Videogiochi e Gaming

Millennial fortunati? Se pensiamo ai videogiochi, si!

Una semplice riflessione sulla fortuna di nascere in un'epoca in cui i videogiochi sono all'apice della loro vigorosità

Se la categoria dei millennial racchiudesse anche le persone nate tra il 1983 e il 1998, allora tanti potrebbero affermare di aver avuto un’infanzia felice – parlando di videogiochi storici, ovviamente! Tra questi, uno dei più noti e dei più longevi, è sicuramente Mario Bros, un gioco in cui è protagonista niente poco meno che un idraulico italiano, in grado di farsi strada tra mondi fantastici e la minaccia di un malefico nemico.

A suon di balzi, lo scopo di Mario è quello di liberare una principessa (Peach), tenuta in ostaggio proprio dal suo antagonista. Il prodotto spiccava per l’enfasi a metà tra suggestioni cavalleresche e modernità, diventando il primo vero videogioco a spopolare in tutto il mondo. Uscito per la console NES di Nintendo, lo stesso gioco avrebbe avuto una serie di varianti speciali, tra le quali spicca Mario Kart anche se la versione originale, ossia quella uscita nel 1981, resterà per sempre quella più romantica e amata, come ben dimostrano le tante possibilità di usufruire di perfetti simulatori di questi giochi online disponibili su varie piattaforme web.

In un mondo nel quale la tecnologia ha fatto e continua a fare passi da gigante, il panorama del gaming è cambiato profondamente. I videogiochi classici si sono ormai evoluti e hanno sconfinato dal mero mondo dell’intrattenimento. Nel panorama moderno si registra infatti l’esplosione di iscrizione a titoli online only come League of Legends o Dota 2 (o altri moba come Hots o Hon, di cui parliamo qui), giochi di ruolo nei quali la grafica e la competitività, oltre ovviamente alla possibilità di poter sfidare avversari in tempo reale, rende tutto più divertente e immediato.

Lo stesso vale per videogiochi culto come FIFA, che vedono ora giocatori professionisti sponsorizzati dalle grandi squadre di calcio e da marchi internazionali sfidarsi in tornei e competizioni a livello mondiale. Sono nati così gli eSport, che si sono affermati in breve tempo ed hanno già conquistato un pubblico di dimensioni enormi; a dimostrazione dell’interesse e del coinvolgimento nei confronti di questa nuova “variante sportiva” basta considerare che oggi è possibile effettuare scommesse online sugli eSport proprio come si può fare per discipline più tradizionali quali calcio o ippica.

Del perché i millennial sono fortunati, parlando di videogiochi

Quest’evoluzione dei videogiochi ha da una parte mantenuto l’interesse dei gamer più appassionati, presenti sulla scena dalla “notte dei tempi videoludici”, e dall’altro ha catturato una folta schiera di nuovi giocatori, nati e cresciuti nel mondo digitale e per questo attratti dagli eSport.

Ciò non significa però che la tradizione debba essere abbandonata: un altro gioco che senza dubbio, ha fatto breccia tra i millennial è Assassin’s Creed, nel quale scenari storici e geografici come Roma, la Grecia o il Medio Oriente sono lo sfondo ideale per riprodurre contese tra Templari e Assassini, rendendo così l’utente protagonista di battaglie storiche e avvincenti, il tutto con una trama che mano mano viene modificata dalle scelte di chi ha in mano il joypad.

Essere protagonisti di un determinato contesto, soprattutto adesso che la grafica è sempre più realistica, è il desiderio di ogni utente appassionato di videogiochi, che grazie alle diverse possibilità di visualizzazione del personaggio da controllare e alle panoramiche a disposizione ha sempre un quadro globale della situazione.

Da una console quadrata e grigia come la Nintendo, alle piattaforme di gioco online di oggi, il percorso dei videogame è stato lungo e si è adattato perfettamente a tanti contesti e a nuove sfide. L’elemento chiave sembra proprio quello dell’immersività simulativa – a partire dal supporto fornito della tecnologia, quindi grafica migliorata e periferiche che consentono una maggior credibilità narrativa.

A godere di questi cambiamenti al loro massimo potenziale, però, saranno i millennial, generazione che senz’altro, potrà fruire della tecnologia e della conoscenza informatica in uno stato già avanzato e con promesse di successo che sono già popolarmente accolte come l’avvento dei titoli fruibili in streaming e altri strati di godibilità già annunciati.

I titoli e le console che abbiamo citato, infatti, non sono a caso; da Mario Bros ad Assassin’s Creed, il salto a livello evolutivo compiuto dall’industria ludica è enorme. Se potessimo tracciare la costante di questo trend su un grafico cartesiano, potremmo osservare come la linea curva che sta indicare il netto in guadagni, negli ultimi anni, sia puntata verso il cielo, in direzione di un vertice di cui ancora non si avvistano possibili limiti.

grafico videogiochi crescita

Newzoo ha pubblicato questa immagine non molto tempo fa, delineando una crescita del mercato solo dal 2012 a un ipotetico 2021, ribadendo le previsioni che le aziende stimano in merito alla produzione. In questo caso, si fa presente anche una distinzione tra prodotti diversi ovvero, giochi per console, pc e mobile.

In ogni caso, il futuro è senza ombra di dubbio roseo per questo settore e considerando che quella dei millennials, è una generazione comparsa da poco, è molto probabile che in futuro potranno affermare di aver avuto un’infanzia felice.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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