Natura e Ambiente

Lupo di 40 mila anni ritrovato nel ghiaccio!

Grazie al ghiaccio, i paleontologi possono festeggiare ritrovamenti che "Re della Notte, levati proprio!"

Vi siete mai chiesto come fosse fatto un lupo circa 40 mila anni fa? O magari un leone? Che cosa è che ci permette di farci un’idea sulle loro dimensioni o sul modo di vivere?
La risposta all’ultima domanda risiede in niente poco meno che l’acqua. Certo, non proprio l’acqua come è a tutti nota, bensì al suo stato solido: parliamo del ghiaccio!

Il ghiaccio è un elemento fondamentale per la vita del nostro pianeta e la nostra; basti pensare al Polo Nord, il cui habitat è tra i pochi a tutelare alcune specie di animali molto rare (i pinguini imperatore per fare un esempio).

Ma non solo, il ghiaccio racchiude una grandissima quantità di sostanze chimiche e altri elementi – come l’anidride carbonica – e agenti patogeni dormienti da cui siamo protetti perché intrappolati all’interno di esso.

Ma perché il ghiaccio è così importante nella paleontologia?

Per chi ha studiato un pò di Paleontologia, è noto come il ghiaccio giochi un ruolo fondamentale perché consente un’ottima conservazione del materiale organico.

Di recente, in Siberia, nei pressi del fiume Tirekhtyakh, un abitante del posto – Pavel Efimol – ha ritrovato per puro caso, la testa di lupo gigante (il cui cranio misura circa 40 cm) appartenente al Pleistonocene (2,58 milioni – 11700 milioni di anni fa).

Il Metalupo

Secondo gli studi condotti da Naoki Suzuki (professore di Paleontologia e medicina alla Jikei University School of Medicine di Tokyo), il lupo era un esemplare adulto tra i 2 e 4 anni perfettamente formato e conservato grazie al ghiaccio. Cervello, pelo, tessuti e muscoli risultano totalmente integri.

metalupo di 40 mila anni

Il DNA è stato invece esaminato dal Museo di Storia Naturale svedese, dando conferma del fatto che l’esemplare è un lupo vissuto 40 mila anni fa. Con grande stupore ed emozione, il ricercatore Albert Protopopov dell’Accademia delle Scienze della Repubblica di Sakha commenta:

“Si tratta di una scoperta eccezionale, eseguiremo delle comparazioni con i lupi di oggi per capire come si è evoluta la specie e ricostruirne le fattezze”

La notizia è stata pubblicata solo nel 2018 sul The Siberian Times e resa pubblica solo a metà giugno dell’anno corrente, in occasione dell’inaugurazione di una mostra di Mammut.

Il cucciolo di leone ritrovato vicino al lupo

Il ritrovamento ha dato l’opportunità per un’ulteriore scoperta: un cucciolo di leone delle caverne, perfettamente conservato. Si pensa che il cucciolo sia morto dopo pochi giorni di vita e misura 40 cm di lunghezza e pesa 800 grammi.

spartak

Il leoncino è stato battezzato Spartak ed è il terzo ritrovamento di leone dal 2015. La prima coppia di cuccioli – battezzati Uyan e Dina – sono stati ritrovati sempre in Siberia nei pressi del fiume Uyandina, morti presumibilmente dopo una settimana di vita e perfettamente conservati nel ghiaccio per 12 mila anni.

La volpe artica norvegese che ha percorso 3500 Km sul ghiaccio

Parlando sempre dell’importanza che il ghiaccio esercita sull’ecosistema, una volpe artica ha pensato bene di fare una vacanza di ben 3500 Km per raggiungere il Canada.

E’ un evento inusuale ed è stato studiato dall‘Istituto Polare Norvegese e raccontato su Polar Research.

La volpe ha percorso questa distanza in soli 76 giorni; dall’arcipelago delle Svalbard – un gruppo di isole a nord della Norvegia – il mammifero è arrivato a un’isola a nord del Canada, in provincia di Nunavat.

Come è potuto succedere? Ha nuotato per tutti questi chilometri? Ovviamente la risposta è no.

volpe artica norvegeseNon sarà forse salita su un’imbarcazione per poi approdare in Canada? Anche qua la risposta è no, in quanto l’intera tratta marittima è coperta di ghiaccio, rendendo impossibile la navigazione ma rendendosi percorribile dai quadrupedi.

In che modo ha percorso 3500 Km? I ricercatori hanno potuto tracciare lo spostamento della volpe grazie a un dispositivo di localizzazione satellitare installato sull’animale. Dai risultati è emerso che il mammifero ha attraversato la Groenlandia e la banchisa marina, per arrivare poi a destinazione.

Si pensa che la causa principale di questo fenomeno sia dovuto alla sempre più frequente scarsità di cibo, che spinge spesso molte specie animali ad adottare comportamenti insoliti.

Questo ci fa capire quanto sia sempre più importante sostenere il nostro pianeta da quelle che sono le innumerevoli problematiche; e anche il ruolo fondamentale che giocano i ghiacciai.

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