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Il significato di Spoiler: un mostro di cui aver paura

Tra omicidi, risse e discussioni da bar...

Spoiler deriva dal termine inglese To Spoil che significa letteralmente “rovinare”. Viene usato in ambito cinematografico per indicare una pratica che potrebbe rivelare parti di una trama ancora sconosciuta al grande pubblico.
Il problema è che il significato di spoiler è diventato molto più ambiguo. Tra la fine di Aprile e l’inizio di Maggio (2019), tra Avengers: Endgame e la terza puntata dell’ottava stagione del Trono di Spade, è stato possibile percepire – sui social network – quella che a tutti gli effetti è la paura dovuta a eventuali spoiler.

Il significato di Spoiler: cosa significa veramente spoilerare

Agli albori del cinema, della letteratura, alle prime console, alle serie che andavano in onda ancora sulla Tv, internet doveva ancora arrivare nelle nostre case (impossibile da credere, ma vero) e le cose, per l’industria audiovisiva, andavano decisamente bene.

Era possibile scoprire un buon film, un libro, un videogame o altro con gli apprezzamenti che venivano veicolati attraverso il “passaparola” o la stampa autorizzata.

Il passaparola era letteralmente incarnato dall’amico che – o per sentito dire o per aver provato in prima persona – consigliava un’opera che aveva gradito.

Da allora, cosa abbiamo perso? Molto! In tanti, si sono appassionati – per fare un esempio assurdo – a Star Wars, percependo gli elogi da parte di coloro che l’avevano già visto o captato attraverso i contenuti pubblicitari. Oggi, non abbiamo più bisogno di questo, dato che le notizie e l’advertising hanno una portata praticamente illimitata – arrivano a chiunque, ovunque.

spoiler alert
Facciamo attenzione, il significato di spoiler vuol dire “rovinare”. Dunque, perché la gente evita anche le anticipazioni? Eppure i trailer sono visti da tutti…

Da un lato è positivo ma dall’altro, non esiste più la percezione dell’entusiasmo nello scambio delle informazioni. Per farla ancor più tragica, c’è chi sostiene che i mezzi digitali abbiano riprogrammato il nostro cervello, provocando la nostra incapacità di sviluppare buone e nuove relazioni sociali. Ma questa è un’altra storia.

In effetti, per quanto veloce possa essere, la comunicazione online non sarà mai convincente quanto l’entusiasmo e il fervore di una faccia umana, e questa è una mancanza che grava tantissimo sulla nostra capacità di apprezzamento di un’opera audiovisiva.

Forse, l’atteggiamento ostile allo spoilerare odierno, è proprio il risultato di questa privazione. Non a caso, qualsiasi genere di anticipazione, terrorizza gli appassionati al punto da esiliarsi da internet e non volerne sentire più nulla.

Inizialmente, questa paura colpiva solamente i fan più accaniti, ora invece c’è un aggravamento: questo fenomeno si è diffuso su tutto il pianeta e sembra tralasciare un’importante distinzione tra il significato di spoiler e il buon vecchio advertising.

ANTICIPARE e ROVINARE sono due cose completamente diverse, tant’è vero che se stai parlando di quanto sia fantastica la battaglia finale di un determinato film, non stai effettivamente rovinando la fruizione del prodotto in quanto anticipazione completamente priva di elementi di trama.

Tecnicamente, un testo (inteso come testo semiotico) non è subito Spoiler ma può contenere Spoiler. Escludendo casistiche in cui un testo abbia il compito di descrivere nel dettaglio la storia di un film – come dovrebbe fare una recensione – solitamente, le informazioni generiche, le interpretazioni personali e le speculazioni non rappresentano pericolo alcuno per la trama delle opere in uscita. Il significato di spoiler è inteso come “un rovinare l’esito narrativo dell’opera” e non “un’anticipazione”. Di conseguenza, si delinea che lo spoiler, possa avvenire in un contesto di volontarietà.

