Scienza

La luce della Terra può attirare gli alieni?

Non solo onde radio, gli scienziati pensano che anche le luci emesse dalla nostra tecnologia possano destare l'occhio degli extraterrestri potenzialmente senzienti

La curiosità innata degli umani e la nostra crescente conoscenza dell’universo in cui viviamo ci hanno portato inesorabilmente a una domanda: esistono civiltà su pianeti diversi dalla Terra? Gli scienziati ora credono che ci siano molti posti nell’universo che potrebbero ospitare semplici forme di vita come i batteri.

Ciò che è ancora da dimostrare è l’idea che una tale vita extraterrestre avrebbe potuto diventare tecnologicamente avanzata, forse anche ben oltre le nostre capacità.

Man mano che sempre più pianeti vengono scoperti attorno ad altre stelle, la ricerca di intelligenza extraterrestre – incarnata dal progetto SETI – sta diventando sempre più pertinente, meglio informata e dotata di risorse migliori.
Nonostante la vastità e il vuoto dello spazio, gli scienziati hanno iniziato a chiedersi perché non abbiamo ancora sentito gli alieni e ricevuto alcuna risposta ai messaggi inviati.

Ma se stessero già tenendo d’occhio la Terra?

Secondo alcuni scienziati, però, una intelligenza sufficientemente avanzata non avrebbe alcun problema a captare i segnali della presenza del nostro pianeta e della vita su di esso, anche senza ricevere dei messaggi volti a questo scopo.

Le immagini della Terra di notte rivelano la nostra presenza in modo spettacolare. Le città e le strade delineano i contorni dei continenti, mentre le piattaforme petrolifere punteggiano i mari e le navi tracciano linee attraverso l’oceano. Questo tipo di luce, che ha sostituito fonti più vecchie e incandescenti, è innaturale. Dalle lampade arancioni al sodio o al mercurio bluastro, ai diodi a emissione di luce bianca (LED), l’origine artificiale di questo “spettro” dovrebbe essere facile da individuare per gli alieni tecnologicamente avanzati.

Questo è quanto ha affermato l’astrofisico Jacco Van Loon, direttore del Keele Observatory, e contributore come giornalista scientifico per il The Conversation, testata che ha pubblicato un suo articolo che recita:

Spesso, si accusa l’inquinamento luminoso come uno spreco di energia o come “interruttore” del comportamento naturale della fauna selvatica. Un aspetto della faccenda però, rischia di passare inosservata. Vale a dire, la luce non solo permette di vedere, ma anche di essere visti. Questo potrebbe attirare attenzione indesiderata – e non solo dalle tarme.

Nei prossimi decenni le agenzie spaziali terrestri potrebbero sviluppare i mezzi per rilevare tale luce artificiale dai pianeti attorno ad altre stelle. Ma potremmo fallire, se gli alieni credono che la cosa più intelligente da fare sia tacere e rimanere al buio. D’altra parte, potremmo già essere stati visti e potrebbero già essere in viaggio. Questo pone la domanda: dovremmo abbassare le luci prima che sia troppo tardi?

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Martina Cappello

Da studentessa non esattamente modello di Ingegneria dell'informazione, passo il mio tempo tra libri della facoltà, film d'autore e serie tv. Tra i miei interessi si distingue l'amore per l'universo di Twin Peaks, di Lynch in generale, della musica e della filosofia.

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