Giochi di Ruolo e Boardgame

Gioco di Ruolo dal Vivo: 8 cose che non sapevi sul Larp

Perché il 2018 è stato un anno emblematico per l'hobby del Larp

Qualche mese fa è apparso, qui sul Bosone, un articolo ironico che metteva a nudo quelle che sono, secondo l’autore, le virtù e i vizi dei larpers, coloro che praticano il Gioco di Ruolo dal Vivo.
Non cercherò di spiegare cos’è il larp; sarei necessariamente impreciso, parziale e poco accurato; a chi non ha proprio idea di cosa stia parlando, consiglio di guardare questo breve video:

[Se davvero vi interessa, con una mezz’oretta di ricerca su Wikipedia e, auspicabilmente, una chiacchierata con qualcuno che abbia un po’ di esperienza in merito, vi sarete fatti una prima idea, ancora superficiale, dei mille generi, peculiarità e caratteristiche proprie di quel che è fondamentalmente una forma di storytelling corale, una narrazione condivisa, i cui scopi spaziano dalla pura creazione artistica al teambuilding aziendale, passando ovviamente per l’intrattenimento più fine a se stesso, ma senza fermarsi ad esso.]

Torno all’articolo.
Inframezzando alcune considerazioni sul larp come “stile di vita” alternativo, l’autore si sforzava anche di spiegare cosa fosse, questo fantomatico Gioco di Ruolo dal Vivo. Assimilandolo, di base, al genere Fantasy, come se si trattasse di una sessione di D&D trasposta nel mondo reale. Si tratta di una descrizione molto parziale del mondo del larp, oggi più che mai in evoluzione.

Sarebbe stata accurata negli anni ’90, quando questa attività muoveva in Italia i suoi primi passi. Ma, riflettendoci, è comunque plausibile che una fetta (quanto considerevole, è impossibile da dire) di larpers ci si rispecchi: penso ai piccoli gruppi di amatori, che si riuniscono nella villetta o nel terreno di un amico per un pomeriggio di svago, magari con armi e vestiti fatti in casa. Molti hanno iniziato così, alcuni continuano così per anni, in maniera occasionale, senza avere un’associazione né una pagina social. Ma c’è un corto circuito importante, nel far coincidere il mondo del larp con questa categoria.

larper
Nel gioco di ruolo dal vivo, succede anche questo :D

Questa categoria non esiste. Non fa testo. Non dico che stiano facendo altro, fanno sicuramente larp. Ma non hanno alcun peso sulla community e questo è un hobby che sulla community si basa: il confronto è alla base della crescita. Chi continua a coltivare il proprio piccolo orticello senza sentire il bisogno di allargare i propri orizzonti indubbiamente si diverte, ma tende a seguire logiche e meccaniche superate, magari pensandole attuali, o anche innovative. Nulla di male, attenzione. Ma ciò non apporta nulla al larp come hobby né alla sua community.

Voglio dire di più: questi larpers anonimi, pochi o molti che siano, secondo me si vergognano un po’ di quello che fanno. E allora preferiscono farlo tra pochi amici, senza fotografi, senza scalpore, che poi se mi vede qualcuno così conciato chissà cosa pensa.

La community larp italiana, invece, è solida, orgogliosa e ha molto da dire. Anche nel dibattito internazionale sul tema.

8 Facts che hanno reso, nell’ultimo anno, le spalle della community Larp un po’ più larghe

1. Il Coordinamento

Il 2018 è stato l’anno che più ha visto crescere l’interesse verso una presa di coscienza collettiva, una collaborazione tra organizzazioni e persone diverse per scopi, mezzi e età anagrafiche.

larp italiaÈ nato, infatti, il Coordinamento Larp Italia: un collettivo informale di Associazioni ed organizzatori che hanno interesse a promuovere, legittimare e far progredire quest’hobby sul territorio nazionale. Il progetto ha riscosso un successo senza precedenti, con circa 60 Associazioni aderenti tra Nord, Centro e Sud e due Assemblee fisiche che hanno riunito organizzatori da tutta la penisola (una a Bologna e una Roma, rispettivamente per il Nord e il Centro; ne è prevista una terza, per il Sud, tra Napoli e Catania). Il progetto è aperto a tutte le realtà attive nell’organizzazione di gioco di ruolo dal vivo e si pone, tra gli obiettivi a lungo termine, la creazione di una federazione nazionale e il miglioramento delle condizioni assicurative per i giocatori, che ancora oggi vengono assimilati variamente ai softgunner o ai rievocatori per mancanza di una categoria apposita.

