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Regalare una Stella, si può? Breve storia di una truffa

Romanticismo platonico? Dediche simboliche? No, si può dare il nome alle Stelle solo se ne scopri una. E chi afferma il contrario vuole solo i tuoi soldi!

Vi racconto una storia davvero bosonica riguardo all’esercizio online, più o meno conosciuto, del “regalare una stella“. Qualche giorno fa, in un forum di copywriters (il cui nome non è importante), sono stato attratto da un annuncio decisamente interessante.Name your star“, si legge sulle immagini. Strano. Ma d’altronde, come poteva un articolista spericolato come me, non approfondire l’argomento? Ebbene, ho deciso di contattare questa persona che in ben che non si dica, mi rivela tutto quello che c’è da sapere sull’iniziativa che sta promuovendo.

Etoilez-moi è un sito internet – di presumibile origine francese – che vende servizi digitali. Fin qui tutto ok. I prodotti in vendita di questa “azienda” sono niente poco meno che STELLE o meglio, l’organizzazione provvede alla possibilità di attribuire un nome proprio alle stelle presenti nel – letteralmente citando dal loro portale – registro dell’ICR, International Celestial Repertory.

Sempre sul sito, c’è scritto che l’ICR sarebbe un’organizzazione americana che fa da riferimento per il battesimo delle stelle

regalare una stella
Regalare una Stella… Si può?

Così, spinto da ulteriori domande (e una certa dose di perplessità), mi sono fiondato nella più classica delle classiche ricerche: copio il nome della presunta organizzazione e lo incollo su Google.

 

Il risultato? Una sfilza infinita di articoli di blog più o meno popolari, tutti con riferimento a Etoilez-moi e la sua irresistibile offerta commerciale.

Qualche passo indietro

Ora, facciamo un paio di passi indietro. Subito dopo aver contattato la gentile signora con cui ho avuto il piacere (?) di parlare, ricevo una e-mail in cui mi vengono esplicitati i termini di una collaborazione con l’iniziativa.

emailSorvoliamo un attimo sull’italiano in dote alla mia interlocutrice (che è tutto dire) e analizziamo i punti della richiesta. La Etoilez-moi mi sta offrendo l’opportunità di battezzare una “stella cadente” (ma non erano stelle e basta?!?) in cambio di pubblicità gratis sul nostro sito. Inoltre, si fa presente che il pacchetto offerto è una versione digitale del cofanetto cartaceo che invece viene riservato ai clienti che sborsano il danaro vero.

Si osserva dal sito, infatti, che acquistare il battesimo di una stella, consiste nella ricezione di un cofanetto contenente vari dati e prodotti tra cui nome di battesimo della stella, presunte coordinate di osservazione del corpo celeste, data di battesimo, eventuali gioielli (braccialetti e ciondoli vari), cartolina regalo, cornice e anche un servizio di trattamento prioritario.

Ognuna delle caratteristiche citate – e ce ne sono molte altre – prevede un’aggiunta al costo di base che giusto per dirne una, non è poi tanto vantaggioso.prezzi regalare una stella

Insomma, regalare le stelle non è molto conveniente ma non è questo il punto. Da un punto di vista, l’idea è quasi geniale. Tutti noi amiamo fare dei doni che rappresentino il nostro amore per le persone care. Un mazzo di fiori, una dedica su cartolina, uno striscione di auguri, sono tutti dei modi simbolici per dire “ti voglio bene” anche se non sono di reale utilità al destinatario.

Da questo punto di vista, regalare una stella, può rappresentare una valida alternativa ma il punto è che questo cosiddetto “battesimo” non è riconosciuto da alcun ente – figuriamoci dal ICR, dato che non esiste neppure.

Come regalare una stella? Questa volta per davvero

Approfondendo la ricerca, si scopre subito che la pratica di regalare le stelle è un fenomeno che esiste almeno da quando il web è entrato nelle nostre case.

