Scienza

Paralisi del sonno: non c’entrano Fantasmi o Alieni

Le paralisi del sonno come qualsiasi Fenomeno Paranormale di questo genere conta su Spiegazioni Scientifiche ben più credibili; Demoni e Alieni c'entrano poco

Se credi nel paranormale, potresti non essere sorpreso da storie di defunti che appaiono durante la notte o persino, di enormi esplosioni udite senza una causa evidente. E se invece non ci credi? paralisi del sonno

Secondo Chris French, professore di Psicologia alla Goldsmiths (l’Università di Londra), queste esperienze tendono ad aver luogo quando i soggetti sono in procinto di addormentarsi. Il prof. French studia e cerca di mettere insieme gli elementi in comune delle dichiarazioni e dei rapporti sviluppati dalle persone che affermano di aver vissuto questi fenomeni particolari.

La condizione che si verifica successivamente, è la percezione, da parte dei soggetti, che vicino al loro letto stia accadendo qualcosa di insolito – e cioè viene avvertita una “presenza”. Che sia un alieno o un demone, poco importa alla scienza.

La persona che asserisce di aver vissuto questa esperienza, inoltre, potrebbe affermare di essere stata incollata al materasso o di essere stata imprigionata nel letto impedendo di fatto, qualsiasi possibilità di movimento.

Paradossalmente, non sorprende che questi individui possano interpretare la circostanza come un episodio paranormale. Ma alcuni fenomeni come la paralisi del sonno forniscono un’alternativa alle misteriose – se non poco credibili – spiegazioni delle vittime.

Paralisi del sonno

Partiamo dal presupposto che il sonno è composto da diverse fasi. Iniziamo la notte con il sonno non rapido (NREM), che diventa progressivamente più profondo. Quindi andiamo avanti fino a quando non raggiungiamo il sonno REM (movimento rapido degli occhi). Durante il sonno REM abbiamo più probabilità di fare sogni vividi. In questa fase siamo anche paralizzati. Si tratta di una risposta del tutto naturale che il nostro corpo innesca per auto-difesa, impedendoci di metterci in piedi ed emulare i nostri sogni più pericolosi (come può essere, per esempio, quello di un vano tentativo di volare).

Ma durante la paralisi del sonno, le caratteristiche del sonno REM perdurano nella veglia. Coloro che sperimentano questo bizzarro avvenimento si sentono svegli e potrebbero avere allucinazioni molto verosimili o iniziare una lotta per liberarsi dalla condizione di immobilità. Questa esperienza è abbastanza comune e si verifica in circa l’8% delle persone che sono state intervistate per lo studio alla Goldsmiths.

Alcuni ricercatori, tra cui French, credono che la paralisi del sonno spieghi un numero enorme di testimonianze. L’esistenza di questo fenomeno viene lentamente riconosciuta dalle grandi masse ma, ora, più che mai è necessario studiarne le cause e i meccanismi.

Il nostro lavoro preliminare suggerisce possibili spiegazioni genetiche e ambientali sul perché alcune persone siano più propense di altre a sperimentare la paralisi del sonno. Ora, i risultati della ricerca devono essere replicati utilizzando campioni molto più grandi. Rivedendo alcuni scritti scientifici, abbiamo evidenziato una serie di ulteriori variabili associate a questa esperienza comune, ovvero: stress, traumi, difficoltà psichiatriche e malattie del corpo.

Lo racconta Alice M. Gregory, professoressa in Psicologia della Goldsmiths, nella sua ultima fatica letteraria: Nodding Off: The science of sleep from cradle to grave.

Sindrome della testa che esplode

Paralisi del sonno a parte, in quale altro modo i ricercatori del sonno spiegano le esperienze paranormali? Molto spesso, i soggetti afflitti da questo problema, accusano di aver sentito enormi esplosioni durante la notte. Ovviamente, la percezione di questi forti suoni non può essere spiegata in quanto non c’è alcun segno tangibile (all’interno del rispettivo perimetro) che sia caduto uno scaffale o che più semplicemente, ci sia stato un incidente d’auto. E’ una vera e propria malattia e neanche una selezione dei migliori materassi, può salvare chi ne è affetto.

Nuovamente, si tratta di un fenomeno collegato al nostro sonno che si chiama “sindrome della testa che esplode“, un termine relativamente giovane, coniato dal neurologo JMS Pearce.

Quando ci addormentiamo, la formazione reticolare del tronco cerebrale (una parte del nostro cervello coinvolta nella coscienza) inizia tipicamente a inibire la nostra capacità di muoverci, vedere e ascoltare le cose. Quando sperimentiamo un “botto” (nel sonno), potrebbe essere dovuto a un ritardo di questo processo. Ovvero, la formazione reticolare non fa in tempo a interrompere i canali uditivi che questi si attivano provocando il frastuono.

Alieni e Demoni

Quante volte abbiamo fatto ciò che potremmo definire un sogno precognitivo? E’ possibile sognare un amico che non si vede da anni e con piacere, ricevere una sua telefonata il giorno dopo, senza possedere magici – o mistici – poteri. I condizionamenti, da questo punto di visto non sono banali ed è nella natura umana cercare di dare spiegazioni – a volte deleterie – circa eventi (come la paralisi del sonno) che altrimenti non sarebbero altro che il risultato assolutamente casuale di una serie di circostanze ben più spiegabili.

Facendo ricerche per lo sviluppo del suo libro, Alice M. Gregory racconta:

ho parlato con la signora Sinclair che ha 70 anni e vive da sola. Mi raccontò di quello che lei pensava fosse un fantasma che viveva in casa sua, una follia che la tormentava durante la notte. Essere messa a conoscenza di spiegazioni scientifiche le ha fornito un immenso conforto e non crede più ai risvolti paranormali.

La nostra speranza è che le spiegazioni scientifiche delle esperienze paranormali possano aiutare gli altri riducendo gli isterismi. Inoltre, si ipotizza che la diminuzione dell’ansia sia un metodo efficace per limitare le paralisi del sonno.

Quindi, fornire ulteriori informazioni su queste esperienze insolite potrebbe evitare che gli alieni vi rapiscano durante la notte. Forse.

Source
theconversation.com

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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