2. L’Album Fotografico

Il Larpbook, o Annuario del Larp Italiano, è arrivato al suo quarto anno di vita (proprio in questi giorni sta finendo di raccogliere i contributi per la quarta, appunto, edizione, che censirà i migliori eventi giocati nel 2018). Si tratta di un progetto molto curato e di alto livello, che ha ispirato la comunità internazionale, al punto che nel 2017 i larpers spagnoli hanno lanciato una raccolta materiali sulla scia del successo nostrano. L’Annuario è disponibile sia in PDF (gratuitamente) che in un bel formato cartaceo (al costo di stampa). larpbookBasta scorrere velocemente qualche pagina per vedere che il Fantasy non è più l’unico genere presente, e capire che l’impegno e la serietà che partecipanti e associazioni mettono nella realizzazione dei propri eventi si avvicina spesso alla realizzazione di un film indipendente più che all’organizzare un campeggio con gli amici. Anche questo progetto è aperto a tutti coloro che organizzano gioco di ruolo dal vivo. Unico requisito è che le foto dei loro eventi abbiano la risoluzione sufficiente per essere stampate.

3. Il Portale 

Altra novità di questo 2018 è stata la creazione di un portale dedicato al mondo del larp, Popularp.com, che permette di registrarsi sia come utenti che come Associazioni e di inserire i propri eventi. Pur essendo un’iniziativa italiana, si rivolge ad un pubblico internazionale ed il sito è interamente in inglese. Popularp è ancora in una fase di beta testing, ma si sta già dimostrando utile come aggregatore di eventi: presto sarà possibile, tramite una sola schermata, prendere visione di tutti gli eventi imminenti, filtrarli per genere, data o zona geografica e farsi un’idea di chi è interessato a partecipare. Ancora una volta, chiunque può iscriversi, partecipare e registrare la propria associazione o il proprio gioco di ruolo dal vivo in forma gratuita.

4. Le polemiche

Un’altra novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che il larp sia finito sulla stampa nazionale per ben tre volte; in nessuna di queste occasioni è stato trattato in maniera particolarmente lusinghiera, complice la scarsa voglia di informarsi (o la malafede, a seconda dei casi) di chi ha scritto. Ma anche la cattiva pubblicità è pubblicità, dopo tutto. A smuovere un certo polverone mediatico sono stati tre avvenimenti particolarmente controversi.

Il primo; Ultimo Covo, un larp dell’associazione piemontese Terre Spezzate ambientato negli Anni di Piombo, che presentava riferimenti espliciti alle BR e ai servizi segreti deviati. A nulla è valso l’impegno degli organizzatori per fornire un contesto storico accurato e imparziale, che andasse oltre le dinamiche dei “buoni e cattivi”: varie testate, anche piuttosto autorevoli, hanno espresso critiche feroci sull’evento, senza riuscire a vedere che oltre il gioco era chiara l’intenzione di mantenere viva la memoria storica di un periodo controverso e arrivando persino ad accusare gli autori di apologia di terrorismo!

terre spezzate larp
Un gioco di ruolo dal vivo sul periodo delle Brigate Rosse. E’ esistito davvero.

La seconda; Una live experience organizzata dal Centro Sociale Macao di Milano in collaborazione con l’associazione abruzzese Chaos League: scopo dell’evento era calarsi nella parte di un profugo in cerca di asilo in Europa. Un’iniziativa potente a favore dell’inclusione, che ha permesso a molti di vivere sulla propria pelle una realtà fin troppo spesso glissata dai media tradizionali. In quest’occasione il giornalista ha ben pensato di infiltrarsi all’evento, senza preoccuparsi di raccogliere una testimonianza dagli autori, solo per poter sparare a zero sui centri sociali che giocano al profugo. Agghiaccianti i commenti all’articolo: “Fanno bene ad esercitarsi casomai dovessero abbandonare l’Italia alla svelta, meglio avere un’infarinatura sul come sopravvivere sulle Alpi.

Il terzo episodio che ha visto i larpers italiani citati sulla stampa nazionale viene da Libero, sul quale mi asterrò con non poco sforzo dall’esprimere un giudizio di valore. All’interno di un pezzo dal provocante titolo “I maniaci del videogioco vanno curati in clinica”, venivano menzionati brevemente quelli che, insoddisfatti del solo virtuale, scelgono di portare i loro videogames preferiti nella realtà: i larpers! In questo caso, però, la risposta della community è stata forte e decine di associazioni hanno denunciato la falsità delle accuse, in maniera costruttiva e informata, dalle loro pagine pubbliche.
Tra le citazioni inesatte riportate nell’articolo ne compariva una, in particolare, che in origine accompagnava questo video che stava facendo, all’epoca, parecchie views:

