Cinema, Film e Serie Tv

Morto Rip Torn, icona del cinema degli ultimi 50 anni

Tra i suoi ruoli più famosi quello dell'Agente Z in Men in Black

Rip Torn, 88 anni, di cui la maggior parte vissuta sul set, è morto ieri. Ad annunciarlo sono la moglie, Amy Wright, e le figlie Katie Torn e Angela Page, con cui ha passato gli ultimi giorni nella casa di Lakeville, in Connecticut.

Icona del cinema per oltre metà secolo, Torn fa il suo ingresso nel mondo della recitazione grazie alla cugina Sissy Spacek, anch’essa attrice. Debutta sul grande schermo a soli 25 anni, nel film Babydoll- La bambola viva (1956), ma ben presto riesce a farsi strada ottenendo consensi e ingaggi per ruoli di grande rilevanza.

rip torn

Negli anni successivi infatti lavora in pellicole di grande successo, come Men in Black, Men in black II, Marie Antoniette e La foresta silenziosa. Per la sua magistrale interpretazione in quest’ultima, nel 1984 viene candidato agli Oscar come miglior attore non protagonista.

Viene inoltre a contatto con il grande pubblico partecipando a diversi progetti televisivi, come la sit-com The Larry Sanders Show e Will & Grace.

Rip Torn: l’uomo dietro l’artista

Sebbene fosse un professionista stimato, Rip Torn è stato al centro dell’attenzione pubblica anche per il suo carattere eccentrico e a tratti violento. Fece scalpore, in particolare, un episodio accaduto sul set di Maidstone (1970), dove Rip aggredì il regista Norman Mailer  colpendolo alla testa e cercando di strangolarlo. A causa dei suoi comportamenti inoltre, venne rimosso dal ruolo di George Hanson nel mitico Easy Raider, e sostituito dall’altrettanto talentuoso collega Jack Nicholson.

In particolare, secondo quanto rivelato nel 1994 da Dennis Hopper, l’attore gli avrebbe lanciato un coltello addosso. Conseguentemente a ciò Torn decise di citarlo in giudizio, sostenendo di non essere stato lui a lanciare il coltello, bensì proprio Hopper stesso. In quel frangente il giudice attribuì la ragione a Torn, che ricevette 457 mila dollari per i danni morali subiti.

Come spesso accade a Hollywood, è difficile verificare l’esatta posizione del limite tra leggenda e verità, e di contro è molto facile cadere nel luogo comune dell’artista irascibile e pieno di sé.

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Martina Cappello

Da studentessa non esattamente modello di Ingegneria dell'informazione, passo il mio tempo tra libri della facoltà, film d'autore e serie tv. Tra i miei interessi si distingue l'amore per l'universo di Twin Peaks, di Lynch in generale, della musica e della filosofia.

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