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Love Death & Robots: un binge watching serrato!

Quando l'animazione non è solo Disney

Siete ancora convinti che i prodotti di animazione siano solo per bambini? Con questo nuovo prodotto Netflix ci ripenserete su, e vi darà anche molto altro su cui pensare. Parliamo della nuova serie animata vietata ai minori di diciotto anni prodotta dall’azienda californiana, Love, Death & Robots.

La serie infatti è certamente un prodotto adulto ma che riesce ad incontrare i gusti di un pubblico molto vasto. Stiamo parlando di una serie antologica, ossia caratterizzata da episodi indipendenti e in questo caso molto diversificati.

In ogni storia ci troviamo davanti a stili, tecniche e ambientazioni completamente indipendenti ma che trovano il loro punto di contatto nella visione folle e fuori dagli schemi dei suoi ideatori: Tim Miller (regista del primo Deadpool) e David Fincher (autore di Seven, Fight Club, The Social Network ed altri lavori particolarmente notevoli).

Parole chiave? Sperimentazione e qualità

Ogni minuto della serie è caratterizzato da una grande artisticità e da una sperimentazione spericolata. L’impianto grafico è superlativo e propone tutta la serie a prodotto cult. Le tecniche variano dall’animazione tradizionale alla computer grafica iper-realistica (in alcuni episodi infatti si fatica a riconoscere l’attore reale dalla sua rappresentazione sullo schermo) passando anche per rappresentazioni caricaturali.

Ma la sperimentazione di Love, Death & Robots non si ferma solo alla tecnica; la finalità è anche quella di produrre arte priva di vincoli come la censura. Le scene di sesso e di nudo sono esplicite e per nulla edulcorate, così come avviene per la violenza, qui rappresentata in maniera viscerale e senza freni. Il sangue e il rosso sono spesso predominanti.

Un esempio è “Il vantaggio di Sonnie“, che racconta della rivalsa di una donna stuprata e torturata la quale combatte tramite un mostro legato a lei da dei linker cerebrali, oppure “Buona caccia“. Questo piccolo gioiellino dal sapore orientale, realizzato in tecnica tradizionale, racconta con elementi steampunk una Cina preindustriale e un’amore toccante e commovente.

love death robots
Una locandina promozionale di Love, Death & Robots

Nonostante queste realtà cupe e disturbanti, la serie ci dà anche molti episodi più rilassati, dai tempi meno frenetici o in cui la comicità e la risata smorzano quel senso di disorientamento che alcuni episodi vogliono fornire allo spettatore. Alcuni episodi purtroppo risultano essere un po’ sottotono (come ad esempio “La discarica”), ma semplicemente perché messi a confronto, così in breve tempo con storie sensazionali e ben riuscite.

Temi e riflessioni su Love, Death & Robots

In alcuni momenti ci troveremo davanti a riflessioni profonde e al limite del filosofico, come accade in Zima Blue oppure in La notte dei Pesci. Nel primo troviamo una storia delicata di un artista all’avanguardia che porta alla riflessione sul rapporto tra uomo e macchina, della coscienza di quest’ultime e di quanto questo legame sia indissolubile. Nel secondo possiamo parlare di una vera poesia grafica, una rappresentazione fantastica della storia di Dedalo e Icaro, in cui due venditori porta a porta si ritrovano con l’auto in panne nel bel mezzo di un deserto che una volta era ricoperto dall’oceano.

E il tema dell’ambiente ritorna anche ne “I tre robot” in cui la morale viene stemperata dai tempi comici avvincenti di tre robot che visitano una città post apocalittica, con un twist finale decisamente esilarante.

i tre robot
I Tre Robot è una delle opere presenti nel decalogo di Love, Death & Robots

Tanta comicità la troviamo anche ne “Il dominio dello yogurt“, ossia di come l’umanità sia diventata schiava di un prodotto caseario senziente, e in “Alternative storiche“, che risponde alla domanda “E se Hitler fosse morto prima della sua ascesa?”, il tutto con un esilarante senso del grottesco.

Il grottesco, quello che ricorda un po’ Rick e Morty, è presente anche in “L’era glaciale“, che parla di una coppia che vede evolversi nel proprio frigorifero una società dall’alba dei tempi fino ad un ipotetico futuro.

Per gli amanti dell’azione la serie ci propone “Punto Cieco” e “Tute meccanicizzate“, con un gusto che ricorda Mad Max e i robot degli anni 80. Ma anche in “Lucky 13” che racconta di una pilota che stringe un legame indissolubile con la sua navicella, o in “Il succhianime” in cui un gruppo di ricercatori e di mercenari si ritrovano nella tomba di Dracula e ne combineranno delle belle.

serie animata netflix
Love, Death & Robots ha generato la sua buona dose di polemiche e riflessioni abbastanza spinte…

Come per tutti i prodotti più interessanti, non possono certamente mancare delle polemiche

L’ordine degli episodi in molti casi è diversificato e questo ha suscitato molte polemiche e discussioni nel popolo di Internet. Alcuni hanno ipotizzato che questi cambiamento fossero dovuti addirittura all’identità di genere e dall’orientamento sessuale ma Netflix ha subito smentito queste ipotesi. La piattaforma di streaming non possiede queste informazioni, bensì ci conosce in base alle nostre attività. La sperimentazione in questo caso dell’ordine differenziato si sarebbe potuto basare solo su quello che probabilmente avrebbe colpito di più ogni spettatore, concetto che è alla base di tutte le nostre attività sul web.

Conclusioni finali su Love, Death & Robots

In conclusione la serie è un prodotto inaspettato, all’insegna della qualità che grazie alla sua grande diversificazione negli episodi riesce a raggiungere un pubblico altrettanto diversificato. In ogni caso riesce a tenerti incollato allo schermo e il binge watching ha dei ritmi molto serrati proprio perché riesce a soddisfare lo spettatore con un senso di stupore e di sorpresa, ossia quello di trovarsi in realtà completamente diverse e fantastiche. Anche se in pochi minuti riuscirà a lasciarvi più volte scossi, attoniti, disorientati e molte volte vulnerabili.

Grazia Margarella

Studio Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno e condivido le mie passioni per la scienza, il cinema, i libri e la cultura nerd grazie ai ragazzi de Il Bosone. Il mio motto è: Ad astra per aspera, exploro semper. Stay tuned ⚛️

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