L'Editoriale

Nel Menu di Burger King compare un pasto riflessivo

Unhappy Meal aKa Real Meal: contro la felicità a tutti i costi

I fast food fanno ormai parte della nostra quotidianità. Anche se abiti in Italia e vivi nel paese delle mille meraviglie gastronomiche, non puoi non aver addentato almeno una volta un hamburger di McDonald‘s, sorseggiato i caffè mille gusti più uno di Starbucks (che di caffè hanno solo il nome) o esserti ustionato la lingua con un’ala fritta di KFC.
Il colosso McDonald’s, uno dei più diffusi fast food by USA, ha fatto dell’Happy Meal ovvero “Pasto Felice“, uno dei suoi cavalli di battaglia. Composto da hamburger, contorno, bibita e frutta o dessert a scelta è pensato per i più piccoli, nascondendo al suo interno una sorpresa per lui o per lei che cambia circa ogni mese.
Ma la catena del pagliaccio in giallo non è l’unica sul mercato del “cibo veloce” ed uno dei suoi più agguerriti competitor è un altro noto marchio. Da poco tempo, nel Menu di Burger King troviamo una novità apprezzabile – che non è al solo gusto marketing.

L’Unhappy Meal – o Real Meal – compare nel Menu di Burger King

Tralasciando i dibattiti relativi alla qualità del cibo da fast food e alle ripercussioni che esso ha sul nostro corpo (non basterebbe una settimana), in questo articolo vorrei parlarvi di una nuova iniziativa sociale che ha visto impegnata Burger King contro la “felicità ad ogni costo” e l’Happy Meal.

La catena Burger King, presente ormai in tutto il mondo, è stata fondata nel 1954 a Miami, in Florida, da James McLamore e David Edgerton. È da sempre la seconda catena di fast food USA in ordine di grandezza, subito dopo McDonald’s, ed a oggi esistono più di 11.000 negozi in 65 diversi Paesi.

Il prodotto che lo ha reso famoso è il Whopper, un hamburger di grandi dimensioni, caratterizzato dalla carne cotta direttamente sulla griglia, che può poi essere personalizzato variando gli ingredienti.

È stata spesso citata in dispute che la vedevano coinvolta contro il McDonald’s ed ora ha gli lanciato una nuova sfida: il Real Meal, ovvero il Pasto Reale, chiamato anche Unhappy Meal.

Certo, detto così non suona proprio invitante, ma dietro l’infelice (è proprio il caso di dirlo) scelta di parole, si cela in realtà una riflessione che di questi tempi è più che mai attuale, soprattutto negli Stati Uniti, dove il nuovo menù è stato lanciato: la continua pressione a mostrarsi felici ad ogni costo.

La riflessione

Questo mese negli USA ricorre la campagna per la sensibilizzazione contro le malattie mentali e il menu di Burger King ha voluto contribuirvi lanciando a New York, Miami, Austin e Seattle, una serie di pasti dedicati ad ogni stato d’animo, di modo che i suoi clienti possano scegliere il loro Meal non solo in base al gusto, ma anche al loro attuale stato d’animo – appunto.

Questo per far capire che non dobbiamo mostrarci felici ed entusiasti se non lo siamo, che non è male essere tristi, arrabbiati, malinconici ogni tanto ed avere qualche momento “no”, ciò che importa è sapersi rialzare.

Nel comunicato stampa rilasciato da Burger King si legge: “il Real Meal è un modo per incoraggiare le persone a mostrare come si sentono. I social media creano una forte pressione per cui tutti dobbiamo apparire felici e perfetti. Con i Real Meal, Burger King celebra la volontà di essere se stessi e il diritto a provare qualsiasi sentimento”.

I menu di Burger King previsti sono i seguenti, ed ognuno porta il nome di un diverso stato d’animo:
1. Pissed (arrabbiato);
2. Blue (malinconico, triste);
3. Salty (infastidito);
4. YAAAS, termine che deriva dallo slang e che significa estrema soddisfazione;
5. DGAF, acronimo che significa “non me ne importa niente”.

unhappy meal real meal
Il Menu di Burger King accoglie qualche Hamburger incazzato e diversi esemplari infelici

Insomma, un messaggio chiaro e che va condiviso. Non si deve essere sempre per forza felici, qualche nota buia è legittima ed anzi forse utile, per farci capire il vero senso di ciò che abbiamo e quanto questo vada apprezzato.

Badate, non dico di prendere sotto gamba la depressione, che è una cosa seria e che va combattuta con l’aiuto di amici, parenti ed uno specialista nel caso, perché non c’è nemico peggiore che noi stessi. Ma se ogni tanto siete tristi, insoddisfatti, magari anche senza motivo apparente, non fatevene una colpa, è un vostro diritto, e se intanto la gente vi giudicherà sempre e comunque, almeno sentitevi liberi di mostrare loro il dito medio – di tanto in tanto. Magari mentre consultate il nuovo menu di Burger King.

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