Miti e Leggende

Le Sette Meraviglie del Mondo Antico in sintesi

Cinque sono edifici, due sono statue monumentali di dimensioni eccezionali.

La Piramide di Cheope (la più antica), i Giardini pensili (un Paradiso terrestre), la Statua di Zeus (costruita dall’ateniese Fidia), il Tempio di Artemide (distrutto la notte in cui nacque Alessandro Magno), il Colosso di Rodi (statua del Dio Helios), il Mausoleo di Alicarnasso (ispirazione per il resto del mondo), il Faro di Alessandria (primo Faro e primo grattacielo della storia).
Queste sono le Sette Meraviglie del mondo antico. Già annoverate come tali dagli stessi greci e romani, furono contemporaneamente visibili solo nel periodo tra il 300 e il 227 a.C.. Successivamente, infatti, furono distrutte per cause diverse (incendi, terremoti) tranne la Grande Piramide di Cheope che possiamo ammirare ancora oggi. le 7 Meraviglie del mondo antico

Curiosità e dettagli sulle sette meraviglie del mondo antico

PIRAMIDE DI CHEOPE (Egitto)
La sola ad essere sopravvissuta al Tempo, nonostante sia quella più antica.
Essa si trova nella necropoli di Giza ed è la tomba del faraone Cheope che, per costruirla, rese schiavi persino i sacerdoti, rivelandosi un re malvagio.

Anche il suo successore Chefren, altrettanto malvagio, volle farne costruire una simile per sé.
Tuttavia, benché i re avessero fatto costruire le piramidi quali sepolture per se stessi, nessuno dei due vi venne sepolto. Le masse, infatti, a causa della sofferenza patita nella costruzione di tali opere e delle molte azioni crudeli e violente commesse dai faraoni, minacciarono di farne a brandelli i corpi e di buttarli fuori dalle tombe. Dunque, entrambi incaricarono i parenti di seppellirli in un luogo segreto.

piramide di cheope
La Piramide di Cheope è soltanto la prima de le sette meraviglie del mondo antico

Il terzo faraone fu Micerino, un re buono, che fece pace con il popolo e che fece costruire una piramide molto più piccola e semplice.
Erodoto, però, racconta che quando il faraone andò dall’oracolo chiedendogli quando sarebbe morto (sperando di avere il favore degli dèi), quello gli rispose che sarebbe morto molto presto poiché aveva interrotto la serie delle grandi piramidi, le quali dovevano essere tre.

GIARDINI PENSILI DI BABILONIA (Mesopotamia)
Costruito da un re siro per una sua concubina, che aveva nostalgia della Persia, per imitarne il paesaggio.

Purtroppo oggi non si sa’ effettivamente come fossero questi giardini. Alcuni studiosi affermano che non siano mai esistiti; altri che in realtà essi siano il Paradiso terrestre. Pertanto ci accontenteremo della descrizione degli stessi antichi:

Sotto i pendii terrazzati costruiti artificialmente erano state edificate gallerie. Una di esse aveva delle aperture praticate sulla superficie superiore del giardino e macchine per attingere l’acqua e annaffiare, con le quali si prendeva gran quantità d’acqua dal fiume, senza che nessuno dall’esterno potesse vedere ciò che stava accadendo. Inoltre, sopra il tetto era stata ammucchiata una quantità di terra sufficiente a formare uno spessore che bastasse per farvi affondare le radici degli alberi più grandi.

giardini pensili di Babilonia
Una riproduzione dei giardini pensili di Babilonia

STATUA DI ZEUS A OLIMPIA (Grecia)
La statua di Zeus Olimpio era una scultura crisoelefantina alta circa dodici metri, realizzata da Fidia, celebre scultore, nel 436 a.C. e collocata nella navata centrale del Tempio. Secondo la tradizione, all’inizio del V secolo la statua entrò a far parte della collezione di opere d’arte pagane di Lauso che la pose nel proprio palazzo a Costantinopoli e pertanto andò distrutta nell’incendio del 475.
Ma come appariva ai visitatori del tempio?
Dalle descrizioni fatte dagli storici antichi, sappiamo che Zeus appariva seduto in trono ed era a torso nudo. Nella mano sinistra teneva uno scettro sormontato da un’aquila e nella destra una Nike.

le sette meraviglie del mondo antico
Tra le sette meraviglie del mondo antico c’è anche la statua di Zeus a Olimpia

Clemente Alessandrino narra che su un dito dello Zeus di Olimpia c’era scritto “Pantarce è bello”: ossia una dichiarazione d’amore di Fidia ad un ragazzo che non aveva ancora raggiunto la pubertà (un reato gravissimo).

