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Il Grande Lebowski: perché tutti vogliono un sequel?

A più di 20 anni dall'uscita del film dei fratelli Coen, sono in tanti a sognare un capitolo 2 de Il Grande Lebowski

Alzi la mano chi non ha mai visto Il Grande Lebowski. Si tratta, come sanno tutte le persone dotate di buon senso, di un film del 1998 dei fratelli Coen, interpretato da un indimenticabile Jeff Bridges nel ruolo del Drugo (the Dude) Jeffrey Lebowski che narra le disavventure di un nullafacente americano amante del bowling e del White Russian.

Da anni si parla di un sequel, o almeno, da anni i fan lo desiderano. Si approfitta di qualsiasi occasione per fare aumentare questo desiderio. Nel gennaio 2019 anche uno spot pubblicitario è riuscito a creare grandi aspettative.

Il Film è ispirato in parte a persone realmente esistite e conosciute dai fratelli Coen e in parte a un libro di Raymond Chandler, Il grande sonno. Oltre ad avere una trama quasi noir, pur essendo una divertentissima commedia, affronta tematiche politiche e sociali che non risparmiano gli spettatori dal fare riflessioni.

Drugo voleva solo il suo tappeto. Nessuna avidità. È che dava… Un tono all’ambiente. (Drugo)

Gli effetti de Il Grande Lebowski sulla gente

Quel tappeto che “dava un tono all’ambiente” è diventato una vera ossessione di tantissimi fan e appassionati, tanto che il film ha ispirato la creatività di tanti piccoli Drugo in giro per il mondo e dato un contributo reale alla cultura pop americana e non solo. Elencare tutto ciò che è stato creato a partire dall’estetica, dalla filosofia, ironia e follia del cult dei 90′ sarebbe impossibile, per questo nell’articolo faremo solo una breve selezione.

Il Dudeismo, una religione ispirata a Il grande Lebowsky

Non tutti sanno che il film con Jeff Bridges non fu un grande successo al botteghino ma che la vittoria arrivò in un secondo momento, col passaparola dei fan. Durante un passaggio in TV nel 2005, il giornalista americano Oliver Benjamin ebbe un’illuminazione. Per lui, fu un’esperienza mistica che avrebbe illuminato il suo cammino futuro. Il film gli aveva appena svelato il senso della sua vita.

In base a questo, decise di fondare una vera e propria religione (ma anche dottrina filosofica) che obbedisce ai dettami del Drugo, il Dudeismo. Per rendere la cosa ancora più seria, è nata una chiesa Dudeista con migliaia di preti ordinati attraverso il sito internet del Dudeismo, e un libro sacro: Il Vangelo secondo Lebowski.

…enjoy the knowledge that you’re an ordained minister at one of the most easygoing religions in the world. (dal sito del Dudeismo)

John Turturro ha fatto un film su Jesus

Tra le apparizioni più divertenti di tutta la pellicola c’è quella di John Turturro, nei panni di Jesus, un competitor del torneo di bowling, famoso per la sua perversione e giocatore provetto. Nell’iconografia del film, si tratta di uno dei personaggi più amati e ricordati, pur apparendo in una sola scena, e non apportando nessun contributo alla trama.

L’attore che lo interpreta è John Turturro, che ha sempre affermato di amare il personaggio e nel film Going Places, in uscita nel 2019, ha deciso di approfondire la sua vita. Non si tratta di un vero e proprio spin-off, in quanto i Coen stessi non sono coinvolti nel progetto; ma ci saranno dei forti parallelismi e si racconterà la vita precedente di un personaggio simile se non identico a quello del film originale.

Anche gli italiani amano Lebowski

Il film ha ispirato tantissimi artisti, come abbiamo già detto, in tanti campi artistici diversi, e anche l’Italia ha avuto i suoi piccoli tributi a Il Grande Lebowski. I più famosi sono due.

Nel film Fuga di cervelli, di Paolo Ruffini, 2013, un strano Jeffrey Leboski si aggira tra le scene interpretato dal personaggio di Youtube Wilwoosh. Non proprio la più felice delle trasposizioni, qualcuno ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Il tappeto dava un tono all’ambiente invece è un album musicale del 2006, del progetto musicale AntiAnti, del bassista dei Linea 77 Dade. Un album sconosciuto al grande pubblico, ma molto influente nel cosiddetto indie, potendo contare la presenza di artisti molto importanti come Caparezza, Samuel dei Subsonica, Fabri Fibra e tanti altri.

Il senso

Il film è ricco di sorprese, proprio come la vita di ognuno di noi, tutto a testimoniare che in fondo, il Drugo “si trova al posto giusto al momento giusto” (come ci spiega la voce narrante de Lo Straniero Sam Elliot). Una parodia dei mielosi film sul destino, in un certo senso, in cui il protagonista si ritrova vittima di un’aggressione per un caso di omonimia ma poi, volendo prendere in mano la situazione per provare a dare una scossa alla sua vita, viene catapultato in altri folli e pericolosi avvenimenti che lo riportano al miserabile punto di partenza.

La pellicola ci insegna che la vita è grottesca a modo suo, e che l’orgoglio è la cifra stilistica degli sciocchi, che siano essi vincenti o perdenti. Il Drugo, Jeff Bridges, si circonda dei giusti compagni di viaggio interpretati dal mitico John Goodman e Steeve Buscemi, suoi compagni di squadra nel sacro torneo locale di bowling, che verrà sconvolto senza alcuna ragione da una serie di vicende al limite del paradosso.

Di film come questo se ne vedono pochi in giro: un mix perfettamente bilanciato di comicità, satira sociale, tensione, una colonna sonora magica e teorie filosofiche difficili da comprendere appieno. Forse, è proprio per questo che il pubblico richiede a gran voce un sequel de “Il Grande Lebowski”.[vc_message icon_fontawesome=”fa fa-comment” css_animation=”bounceIn”]Ti è piaciuto questo articolo? Facci sapere cosa ne pensi! Lascia un commento qui sotto o scopri ulteriori contenuti cliccando o navigando il nostro Menù. E se ciò non dovesse bastare, considera la possibilità di scrivere un articolo di risposta! Invialo a redazione@ilbosone.com seguendo le istruzioni riportate nella pagina Collabora.[/vc_message]

Luca Vizza

Appassionato di web, social e cultura pop. Amo in particolare il favoloso mondo di Youtube, il buon cinema, il web marketing e la carbonara scientifica. Villain work in progress.

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