Sul notiziario online dell’istituto di astrofisica italiano si legge:

Sono molte le organizzazioni che offrono a pagamento la possibilità di dare il proprio nome alle stelle. Si tratta in realtà di raggiri. Solo l’Unione Astronomica Internazionale può attribuire i nomi, e non li vende. L’unico modo per dare il proprio nome a un oggetto celeste è scoprirlo.

Taac! Vediamo se al contrario dell’ICR, l’unione astronomica internazionale è rintracciabile su Google… Eeee, Bingo! Subito troviamo riferimenti, talvolta anche ufficiali.

Sul sito della IAU (International Astronomical Union), troviamo conferma rispetto a quanto detto dai colleghi italiani:

La IAU riceve spesso richieste da individui che vogliono regalare una stella o attribuirgli il nome di altre persone. Alcune imprese commerciali pretendono di offrire tali servizi a pagamento. Tuttavia, tali “nomi” non hanno alcuna validità formale o ufficiale. Tali pretese si verificano anche per agglomerati stellari e galassie. Per i corpi nel Sistema Solare, si applicano procedure speciali per l’assegnazione di nomi ufficiali (controllare la procedura IAU sulla “Denominazione di oggetti astronomici”), ma in nessun caso sono coinvolte transazioni commerciali.

Alcune tra le stelle più luminose osservabili dalla Terra hanno nomi propri, con etimologie prevalentemente arabe, greche o latine (es. Vega), ma per il resto, la stragrande maggioranza delle stelle ha una designazione alfanumerica – composta da un acronimo più un numero indice o posizione celeste (ad es. HR 7001, 2MASS J18365633 + 3.847.012). La IAU supporta “The Working Group Star Names” (WGSN), un reparto sotto la Divisione C che sta catalogando i nomi delle stelle in base alle varie culture del mondo e sta mantenendo un catalogo di nomi propri unici approvati (ad esempio Sirius, Proxima Centauri, ecc.). Dopo un’indagine ancora in corso sui nomi da attribuire alle stelle di tutto il mondo, il WGSN potrebbe adottare “nuovi” nomi ufficiali dall’elenco per quelle stelle che attualmente mancano non dispongono di nomi ufficiali IAU. Ciò contribuirà a preservare il patrimonio astronomico fornendo al contempo nuovi nomi unici per la comunità astronomica internazionale. I nomi per gli esopianeti e le loro stelle ospitanti possono anche essere approvati dal comitato esecutivo della IAU attraverso partecipazione pubblica sul conferimento di nomi a pianeti e satelliti planetari, come è stato fatto nel 2015 attraverso il concorso NameExoWorlds.

Non servirebbe aggiungere molto altro ma ormai siamo entrati nella tana del Bianconiglio. Vediamo quanto è profonda! Controlliamo la procedura ufficiale IAU di denominazione delle sole stelle (dato che gli altri corpi celesti seguono procedure un po’ diverse).

In questo caso, è impossibile tradurre e mostrarvi tutta la documentazione perché si tratta di una grossa mole di informazioni tecniche ma di cui si trae facilmente una sintesi: la IAU attribuisce i nomi attraverso una pratica a due fasi: nella prima avviene una semplice denominazione alfanumerica, ovvero l’attribuzione di un codice, e nella seconda, il conferimento del nome proprio. Diamo un’occhiata alle dichiarazioni ufficiali della IAU:

Le designazioni alfanumeriche sono utili agli astronomi per identificare ufficialmente le stelle che studiano ma in molti casi, per stelle particolarmente luminose e di interesse storico, culturale o astrofisico, può essere più conveniente riferirsi ad esse con un nome proprio. Molti di questi nomi sono già nel linguaggio comune, e lo sono stati per molto tempo. Ma fino all’istituzione del WGSN non esisteva alcun catalogo ufficiale di nomi IAU approvato per le stelle più luminose del nostro cielo.

