Videogiochi e Gaming

Diablo (1996) disponibile come browser game

E' la versione shareware ma è quanto basta per riesumare emozioni mai veramente sopite

L’originale hack and slash di Blizzard è tornato nuovamente a far parlare di se. Dopo essersi reso responsabile della distruzione di milioni di mouse in tutto il mondo, Diablo, il monolite dell’azienda ludica californiana è diventato l’obiettivo del team di Rivsoft, una software house che ha pensato bene di rendere fruibile questa pietra miliare anche su browser.

Tutti conoscono questo gioco come un punto di riferimento nella storia dei videogiochi e soprattutto, come uno dei maggiori esponenti della gelida casa produttrice.

Diablo ha dato il via a un nuovo sottogenere di action RPG, che utilizza il mouse come principale periferica di comando: questa e altre caratteristiche hanno influenzato numerosi titoli successivi (Sacred, Dungeon Siege, Divine Divinity, Titan Quest) per poi consacrasi in una vera e propria saga, quando nel 2000 entrò in scena il popolarissimo sequel: Diablo 2.

Parlare di questo gioco è come ritornare nell’Olimpo dei titoli che hanno segnato la nostra infanzia: cupo, spaventoso e al tempo stesso affascinante e coinvolgente. Un gameplay letteralmente mozzafiato dato che non lasciava momenti di tregua tra un tesoro da saccheggiare e un mostro da abbattere. Tutto questo, magistralmente allineato con le evoluzioni narrative della storia, la cui presenza si manifestava attraverso l’incontro di personaggi misteriosi e pagine di antichi libri dai toni aulici e leggendari.

…and so, locked beyond the gateway of blood, and past the hall of fires, Valor awaits for the hero of light to awaken…

Non è un caso, se la notizia di un adattamento per browser, abbia drizzato le orecchie (o le dite) di quanti in passato hanno avuto il piacere di vivere in prima persona, l’esperienza offerta dalla creatura Blizzard.

I tempi, ormai, sono cambiati ma il ritorno dello storico Diablo ci ricorda il ruolo fondamentale dell’essenzialità nel successo di un videogioco. Ai tempi – stiamo parlando del 1996 – era possibile far girare il titolo con un Pentium a 60 Mhz e 8 mb Ram (i requisiti minimi dell’epoca). Il videogioco era contenuto in un singolo cd e l’installazione occupava poco meno di 100 mb. Eppure, Blizzard ha saputo inseminare delle bellissime memorie nei giocatori della generazione, a partire dall’indimenticabile tema musicale alle atmosfere inquietanti di Tristram, villaggio in cui si ambientavano i fatti.

A distanza di ben 23 anni, Rivsoft ha ricostruito il codice sorgente per immortalare le avventure di quei dungeon in un browser-game fruibile da chiunque disponga di una banalissima connessione a internet. Un grandioso regalo per gli ormai non più giovani gamers provenienti dai vecchi fasti di Blizzard ma anche un modo per far conoscere quelle sensazioni ai nuovi approdati.

Diablo è disponibile su questo link in versione Shareware (cioè limitato ai primi due sotterranei) ma è possibile renderlo completo droppando il file DIABDAT.MPQ dell’installazione originale sulla schermata del sito. Cosa state aspettando? Catapultatevi nei meandri della Chiesa di Tristram e badate alle vostre spalle… Nell’oscurità si celano pericoli demoniaci…

Per i puritani del “retail”, il gioco è disponibile anche in digital delivery su Gog.com al prezzo di 8.87 Eur inclusa l’espansione Hellfire.

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Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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