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Tutti i film vincitori agli Oscar e i momenti più belli

I momenti più memorabili della novantunesima edizione degli Oscar

Si è conclusa da poche ore, la novantunesima edizione degli Oscar. La prima a non contare sulla guida di un conduttore, la serata ha proposto — come sempre — momenti memorabili e altri meno. In generale, il vessillo della serata è stato dedicato alla fratellanza e all’amicizia. Molti discorsi, infatti, hanno inneggiato all’inclusione razziale e al bilanciamento dei gruppi di minoranza, sviluppando così un’atmosfera di pacifismo che ha pervaso il festival fino alla fine. In quest’ottica, i film, così come gli attori, hanno rispettato una logica che è chiaramente espressa nella vittoria inaspettata di alcuni titoli.

Le premiazioni

Innanzitutto, l’Oscar per il miglior Film è “Green Book” di Peter Farrelly che ha sbaragliato la concorrenza delle produzioni più acclamate. Il premio per il miglior regista è stato, invece, consegnato ad Alfonso Cuaron per il film “Roma”, diventando così il quinto direttore messicano a trionfare in 6 anni. Sempre lui, ha vinto anche la statuetta per il miglior film straniero.

Alfonso Cuaron
Alfonso Cuaron

Rami Malek e Olivia Colman  festeggiano come miglior attori protagonisti grazie a, rispettivamente,  “Bohemian Rhapsody” e “La Favorita“. Rami Malek è così emozionato che di ritorno dalla consegna del titolo, cade rovinosamente.

rami malek oscar 2019
L’effetto Oscar? :D

Anche Lady Gaga si aggiudica un trofeo come miglior canzone (“Shallow”) ma lei non precipita dal palco. Piuttosto crolla in un in un profondo stato di commozione – o almeno questa è la miglior descrizione attribuibile al momento.lady gaga

Non era certamente tra i più bisbigliati ma la storia di un’amicizia tra un afroamericano e un italoamericano raccontata in “Green Book” si è dimostrata il tassello perfettamente mancante da unire al puzzle della cerimonia, vincendo così il premio come miglior film. Del cast, anche Mahershala Ali vince l’Oscar per il miglior attore non protagonista.

Mahershala Ali
Mahershala Ali

Finalmente appagato, Spike Lee che dopo tanti anni ottiene la statuetta per la carriera oltre al suo primo Oscar “sudato” per la sceneggiatura di “BlacKkKlansman“. Il regista, non solo ha espresso un lungo discorso dalle forme politiche ma si è anche avvinghiato su Samuel L. Jackson al momento della sua premiazione.

spike lee
“Le elezioni 2020 sono dietro l’angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio”. Il discorso di Spike Lee agli Oscar 2019

Ben tre, le statuette vinte da Black Panther che si conferma motivo di orgoglio per la Marvel diventando il primo cinecomics a trionfare nella cerimonia. Per la precisione, il gioiello nero di Disney ha acciuffato il premio come miglior colonna sonora, miglior scenografia e costumi.

black panther oscar 2019
Il cast di Black Panther sul Red Carpet

La vittoria come miglior film di animazione di Spider-man — Un nuovo universo di Sony ha portato anche un po’ di Italia sotto i riflettori degli Oscar. Infatti, tra i realizzatori del lungometraggio notiamo Sara Pichelli – unica rappresentante nostrana a questa edizione – che ha collaborato alle illustrazioni del film e co-creato Miles Morales nel fumetto.spider-man un nuovo universo

La lista di film vincitori agli Oscar 2019

Miglior film -‘Green Book’ di Peter Farrely.
Miglior regia – Alfonso Cuarón per Roma
Miglior sceneggiatura originale – Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly per il film ‘Green Book’
Miglior cortometraggio d’animazione – ‘Bao’ di Domee Shi e Becky Neiman-Cobb
Miglior cortometraggio – ‘Skin’ di Guy Nattiv e Jaime Ray Newman
Miglior cortometraggio documentario – ‘Period. End of sentence’ di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton
Miglior documentario – Elizabeth Chai Vesarhelyi e Jimmy Chin per ‘Free Solo’
Miglior trucco e acconciatura – Greg Cannon, Kate Biscoe e Paricia Dahaney-Le May per il film ‘Vice – L’uomo nell’ombra’
Miglior attore protagonista – Rami Malek in ‘Bohemian Rhapsody’
Miglior attrice protagonista – Olivia Colman in ‘La Favorita’
Miglior attrice non protagonista – Regina King in ‘Se la strada potesse parlare’
Miglior attore non protagonista – Mahershala Ali in ‘Green Book’
Miglior film straniero – ‘Roma’ di Alfonso Cuarón
Miglior sceneggiatura non originale – Spike Lee, Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott per ‘BlaKkKlansman’
Miglior montaggio – John Ottman per il film ‘Bohemian Rhapsody’
Miglior scenografia – Hannah Beachler e Bay Hard per il film ‘Black Panther’
Miglior fotografia – Alfonso Cuarón per ‘Roma’
Miglior film d’animazione – ‘Spider-Man: un nuovo universo’.
Miglior costume – Ruth E. Carter per il film ‘Black Panther’
Miglior montaggio sonoro – John Warhurst e Nina Hartstone per il film ‘Bohemian Rhapsody’
Miglior sonoro – Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali per il film ‘Bohemian Rhapsody’
Migliori effetti speciali – ‘First Il Primo Uomo’
Miglior colonna sonora – Ludwing Goransson per il film ‘Black Panther’
Miglior canzone – ‘Shallow’ di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt per il film ‘A Star Is Born’

Oscar troppo neri?

La stampa sta accusando la cerimonia degli Oscar di essere stata troppopolitica” e in alcuni casi, “troppo nera“. Nonostante questo sia sensibilmente percepibile dai film e dai candidati che hanno trionfato, c’è da ammettere che il gala è da sempre pretesto per dare voce e affermare qualcosa a seconda delle condizioni politicosociali del momento. Basta guardare qualche anno indietro, come per esempio nel periodo post-attentato dell’11 settembre, per notare quanta vero-simiglianza con il contesto fosse presente nei titoli candidati dell’epoca.

Forse, non c’è mai stata occasione migliore di far esprimere degli artisti internazionali come quelli che hanno solcato il red carpet, ieri, in una circostanza di profonda crisi sociale e destabilizzazione culturale negli Usa, provocata dall’emergere di nuovi momenti estremisti e grande incertezza politica.

Perché come Morgan Freeman ricorda, il problema non è tanto nel forzato tentativo di politically correct ma nel presentarlo proprio come tale. In una celebre intervista sul Black History Month, l’attore afro-americano cita”stop talking about black people“; basta parlare di uomini bianchi e uomini neri – dato che il dilemma sussiste proprio nell’ammissione di divergenze.

Magari è meglio ricordare la cerimonia come la notte degli Oscar e non come degli “Oscar Neri”. E noi vogliamo farlo proprio così, acclamando i vincitori per la loro meritevole performance e ridendo delle loro simpatiche gaffe.[vc_message icon_fontawesome=”fa fa-comment” css_animation=”bounceIn”]Ti è piaciuto questo articolo? Facci sapere cosa ne pensi! Lascia un commento qui sotto o scopri ulteriori contenuti cliccando o navigando il nostro Menù. E se ciò non dovesse bastare, considera la possibilità di scrivere un articolo di risposta! Invialo a redazione@ilbosone.com seguendo le istruzioni riportate nella pagina Collabora.[/vc_message]

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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