5. L’elicottero

Un elicottero è atterrato durante un gioco di ruolo dal vivo di Progetto Eden in Sicilia. Sono scesi dei militari, hanno preso con sé alcuni giocatori e sono ripartiti. Volati via, nel blu. Il tutto, fortunatamente, in ruolo.
Mi si potrebbe opinare che questo punto può avere una rilevanza paragonabile, forse, ad un larp giocato su una vera nave pirata, come ce ne sono stati, o ad uno che si prefigga di affrontare le vere dune del Sahara, e ci arriveremo, ma l’ho voluto inserire per due motivi: intanto non stiamo parlando di un evento ad alto budget ma di una campagna low cost (l’evento costava una ventina di euro per due giorni), a riprova di come non c’è limite a ciò che un gruppo affiatato e motivato di persone può riuscire ad ottenere; secondo, vuole essere un invito, per tutti quegli organizzatori che si lamentano di come in Sicilia non si vedano novità da un po’, ad uscire dalla loro bolla.

6. La Scena Internazionale

Un evento italiano ha recentemente suscitato un certo scalpore sulla scena internazionale. Non è la primissima volta, ma trovo che l’ampiezza del dibattito che ha generato e il modo esemplare con cui l’iniziale shitstorm è stato gestito meritino un’attenzione particolare. Si tratta di Sahara Expedition, un’iniziativa ambiziosa portata avanti da Chaos League che si prefigge di ricreare a inizio 2020 una spedizione di esploratori e pionieri stile anni ’20, a caccia di un mistero… Nel Sahara, quello vero. Sì, in Tunisia. Sentitevi liberi di approfondire sul loro sito. Tra critiche feroci e sostegno incondizionato, quest’episodio dimostra ancora una volta che l’eccellenza in questo campo si può trovare anche nella nostra scena, senza alcun bisogno di scomodare il Nordic Larp. Basta voler scegliere.

gioco di ruolo dal vivo sahara expedition

7. È finita Getalive!, la web series sul larp

Si è conclusa con il 12esimo episodio la prima stagione dell’ormai storica Getalive!, web series sul larp dall’inconfondibile carattere toscano. L’avventura della serie è iniziata quattro anni fa con un kickstarter tutto in discesa ed è andata avanti tra fiere e festival del cinema indipendente, complice ancora una volta l’impegno di un gruppo di persone che lavora insieme per uno scopo comune. Il larp fa da cornice alla serie ed è trattato il modo leggero e quasi parodico, ma proprio questo la rende adatta anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. L’ultimo episodio è andato in onda in anteprima youtube il 29 Dicembre 2018 e chiude in bellezza la stagione con un cameo di Manu Bennet e un cliffhanger da paura. Aspettiamo con ansia news sul seguito.

gioco di ruolo dal vivo
Una web-serie toscana ha proposto il gioco di ruolo dal vivo come tema principale della sua narrazione

 

8. Il Confronto

Ultimo punto, sulla community virtuale. Il gruppo Confronto costruttivo tra Larper ha visto i suoi utenti aumentare vertiginosamente, forse complice il suo unirsi al Coordinamento Larp Italia. Vengono aperte discussioni con maggiore frequenza, la qualità degli argomenti rimane alta e arrivano risposte da voci diverse e nuove – c’è un confronto reale. Sono stati aperti anche dei gruppi dedicati alle esigenze dei larpers (uomini) e delle larpers (donne), con risultati diversi a seconda dei casi, ma che in fin dei conti hanno portato ad una riflessione di genere inedita e propositiva. Last but not least, una poderosa ventata di freschezza: chiude Larpers di Merda, quel grottesco ibrido tra un gruppo FB stile Spotted e una mefitica bolgia infernale che dal 2014 ha avuto il solo scopo di nutrire il flame e incoraggiare l’insulto creativo tra chi gioca in maniera diversa, appestando gli schermi di centinaia di iscritti. Sul gruppo trovate – ancora per poco! – il video messaggio degli ideatori che spiega i motivi dietro alla creazione del gruppo e il perché della sua (imminente) chiusura. Addio per sempre!

Quest’articolo è nato dalla realizzazione che il 2018 sia stato un anno emblematico per il gioco di ruolo dal vivo italiano. Nell’umilissima opinione di chi scrive, continuare a rivangare vecchi paradigmi, in questo contesto, non è solo anacronistico, ma è anche sintomo di uno scarso interesse verso l’ambiente che si è sviluppato attorno a questa splendida passione condivisa –  o di una deliberata scelta isolazionista.

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