Cultura e Società

L’Uovo Record di like parla delle pressioni dei social

Malattie mentali e social, tanta sensibilizzazione e tanto aiuto

L’Uovo Record si è schiuso dopo il Super Bowl. In realtà si tratta di una campagna di sensibilizzazione per le malattie mentali.

Di questo semplice ma geniale uovo abbiamo già parlato in questo articolo qualche settimana fa, ma seguendo il profilo Instagram associato, da qualche giorno l’uovo stava iniziando a creparsi. La rivelazione è avvenuta la notte del 3 febbraio, in concomitanza con il Super Bowl, evento sportivo essenziale per la comunità americana.

Come tante persone in tutto il mondo anche l’uovo record sentiva la pressione dei social e si è inevitabilmente rotto. Per aiutare le persone nella stessa situazione è stato istituito il sito talkingegg.info con il relativo hashtag per poter unire in un solo posto centralini, centri di assistenza e comunità specializzate per ascoltare chi ha bisogno di una parola di conforto o di consigli sulla propria situazione.

Certamente questo non è il primo caso di campagne di sensibilizzazione sui social riguardo problematiche quali le malattie mentali, le dipendenze o altre malattie.

Un esempio è stata la Ice Bucket Challenge, campagna virale lanciata nell’estate del 2014 per sensibilizzare sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e per raccogliere i fondi necessari per la ricerca. Il tirarsi addosso un secchio di acqua ghiacciata soddisfaceva sia il messaggio (provare per pochi secondi il dolore di qualcuno affetto da quella patologia) sia la viralità (fare un gesto apparentemente stupido e no sense rende tutto più divertente e alla portata di click).

Ice Bucket Challange
Benedict Cumberbatch si presta per la Ice Bucket Challange

Malattia mentale è diverso da pazzia

Il tema trattato dall’uovo record è dunque quello delle malattie mentali, un tema molto difficile da trattare e da liberare da tabù e pregiudizi. Quando si parla di malattia mentale la prima cosa che viene in mente è quella di una persona affetta da patologie quali la schizofrenia, persone clinicamente “matte”. Lontane dalla normalità e dalla frenesia del mondo moderno.

Nel 2018 si è ricordato a 40 anni di distanza la legge Basaglia. Attraverso quella legge si sono chiusi i manicomi, la segregazione dei folli si è interrotta e la società e le istituzioni si sono resi conto di un nuovo tipo di malato. Non un malato nel corpo, non un malato facilmente riconoscibile, ma un malato nella psiche.

Ma come affermava lo stesso Franco Basaglia: “La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere. Aprire l’Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato.”

Purtroppo il retaggio di questa tradizione è sempre più opprimente e costringe la nostra società ad accettare sì la malattia mentale, ma ad eliminarla e sopprimerla senza analizzarla fino in fondo.

Il ruolo dell’Uovo Record sui social

Sempre più spesso sentirsi diversi dai canoni o provare sensazioni distanti dalla patina dorata che mostriamo al mondo è un sintomo di malessere, e questo può essere amplificato dai social network e dalla socialità sempre più esasperata del nostro tempo.

Come l’uovo record dai milioni di like, tante sono le persone che vengono influenzate da like e reazioni. Ciò è oggetto di studio di tantissime ricerche. Nonostante l’utilizzo dei social da una parte favorisca l’espressione e la socializzazione, dall’altra aumenta inevitabilmente i sintomi di ansia e depressione e riducono le ore di sonno.

Il disagio deriva molto spesso da un senso di inadeguatezza rispetto alla perfezione ostentata dagli altri, sempre più alla ricerca di approvazione. Di recente è stato coniato il concetto di FoMO, Fear of Missing Out, proprio per esprimere tale sentimento. In questo proprio Instagram è considerato il social “peggiore”, proprio perché basato sull’immediatezza dell’immagine e la velocità del feed.

uovo record
L’uovo record soffre la pressione dei social

L’uso dei social non è però da condannare in toto e bisogna sempre ricordare che internet è uno strumento che bisogna saper utilizzare con coscienza e senza lasciarsi influenzare dalle negatività.

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Grazia Margarella

Studio Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno e condivido le mie passioni per la scienza, il cinema, i libri e la cultura nerd grazie ai ragazzi de Il Bosone. Il mio motto è: Ad astra per aspera, exploro semper. Stay tuned ⚛️

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