Il Working Group ha lo scopo di risolvere i problemi sorti nel corso dei secoli in quanto diverse culture e astronomi hanno attribuito nomi alle stelle prima di noi. Anche fino a poco tempo fa, alcune delle stelle più famose del cielo – come Sirius, Rigel e Betelgeuse – non avevano una grafia ufficiale, alcune stelle avevano più nomi e talvolta nomi identici venivano usati per stelle completamente diverse. Ad esempio, un’approssimativa lettura attraverso la letteratura di astronomia storica e culturale, trova oltre 30 nomi per la stella comunemente conosciuta come Fomalhaut. Mentre questa particolare ortografia ha visto il maggior uso nel corso dei secoli, esempi simili in letteratura hanno incluso Fom-al al-jenubi, Fomahandt, Fomahant, Fomal’gaut, Fomal’khaut, Fomalhani, Fomalhut, Formalhaut, Fumahant, Fumahaut, e Fumalhaut. Creando un catalogo di nomi stellari approvati dalla IAU, è possibile ridurre la confusione. I nomi stabilita dalla IAU non saranno disponibili, in futuro, per nominare asteroidi, satelliti planetari ed esopianeti in modo da ridurre ulteriormente il rischio di coincidenza.

Per approvare la lista dei nomi delle stelle, il WGSN sta scavando nella storia e nella cultura astronomica mondiale, cercando di determinare le denominazioni stellari più famose da usare come nomi ufficialmente riconosciuti. Tale esercizio continuerà ad essere l’obiettivo principale del Gruppo per i prossimi anni. Oltre questo punto, una volta che i nomi di molte delle stelle luminose nel cielo sono stati ufficialmente approvati e catalogati, il WGSN si concentrerà sull’istituzione di un formato e un modello per le regole, i criteri e il processo con cui possono essere accettate proposte di nomi stellari da astronomi professionisti, nonché dal pubblico in generale.

Sebbene non esista un formato rigido che i nomi stellari debbano seguire – poiché hanno le loro radici in molte culture e lingue diverse – il gruppo di lavoro ha stabilito alcune linee guide iniziali, che si basano sulle lezioni degli altri gruppi di lavoro IAU. Le linee guida delineano una preferenza per nomi di una sola parola più brevi, che non sono troppo simili ai nomi esistenti per stelle, pianeti o lune, così come quelli che hanno radici nel patrimonio culturale astronomico e storico di tutto il mondo.

Insomma, un ente che attribuisce i nomi alle stelle esiste già ed è un reparto della Divisione C della IAU – un organizzazione mondiale gestita dalla comunità scientifica il cui nome è Working Group Star Names.

Ma puntiamo nuovamente i riflettori su Etoilez-moi. Mettiamo per un’istante che l’azienda sia davvero onesta e che esista davvero un registro di stelle con cui opera a stretto contatto; se ciò fosse vero, nei termini e nelle condizioni di acquisto dovrebbe esserci scritto che è proprio così e che “regalare una stella” è un servizio di cui si assume totale responsabilità.

E invece sapete cosa? Etoilez-moi è la prima ad affermare che si tratta della vendita di un prodotto fittizio. Alla prima riga della pagina per i termini e le condizioni di acquisto, leggiamo:

Grazie al sito www.etoilez-moi.com/it, il venditore offre la proprietà simbolica di una stella per mezzo di un certificato. Le condizioni generali d’uso di questo servizio si applicano a tutti i rapporti commerciali stabiliti tra il venditore ed il cliente.

E più sotto, si evince addirittura che:

Il “Battesimo di una stella”, come proposto dal venditore sarà iscritto in un registro privato delle stelle. Non si tratterà di una denominazione ufficiale. Il “nome simbolico della stella” attribuito grazie al “battesimo di stella” non sarà ufficialmente registrato nelle mappe del cielo o nei cataloghi scientifici. Il cliente non può acquisire il diritto di proprietà della stella, né del suo nome o della denominazione ufficiale.

Il venditore fornisce nomi simbolici (il nome della stella) per alcune stelle selezionate dal cliente.

