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Dragon Trainer 3: una grande conclusione per una grande saga

Dragon Trainer 3 segna la fine di 9 anni fantastici all'insegna di valori genuini e ottime narrazioni

Con l’arrivo delle notizie in merito a un terzo capitolo della saga, una domanda si è sollevata spontanea dal cuore di migliaia di fan italiani: riuscirà mai, Dragon Trainer 3, ad eguagliare il coinvolgimento emotivo del secondo capitolo?

Infatti, anche se ormai sono passati 5 anni da Dragon Trainer 2, le vicende che avevano contraddistinto il seguito del film Dreamworks echeggiano ancora nella memoria di tutti gli appassionati dei rettili alati.

Un recap della trilogia

Il secondo episodio iniziava con una delle sequenze più commoventi del film, quando la famiglia di Hiccup si metteva nuovamente insieme grazie al ritrovamento della madre scomparsa 20 anni prima. Hiccup che allora era solo un bambino, però, si ritrova presto alle prese con un nuovo addio: quello di Stoick, suo padre nonché capo del villaggio.

Un nemico in grado di controllare la volontà dei draghi era riuscito nell’intento di mettere alle strette i vichinghi, costringendo Sdentato a colpire mortalmente il loro leader. In preda all’ira della situazione, Hiccup decideva di allontanare la sua furia buia, spezzando il cuore delle platee.

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Sdentato

Una spirale di dolore si trasformava nuovamente in una scalata all’amicizia fino alla riconciliazione dei due, diventati ancor più forti di prima ed ereditando il compito (e la responsabilità) di guidare Berk e i suoi abitanti.

Con questi presupposti, l’episodio conclusivo, Dragon Trainer 3, cerca di rispondere alle aspettative dei fan riuscendo nella sua funzione intrinseca di proporre dei messaggi molto forti.

Dragon Trainer 3 in sintesi

Chi ha seguito le avventure di Dragon Trainer sin dal primo film, saprà bene che la realizzazione della trilogia ha impiegato ben 9 anni dal rilascio del primo capitolo. Dragon Trainer 3 ubbidisce alla logica di un vero e proprio percorso formativo dislocato nel tempo. Parla di assunzione delle responsabilità, di forti sentimenti come l’amore e l’amicizia ma soprattutto, è in grado di parlare di crescita con la straordinaria capacità di crescere insieme allo spettatore.

Anche in questo episodio, infatti, assistiamo a un susseguirsi di avvicendamenti importanti. Vediamo come nei protagonisti si sviluppi il senso di protezione delle persone amate e la volontà di affermarsi come individui ormai totalmente adulti. I protagonisti che stiamo osservando, si, sono gli stessi Hiccup, Astrid e compagnia di 9 anni fa, ma sono anche dei giovani adulti alla ricerca di conferme e realizzazione.

Anche Sdentato è (letteralmente) attratto da una nuova realtà e da una compagna di vita, fattore che metterà il suo padroncino nella posizione di realizzare un vero e proprio atto di amore: concedergli la libertà. Per questo motivo, comunque vada, l’esito della storia non potrà che avere un retrogusto leggermente amaro. Quello che si percepisce quando nonostante sia stata una bellissima esperienza, l’avventura è comunque giunta al suo termine.

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Un frame da Dragon Trainer 3

Conclusioni

Nell’ambito della narrativa, è noto come alcuni elementi giochino un’importanza rilevante nella realizzazione di una buona storia. Si parla di sofferenza, emozioni, sviluppo e di tanto in tanto, anche della morte di qualche personaggio.

Tutto ciò accade in Dragon Trainer ed è sicuramente un motivo di pregio ma probabilmente, da sole, queste caratteristiche non basterebbero a renderlo un’opera memorabile. Nella creazione di un racconto fatto bene, infatti, si prevede l’utilizzo di una struttura ben precisa: un’introduzione, un corpo e rullo di tamburi, un finale.

Per quanto sia triste ammetterlo, è la fine a sancire la credibilità e la pertinenza di un racconto. E’ proprio questo, il momento in cui tutto acquisisce un senso e Dragon Trainer 3 ne è la prova tangibile. Insomma, per dirla tutta: questo è un film consigliatissimo sotto tutti i punti di vista. Ma ahimè, se siete affezionati alla saga, preparatevi a fare i conti con il vuoto che vi lascerà dentro.

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Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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