Libri e Letteratura

L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere di Milan Kundera

Milan Kundera: il sottile filo tra filosofia e società nel suo libro "L'insostenibile leggerezza dell'essere"

Era il 1982 quando lo scrittore cecoslovacco, Milan Kundera, tra un pensiero di Nietzsche e l’invasione dell’Unione Sovietica, creò il mondo di Tereza e Tomáš, Franz, Marie-Claude e Sabine nel suo libro L’ Insostenibile Leggerezza dell’Essere.

Chi sono i personaggi

Poli opposti ma allo stesso tempo in simbiosi per ciò che accade nelle loro anime e nelle loro menti. Questo per dire che tutti i personaggi sono legati da un’unica cosa; la pesantezza esistenziale. Questa sensazione aliena l’essere da ciò che gli accade intorno per farlo precipitare nella sua solitudine che solo dopo, gli ricorderà quanto è difficile farcela da soli, senza nessuno accanto, nel momento in cui la vita diventa pesante. E’ l’esempio di Tereza, afflitta per il suo amore verso Tomas che appassionato delle donne – ma mai dell’unica che gli sta realmente accanto – causa la germogliazione della ”malattia” di Tereza, ovvero il suo disprezzo verso tutto ciò che lei desidera ma che non le sarà mai dato.

Il contrario è invece per Sabina, amante di Tomas, estrema liberalista delle sue idee, con la sua leggerezza nel saper vivere la vita, conduce Tomas nel tradimento, mancanze e sbagli di cui lui però, non si pentirà. E Perché non si pente sapendo di affliggere dolore alla sua amata Tereza, sapendo che le tremano le mani ogni qual volta lei ha un’incubo? Perché chi è intriso di pesantezza, è attratto da chi ha lo spirito leggero; chi, al contrario è leggero, viene spinto da una sorta di compassione per chi ha sulle spalle il fardello del vivere. Quale delle due condizioni è la peggiore?

Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d’amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell’uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa sì che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza? Milan Kundera

L’ Insostenibile leggerezza dell’Essere

La vita si sviluppa in forme incomprensibili di freddezza e di noia ma Sabina riesce ad alleggerire questa pietra che si porta Tomas sulle spalle e così si riesce ad essere meno angosciato di prima. La scelta ragionata o sentita di Tomas, come degli altri personaggi, non dà scampo, soprattutto in un quel determinato contesto storico e politico – ricordiamo che in quegli anni quando l’Unione Sovietica stava per essere invasa e le idee comuniste messe in discussione, non si poteva né dire e né fare granché, se non nel proprio intimo. Gli stessi protagonisti, presi singolarmente nei loro atteggiamenti, sono esempi di modelli politici e comportamentali. Dove il richiamo è forte, l’uno e l’altro estremo lasciano spazio alla propria desolazione per farne un limite a cui un giorno potersi aggrappare.

Milan Kundera apre così la concezione filosofica dell’insostenibile leggerezza dell’essere, cioè del perché la felicità deve necessariamente essere fatta da materia leggera e di come a volte, la negatività possa minacciare l’animo umano; pesantezza e leggerezza possono sembrare due linee distanti ma sono in realtà due linee intrecciate che creano complementarità tra l’agire e il pensare, cioè come comportarsi e come pensare di potersi comportare.

Ricordiamo però che Kundera fece riferimento all’eterno ritorno di Nietzsche, «L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi in imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?» ci possiamo ricollegare alle vite dei personaggi che vivono tale momento della loro vita come se un giorno si dovesse ripetere.

I tradimenti di Tomas, per esempio, sono errori che non si ripeteranno solo una volta, ma all’infinito. Kundera, perché avrebbe dovuto aprire il suo romanzo con questo pensiero? Probabilmente perché Tomas si rifaceva spesso alla citazione ”Einmal ist Keinmal” che collegandolo all’intero pensiero sviluppato nel libro da Kundera, ci porta a pensare che la vita è formata dal numerose prime volte, tutto quello che viviamo lo viviamo una sola volta, ”una volta è nessuna volta”.

milan kundera
L’autore de L’insostenibile leggerezza dell’essere

Consiglio questo libro a chi è in dubbio su come prendere le pesantezze della vita e su come vivere, invece, la leggerezza che la vita ci offre. In questo libro viene spiegato bene anche l’intreccio politico e sociale di quel tempo, quindi la ristrettezza di idee, di programmazioni, di parole omesse per forza maggiore. E quando ci mancano le parole come comunichiamo? Kundera ce lo dice: pensando, pensando e pensando.

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