Una stessa stella potrebbe essere denominata più volte da parte del venditore, essendo vietato confrontare i dati di altri fornitori di “nomi di stelle”. Il venditore si riserva il diritto di battezzare le stelle più volte. Il venditore non può garantire che una stella non sia già stata battezzata da un altro operatore, né che possa esserlo in futuro. Pertanto, la possibilità che una stella possa essere “simbolicamente battezzata” più volte da diversi venditori deve essere presa in considerazione.

Il servizio acquistato dal cliente tramite ordine è costituito da una brochure comprendente diverse pagine stampate.

Insomma, sono abbastanza preparati sulla consapevolezza di vendervi semplicemente una brochure cartacea di 40 Euro o giù di lì.

L’altro aspetto inquietante è che sul sito, non si nota la partita Ivaal contrario di quanto previsto dalla GDPR per quel che riguarda le attività commerciali online in Europa. Che evadano il fisco? E’ un aspetto della faccenda che ormai non ci interessa approfondire.

Nel frattempo, la nostra gentile signora e audace PR dell’azienda “celeste”, ci confida che è disposta a regalarci una stella per ogni social network su cui operiamo.

Siamo partiti dal richiedere una stella per Instagram, un’altra per Twitter e un’altra ancora per Facebook, arrivando a totalizzare ben 4 stelle gratuite per Il Bosone. Che traguardo!truffa stelle

Non contento però, ho avuto la faccia tosta di far presente che il magazine dispone anche di un canale Youtube (in disuso da un po’, ma vabè) e una pagina di Pinterest in elaborazione. E udite, udite… regalare una stella truffaAnche in questo caso, la nostra PR ha acconsentito facendoci intuire che avremmo potuto disporre di tutte le stelle dell’universo, se avessimo voluto. Peccato solo di non aver abbastanza social network per poterle prenotare tutte. Ahimè.

Infine, ricevo un’ultima missiva elettronica con del materiale promozionale per sottolineare il concetto: “muoviti, adesso facci un po’ di pubblicità gratis“.

Regalare una Stella è impossibile? Conclusioni

Come abbiamo visto, oggi è la IAU ad attribuire i nomi ai corpi celesti e ai crateri lunari (e anche marziani) e tale pratica si basa sulle proposte che provengono dalla comunità scientifica internazionale la quale contribuisce all’identificazione non ambigua degli astri.

Sono molte, anche in Italia, le “società” che propongono l’acquisto di stelle. Alcune si mascherano dietro organizzazioni fantasma come nel caso della ICR. E i prezzi per queste “brochure” arrivano anche a cifre altisonanti.

Nelle faq di questi siti, si evince il fatto che le rispettive attività non hanno certamente voglia di farsi sgamare, mettendo le mani avanti a qualsiasi tipo di coinvolgimento legale.

Nessuno, infatti, può possedere da un punto di vista formale le stelle, quindi nessuno può venderle. Lo so che questo discorso andrebbe applicato anche sull’acqua ma siate pazienti… Occupiamoci di una truffa alla volta – per non cadere nel controverso vortice del complottismo.

Il giro di affari di queste “vendite” deve essere piuttosto elevato considerando che ricevono pubblicità gratuita da quanti ci cascano (e basta dare un’occhiata a Google per rendersene conto).

Ma ormai lo sappiamo: si tratta di raggiri che sfruttando il fascino della volta stellare e la supposta certezza di un regalo speciale, compiono manovre al limite del legale – talvolta evadendo il fisco.

Per dare un nome a un corpo celeste bisogna scoprirlo! Agli astronomi (e astrofili) che scoprono un nuovo astro è concessa, dalla IAU, la facoltà di nominarlo dopo l’attribuzione del codice identificativo. Ma per arrivare a un tale traguardo bisogna studiare molto e osservare a lungo il cielo.

Forse, i soldi necessari per regalare una stella potrebbero essere spesi meglio, come nell’acquisto di un buon binocolo o qualche buon libro in merito a questa affascinante disciplina. Se invece non vi interessa approfondire il campo, il mio consiglio di alternativa al regalare una stella, è quello di esercitarvi nel vecchio e caro affetto. Un buon abbraccio non ha prezzo, a patto che non sia deluxe!

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Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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