi meridionali i bambini cafoni la fanno da padrona, basta spostarsi al nord dello stivale per assistere ad un fenomeno molto particolare. Sto parlando dell’alta classe nerd, uomini in giacca e cravatta e donne dai lunghi vestiti sobri, che partecipano ad una fiera del fumetto sfoggiando il proprio dress code.Red Carpet Lucca Comics

Puoi incontrarli nei panel di grandi ospiti, nelle vicinanze del palco, di solito verso gli orari di chiusura fiera. Cosa ci facciano tra i nerd non è dato sapere, e forse per molti di voi sembreranno esseri mitologici. Ma vi assicuro che esistono davvero e in più occasioni ne ho incontrati parecchi.

N° 5: Non è cosplay alla buona!

Eviterò di dilungarmi su cose che non conosco, ne apprezzo. Ma, per ciò che ne penso a riguardo, il cosplay è arte. Quindi, per favore, basta cosplay arrangiati parrucca e via. Basta cartelli free hugs. Ed ancora, smettetela con i cosplay tutti uguali (Harley Quinn e My Hero Accademia docet). E infine basta costumi di carnevale!

Se amate il cosplay rispettate chi lavora sodo e si impegna a portare il proprio personaggio preferito al meglio.

N° 6: Non è il kebabbaro di fiducia!

Come non concludere questa mini sezione senza parlare di odori strani? Triste e conosciutissima realtà. Soprattutto d’estate, prima di partecipare ad una fiera del fumetto, bisogna lavarsi.

N° 7: Non è la sagra del panzerotto di Martina Franca!

Avete capito? BASTA CO’ STO STREET FOOD!

N° 8: Non è il mercatino dell’usato!

Passiamo al mondo della mostra mercato. Quella che molti organizzatori definiscono l’anima di una fiera del fumetto (ma anche no, ne riparleremo al punto 10). E’ un punto molto complesso. La domanda che sta alla base è: perché comprare roba che non vi interessa?fiera del fumetto

In tutte le fiere a cui ho partecipato quest’anno, almeno un paio di volte a fiera, ho visto nerd con fasci di volumi, pronti a smerciarli ai poveri negozianti. Addirittura in paio di casi, i nerd avevano con se una valigia di fumetti. Altre volte, i negozianti erano case editrici ufficiali.

Capisco la crisi (che comunque c’era anche quando avete pagato quei volumi, miei cari). Capisco il bisogno di star dietro a nuove uscite interessanti (ma riuscite a leggere tutta quella roba?). Posso capire anche il disinteressamento o la delusione per alcuni titoli.

Quello non capisco il dover rifilare materiale usato, a prezzo quasi di copertina, a chi, in una fiera del fumetto, vende quegli stessi volumi. Correte su Facebook, è pieno di gruppi per vendita e scambio fumetti fra privati. O correte su Ebay, o Subito. O, meglio, donate quei fumetti alle biblioteche o alle fondazioni di bambini che non possono permetterseli.

N° 9: Non è Aliexpress!

Ed ora, miei cari venditori, a noi. Vi ho squadrato lo stand, fiera dopo fiera. Ho controllato Aliexpress, Wish e siti simili. E’ palese che in molti casi, non fate altro che rivendere cinesate a prezzo maggiorato. Non pensate sia abbastanza?

Chiudo qui, altrimenti volano paroloni. Sappiate che, al sicuro nel mio pc, ho un elenco di stand che vendono solo roba contraffatta. Non divulgherò nulla, è illegale, ma voi sempre occhi aperti!

N° 10: Non è una scusa per far soldi!

Ci vorrebbe un articolo a parte solo per parlare di questo.

Parlerei di nerd di tutte l’età che cercano di fare la cresta millantando manga in prima edizione (come se in Italia contasse qualcosa) o gadget a tiratura superlimitatixxima.fiera del fumetto

Discuterei con voi di standisti che tentano di venderti Goku UI Banpresto a 900€ (non sto scherzando, storia vera).

E infine parlerei ancora di quegli organizzatori la cui fiera è tutta negozi e negozietti e poi attività, panel, conferenza neanche con il binocolo. Prezzo d’ingresso 15€ che neanche il Lucca Comics.

Ma non è questo il giorno.

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Pierfrancesco Caroli

Grandissimo appassionato di anime, manga e giochi da tavolo, nasce cresce e pasce in Puglia tra le prime edizioni di Dragon Ball e vecchi anime obliati anche dalle tv locali.

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