Videogiochi e Gaming

Vikings: War of the Clans: un MMO che ha precorso i tempi

Qualche opinione sul perché di un grande successo come quello di Vikings: War of the Clans

Spiegare il motivo del successo di un gioco di categoria MMORPG non è così semplice, come potrebbe sembrare di primo acchito. Se andiamo ad analizzare molti giochi che vengono svolti in modalità multiplayer online, possiamo scoprire che 9 volte su 10 si tratta di un prodotto ben concepito e realizzato, tuttavia non tutti i giochi che sono stati immessi in questi anni sul mercato, erano destinati al successo e a raggiungere il grande pubblico. In questa sede abbiamo deciso di parlarvi di Vikings, gioco per che rientra nella categoria degli MMO e che continua ad avere grande successo e buone opinioni da parte del pubblico e della critica specializzata in videogames. Vikings: War of the Clans

Vikings: War of the Clans, riflessioni sul successo del titolo

Pariamo da una scala di valori del tutto oggettiva: non sono molti i giochi in rete ad avere valutazioni che superano le 3-4 stelle, su un massimo di 5. Già questo indica come il consenso sia tra esperti del settore, sia tra la comunità dei giocatori, che costituiscono la base e il zoccolo duro, sia unanime e oggettivo. In più ha svolto un ruolo determinante la scelta del tema e come esso sia stato trattato dagli sviluppatori, ideatori e programmatori coinvolti. Arrivato prima del successo e della riscoperta e rivalutazione della cultura norrena, il gioco di Vikings: War of Clans è un classico nel suo genere, visto che lo scopo del gioco consiste nel gestire un villaggio di vichinghi, da cui il nome appunto, vestendo i panni di uno Jarl, che per chi non lo sapesse è un signore della guerra, il cui compito e ruolo è quello di formare un esercito per muovere guerra ai nemici.

Vikings: War of the Clans
Una schermata di gioco

La prima parte del gioco è piuttosto classica e schematica, motivo per cui basta seguire i tutorial inclusi per progredire e accedere al secondo step che ci sarà le chiavi di accesso per il gioco vero e proprio. Sulla prima parte del gioco bisogna riconoscere che è stato fatto un ottimo lavoro in termini di grafica, accortezza per i dettagli e comporto audio. Per gli appassionati di questa categoria di giochi, sono tutti elementi necessari per entrare nel climax del gioco e del divertimento. Successivamente il gioco diventa uno strategico ad alto tasso adrenalinico, visto che battaglie e scorrerie si susseguiranno, sempre con un occhio di riguardo verso le risorse e la difesa del proprio villaggio, di cui ci siamo già occupati durante la prima fase propedeutica di gioco. Vikings: War of the Clans

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Come dicevamo in apertura, ci sono alcuni aspetti che rendono un gioco di successo, popolare e fortunato. Si tratta di elementi che seppur decisi e stabiliti a tavolino, possono funzionare oppure no. Nel caso di Vikings War of Clans, l’intuizione di ambientare un gioco strategico in un villaggio vichingo ha premiato le intenzioni e lo sforzo degli autori, così come degli sviluppatori della parte tecnica. Oggi ci sono così tanti giochi e offerte a disposizione, che non basta più eseguire bene il compitino per avere successo.

Bisogna in effetti dare il massimo, sotto tutti i punti di vista, pur trattandosi di un gioco di strategia, quindi destinato a una nicchia di giocatori e di utenti, visto che la maggior parte delle persone continuerà a preferire i vari Fortnite, Warcraft e via dicendo. Questo non significa però che quella nicchia di persone, appassionate ed esperte di MMORPG e giochi browser strategici, non possano alla lunga lanciare nuove mode o precorrere i tempi. Perché nel caso di Vikings: War of Clans è esattamente ciò che è avvenuto.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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