Cultura e Società

Licantropia: il Licantropo è esisto davvero?

La licantropia è in realtà una vera patologia clinica molto meno affascinante di quanto si pensi...

Nonostante compaia in diverse saghe Fantasy (Remus Lupin docet) la licantropia è in realtà una vera patologia clinica molto meno affascinante di quanto si pensi. Rispondendo alla domanda, dunque, il licantropo è esistito, in un certo senso, modellato dalla superstizione e dall’incapacità dei popoli del passato, di attribuire a determinati fenomeni, un’origine plausibile. Vediamo come si sono sviluppate le leggende a partire dalla condizione mentale.

Cos’è la Licantropia

La licantropia è una rara (ora quasi inesistente nel mondo occidentale) condizione mentale che induce chi ne è affetto a credersi un animale – spesso un lupo.

Nei casi più gravi, alcuni individui affetti da licantropia sono stati in grado di attaccare e uccidere, oltre che a sviluppare un innaturale istinto di mangiare gli organi interni delle loro vittime – in particolare il cuore.

La demonizzazione del lupo, avvenuta prevalentemente nel medioevo, ha fatto in modo che i cosiddetti “licantropi” (persone ritenute in grado di trasformarsi in un lupo con il plenilunio, anche se non necessariamente affette da licantropia) fossero perseguitati e condannati dal tribunale dell’inquisizione. Si pensa che solo in Italia, durante tutto il medioevo, le persone condannate con l’accusa di licantropia siano state più di 5.000.

lupo
In una società prevalentemente rurale, un animale mangiatore di greggi come il lupo, era particolarmente temuto

Nonostante già a partire dal diciassettesimo secolo, la licantropia sia stata classificata unicamente come condizione psichiatrica, le leggende su umani in grado di trasformarsi in lupi non sono affatto state sradicate.

La figura del licantropo non è assolutamente uniforme e cambia in base alla nazione

In Italia, Francia e Germania si pensava che un uomo potesse trasformarsi in un lupo mannaro trascorrendo la notte a dormire fuori casa, con i raggi lunari a illuminargli la faccia. Si credeva poi che dopo questa pratica, l’individuo sarebbe stato in grado di trasformarsi a piacimento.

Nei Balcani, particolarmente in Bulgaria e Romania, diventare lupi mannari prevedeva indossare una cintura fatta di pelle di lupo, da nudi. Da quel momento in poi l’uomo-lupo non sarebbe mai stato in grado di ritornare umano. Questo metodo di trasformazione è molto simile a quello della Scandinavia, in cui, per ottenere la licantropia, un umano doveva indossare la pelle di un lupo facendo sì che questa lo coprisse dalla testa fino ai piedi.

In realtà, nel nord Europa, i lupi (e i lupi mannari) erano visti in modo positivo, infatti, i soldati, soprattutto quelli di origine Saami, erano soliti indossare pelle di lupo a mo’ di armatura. Questo sia perché il lupo, nel folklore scandinavo, era simbolo di forza ma anche e soprattutto perché la pelle di lupo era particolarmente resistente contro alcune armi come per esempio le frecce.

licantropo
Una rappresentazione grafica del licantropo

Negli altri continenti, in cui la presenza di lupi è minore, se non pressoché inesistente, rispetto all’Europa, assistiamo all’utilizzo altri animali, al posto del lupo, come frutto di leggende. Si parla di uomo-tigre in Asia, uomo-volpe in Giappone, uomo-orso in Russia, uomo-iena in Africa e uomo-puma nell’America Latina. Queste varianti, comunque, oltre che meno celebri, sono anche molto meno dettagliate del lupo mannaro europeo, con la sola eccezione dell’uomo-volpe nipponico che trae ispirazione dalle leggende sugli Yokai.

I metodi (utilizzati nel medioevo) per curare i lupi mannari, variano di luogo in luogo:

In Italia, Francia e nella penisola iberica l’unico modo per curare un lupo mannaro era attraverso un esorcismo, in quanto si riteneva che i lupi mannari fossero posseduti dal demonio.

Nei Balcani, particolarmente in Grecia, si riteneva che fosse sufficiente farlo stancare, questo perché era pensiero comune che mantenere la forma di licantropo richiedesse un enorme quantitativo di energie e, dunque, la strategia più usata contro la licantropia era quella di portarli all’essere esausti, così da ritornare umani.

In praticamente tutta l’Europa si riteneva che fosse possibile riconoscere un uomo-lupo già da prima che si trasformasse seguendo questo schema di caratteristiche:

Le sopracciglia si incontrano sulla cima del naso formando un unico monociglio;

Ha unghie lunghe e particolarmente curve;

Ha le gengive estremamente rosse e canini più affilati del normale.

Inoltre si pensava che i lupi mannari, in forma umana, fossero particolarmente deboli e non capaci di fare anche i più semplici sforzi fisici.

I licantropi sarebbero quasi totalmente uguali agli altri lupi, se non fosse per l’assenza della coda, della capacità di camminare su due zampe (anche se con la schiena curva) e, a volte, della capacità di parlare.

Al contrario di quanto si pensi, la debolezza dei lupi mannari all’argento non nasce con i moderni film ma risale ai tempi del tribunale dell’inquisizione. Infatti, uno dei più comuni metodi di punizioni per i sospettati di licantropia era versare sul loro corpo dell’argento incandescente.

E voi, sapevate tutte queste cose sui Lupi Mannari? Ne sapevate altre? Se si fatecelo sapere in un commento! Speriamo che l’articolo sia stato di vostro gradimento e fate attenzione: il vostro vicino di casa pare comportarsi in maniera strana durante il plenilunio…[vc_message icon_fontawesome=”fa fa-comment” css_animation=”bounceIn”]Ti è piaciuto questo articolo? Facci sapere cosa ne pensi! Lascia un commento qui sotto o scopri ulteriori contenuti cliccando o navigando il nostro Menù. E se ciò non dovesse bastare, considera la possibilità di scrivere un articolo di risposta! Invialo a redazione@ilbosone.com seguendo le istruzioni riportate nella pagina Collabora.[/vc_message]

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