TEMPIO DI ARTEMIDE A EFESO (Turchia)
Tempio dedicato alla dea Artemide, venne bruciato da Erostrato (con la sola motivazione di voler diventare famoso) la notte del 21 luglio del 356 a.C. mentre nasceva Alessandro Magno: la dea non sarebbe intervenuta a salvare il proprio santuario perché occupata ad assistere alla nascita.
Inoltre, fu anche il primo esempio di architettura antisismica: poggiava su un’enorme fossa in cui vi era uno strato di carbone frantumato e di lana cosicché, in caso di scosse sismiche, il tempio slittasse e non ne assorbisse gli shock.

tempio di artemide a efeso
Ecco come appariva una de le sette meraviglie del mondo antico: il tempio di Artemide a Efeso

Ebbe due fasi: un tempio molto ricco fatto costruire in stile arcaico da Creso (re di Lidia) nel VI secolo a.C. in omaggio alla dea Artemide, e uno in stile ionico finanziato dai cittadini e costruito per sostituire il precedente.
Purtroppo anche questo secondo tempio andò distrutto: con l’avvento del cristianesimo, molte opere pagane non furono considerate più opere d’arte ma opere del demonio e per questo furono distrutte. Il tempio perciò fu smantellato, i marmi furono spaccati per farne calce e le statue vennero fatte a pezzi.

COLOSSO DI RODI (Grecia)
Il Colosso di Rodi era un’enorme statua del dio Helios, situata probabilmente nel porto di Rodi in Grecia nel III secolo a.C.

Nel 305 a.C. Demetrio I invase Rodi con un’armata di 40.000 uomini, ma la città era ben difesa e l’assedio terminò nel 304 a.C.. Per celebrare la loro vittoria, i rodiesi decisero di costruire una gigantesca statua in onore del loro dio protettore: ovvero il dio Helios.

colosso di rodi
Purtroppo, il Colosso di Rodi è una de le sette meraviglie del mondo antico che non è sopravvissuto alle intemperie del tempo

Secondo quanto dicono Plinio e Strabone, il Colosso sopravvisse solo per sessantasei anni poiché crollò per un forte terremoto. Dunque, possiamo affermare che fu realizzato nel 293 a.C. e crollò nel 227 a.C..

MAUSOLEO DI ALICARNASSO (Turchia)
Il mausoleo di Alicarnasso è la monumentale tomba che Artemisia fece costruire per il marito, nonché fratello, Mausolo tra il 353 a.C. e il 350 a.C..
La sua realizzazione si deve a ben 2 architetti e 4 scultori, tra i più importanti di quel periodo, che riuscirono a fondere l’arte greca e quella egiziana.
Il Mausoleo sopravvisse fino al XIII secolo, quando un terremoto ne provocò gravi danni. Tuttavia, la totale distruzione avvenne in seguito: molti suoi elementi furono utilizzati per altre costruzioni, ad esempio come copertura di uno scolo fognario.

le sette meraviglie del mondo antico
Ciò che rimane della vasca rituale del Mausoleo di Alicarnasso: una de le sette meraviglie del mondo antico

FARO DI ALESSANDRIA (Egitto)
Iniziato da Tolomeo I Sotere e completato dal figlio Tolomeo II Filadelfo, il Faro di Alessandria fu costruito sull’isola di Pharos (da cui ebbe etimologicamente origine il nome “faro”), davanti al porto di Alessandria d’Egitto, tra il 300 e il 280 a.C.. Rimase in funzione per sedici secoli, fino a quando nel 1303 e nel 1323 due terremoti lo distrussero.

faro di alessandria
Con il faro di Alessandria si chiude la lista de le sette meraviglie del mondo antico

Lo scopo del faro era quello di segnalare la posizione del porto alle navi (di giorno con degli specchi di bronzo lucidato che riflettevano la luce del sole fino al largo e di notte per mezzo di fuochi che ne indicavano la via con la luce). Con una probabile altezza di 134 metri (una delle più alte costruzioni esistenti a quel tempo), poteva essere visto a 48 km di distanza.

Era costituito da un alto basamento quadrangolare, che ospitava le stanze degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo si sovrapponeva una torre ottagonale e quindi una costruzione cilindrica sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Helios. La costruzione del faro di Alessandria si rivelò di grande utilità e indusse a costruire analoghi fari in vari altri porti del mar Mediterraneo ellenistico

Valerio Massimo Manfredi,
Le Meraviglie del Mondo Antico, Mondadori

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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