Non connettersi a internet per evitare articoli, discussioni e quant’altro, è davvero utile per evitare lo spoiler? Parliamone.

Qualche testimonianza riguardo allo spoiler

Come già detto, lo spoiler è qualcosa che “rovina” e non che ne anticipa la trama. Da decenni, sul web, esiste una netiquette: dare qualche giorno di tempo prima di poter discutere in forum, blog o gruppi dopo l’uscita di un’opera.

Un’altra è quella di mascherare i post con i dovuti avvisi di “thread contenente spoiler” affinché gli utenti possano decidere se accedere o meno alle informazioni.

Eppure, ho assistito a scene molto discutibili. Ho visto persone adulte inveire contro sconosciuti (al bar) perché commentavano una serie che gli era piaciuta (quando si poteva chiedere gentilmente); poi ho visto qualcuno tapparsi le orecchie e scappare via (la la la la laaa! Non ti sento!); ho visto persone lamentarsi sui social perché il “blog” che parla di quella serie che tanto amano – guarda un po’ il caso – ne ha parlato (e bastava interrompere temporaneamente la ricezione del feed); ma soprattutto ho visto ragazzini lamentarsi per una recensione asettica – del tipo “non mi è piaciuto”, “a me si” – ma poi guardare tranquillamente i gameplay su Youtube.

spoiler ovunque
Ragioniamo un attimo sul significato di spoiler e sugli atteggiamenti di chi accusa di subirne in continuazione…

Se non si vuole rovinare un’opera, esistono accortezze che – con educazione – consentirebbero di goderne ugualmente. Poi c’è una piccola fetta di utenti che sembrano essere terrorizzati dallo spoiler e con l’arrivo di determinati eventi d’intrattenimento (guardasi Got o i film Marvel), il fenomeno sembra marcarsi ancora di più.

A cosa ci porta tutto ciò?

Lo spoiler non porta a niente di buono. La paura dello stesso neanche.

Roosevelt diceva che:

Non c’è niente di cui aver paura se non della paura stessa…

E voi mi siete testimoni, ho paura di questa sorta di isteria.

A contatto con determinati utenti, non si possono consigliare serie o videogame perché “parlarne” potrebbe danneggiare una futura fruizione del prodotto. Bisogna pesare ogni parola. Star attenti a chi ci circonda. E guardarsi le spalle…

Personalmente, ho visto Breaking Bad anni dopo la sua conclusione e non mi è stato mai rovinato. E non sono migliore di voi, semplicemente ho adottato le giuste precauzioni senza terrorizzarmi o chiudermi in un bunker.

Sembra che chi soffra di spoilerite, sia in qualche modo artefice delle proprie anticipazioni. Che si vada a cercare situazioni in cui è possibile urlare al mondo il proprio odio verso qualsiasi informazione inerente alla prossima uscita. Eppure, il significato di spoiler ci fa realizzare che le anticipazioni sono un processo naturale dell’advertising e non rappresentano un modo per inficiarne la fruizione.

Questo modo di rapportarsi allo spoiler, inoltre, sembra essere usato – da alcuni – come pretesto per un po’ di popolarità: chiunque di noi conosce almeno un amico o un’amica scema che ha deliberatamente nascosto uno spoiler per fare uno scherzo.

A cosa ci porta tutto ciò? Forse, la vicenda del ragazzo di Hong Kong che ha spoilerato il film alle persone in fila per vedere Avengers: Endgame – venendo poi percosso e portato in ospedale – può insegnarci qualcosa. E non solo, basti pensare all’omicidio in Antartide avvenuto in circostanze simili.

Bisognerebbe rendersi conto che la questione dello “spoiler” potrebbe sfuggire di mano e prima che diventi una sorta di movimento o moda, è il caso di ridimensionarci tutti. Gradite riflessioni, feedback e commenti. A voi.

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