Videogiochi e Gaming

Skill vs Prestazioni: cosa serve per eccellere?

E la fatidica domande del "conta avere un ping basso?"

Domandarsi qualcosa come “conta davvero un ping basso?”, nel gaming, corrisponde più o meno alla fatidica domanda “contano davvero le dimensioni?”. Per dirla tutta, i gamers di tutto il mondo si dividono in due grandi categorie: quelli che si attrezzano di tutte le agevolazioni possibili tra hardware e connessioni a prova di autovelox; quelli che invece, badano soprattutto a tenersi informati e ad allenarsi sui titoli in cui vogliono competere – anche diverse ore al giorno. Parliamo di Skill contro Hardware, il controverso dibattito su cosa conti veramente quando si vuole entrare nel mondo degli eSports.

Ebbene, come sempre la verità sta nel mezzo. Il corredo hardware gioca un ruolo importante soprattutto quando si compete da “remoto”. Questo si traduce automaticamente nell’efficacia delle nostre azioni in-game. Negli sparatutto, per esempio, avere un basso ping consente una maggiore precisione nel centrare i bersagli: con una linea instabile, l’elaborazione del nostro fuoco potrebbe avvenire decimi di secondo dopo dall’effettiva azione, causando una non-sincronizzazione degli eventi simultanei. Cosa significa? Che se spariamo a un nemico in un determinato momento, i proiettili in realtà tarderanno ad arrivare di qualche istante perché la nostra connessione non è stata in grado di comunicare tempestivamente con il server di gioco.

Skill vs Hardware

C’è comunque una precisazione da fare, per quanto si possa disporre di una tecnologia all’avanguardia, esisterà sempre una latenza tra l’utente e i server; l’importante è rispettare il ping indicato a seconda della tipologia del titolo in cui si vuole competere.

Per esempio, le prestazioni di un giocatore nel contesto sparatutto, dipendono molto dal ping. Per giocare a un FPS a livello competitivo è necessario avere una latenza compresa tra i 10 ms (millisecondi) ai 50 ms (fai speedcheck qui per capire se rientri). Oltre questa soglia, è comunque possibile giocare in modo godibile ma ovviamente sarà sempre più dura per chi desidera farlo in modo agonistico. skill vs hardware

Ma c’è dell’altro. La latenza è determinata anche dalla distanza del server di gioco; un server situato in Italia sarà meno difficile da raggiungere e risulterà in un ping più basso rispetto a uno che si trova, per esempio, oltre oceano. Avere una buona tecnologia è dunque, importante anche per le “trasferte” all’estero.

Altro importante argomento è quello dell’hardware in dote al proprio pc: ovviamente, più è performante, più l’usabilità del gioco è agiata. In questo caso, la metrica da tenere in considerazione sono gli fps, e no, non stavolta non significa First Person Shooter ma Frame per Second e cioè la frequenza con cui la schermata viene aggiornata (difficoltà con la terminologia? Guarda il nostro vocabolario leet, qui).

Sembrerebbe da questo punto di vista che l’abilità del giocatore possa passare in secondo piano ma in realtà, non è così. Conoscere a fondo il titolo in cui si vuole competere è un vantaggio che nessun hardware può replicare. Un confronto a fuoco aperto, in un fps, potrebbe risolversi in base a chi preme il grilletto per primo ma se il giocatore è in grado di sgattaiolare alle spalle del nemico, è possibile sopraffarlo con un ping elevato. skill vs hardware

Inoltre, c’è da dire che non tutti i videogiochi sono ping o hardware dipendenti così come alcune categorie; i titoli di strategia per esempio, possono essere perfomati bene anche su postazioni munite di connessioni più antiquate e senza risentirne molto.

Inoltre, esistono dei gamer che hanno fatto della loro latenza, un valore aggiunto: abituandosi a un certo ping, è possibile sviluppare uno stile di gioco basato sul “prevedere” le azioni del nemico e di conseguenze, limitando gli svantaggi dell’elevata latenza.

Eppure, questo apparente vantaggio è vanificato durante i confronti in lan, quando tutti i computer o le console sono collegate alla stessa rete e non esiste praticamente un sensibile ritardo tra la comunicazione delle postazioni. Giocare “live”, è un mondo completamente diverso e non si può prescindere quando si vuole competere a un certo livello. skill vs hardware

In definitiva, non si può negare l’utilità di un buon ping ma non si può certamente oscurare la propria capacità di migliorare sempre e studiare nuove tecniche per superare ogni sfida.

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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