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Dylan Dog #388 Esercizio Numero 6: X-Men al contrario?

Esercizio Numero 6, albo 388 di Dylan Dog si concentra sul difficile tema della diversità

Esercizio numero 6, il numero 388 della serie regolare di Dylan Dog, è una storia che affronta un tema molto ricorrente nella letteratura young adult (e non solo), ma traendo una conclusione davvero atipica e per alcuni versi, persino controversa.

Il difficile tema della diversità

Il tema in questione, la diversità, è spesso affrontato in maniera piuttosto spicciola e prevedibile anche da artisti di un certo calibro. Molti autori sono stati infatti accusati di sfruttare storie di persone “diverse”, magari perché di colore o non eterosessuali, semplicemente per rendere le loro opere più provocatorie e quindi più chiacchierate, senza esprimere idee che davvero aiutino un dibattito costruttivo su un tema così importante. Anche in opere dal taglio più profondo, come nelle migliori storie degli X-Men (segnalo, ad esempio, l’ottima miniserie “Figli dell’Atomo”), il messaggio finale resta comunque in larga parte prevedibile: il diverso può e deve imparare ad apprezzare ciò che lo rende unico, per poi usarlo a vantaggio di sé stesso e degli altri.

figli dell'atomo
Una delle stupende copertine della miniserie “X-Men: Figli dell’Atomo”

Ed è facilissimo riscontrare somiglianze tra la X-Mansion e l’istituto per bambini “speciali” dell’albo Bonelli: i ragazzi imparano non solo a controllare i propri poteri, ma anche a crescere emotivamente e ad accettarsi per ciò che sono, spesso attraverso esercizi di gruppo anche molto provanti. I proprietari della scuola sembrano in effetti avere gli stessi ideali di Xavier, ed anche per loro l’idea di “guarire”, di rinunciare alle proprie abilità è semplicemente inaccettabile all’inizio. Ciò nonostante, è proprio questa la soluzione finale ai problemi dei ragazzi, tramite il sacrificio di un personaggio che come Rouge,  la mutante della Marvel, è capace di assorbire i loro poteri, rendendoli così persone “normali”.

Nel vivo di Esercizio Numero 6

Una simile scelta narrativa può essere a mio parere interpretata in due modi. Il primo è contestualizzandola all’interno del Ciclo della Meteora: già nel primo episodio avevamo potuto osservare un mondo che rifiutava la diversità, e forse in un mondo simile conformarsi è l’unica possibilità di sopravvivenza. Altrimenti, si potrebbe pensare che la Barbato (l’autrice di quest’albo) abbia voluto fare un po’ il verso ad opere dai messaggi fin troppo stereotipati, dicendo che non tutto deve essere per forza accettato e che a volte, bisogna maturare e rinunciare a qualcosa che riteniamo parte integrante della nostra identità per poter crescere. In entrambi i casi, il proverbiale pessimismo della testata dell’Indagatore dell’Incubo sembra quasi aver “infettato” il tanto amato mondo degli X-Men, restituendone al lettore un’immagine degradata e priva di speranze.

barbato omaggio
Paola Barbato, la sceneggiatrice di quest’albo (Esercizio Numero 6), è stata spesso omaggiata da alcuni suoi colleghi: appare ad esempio nel numero 74 della collana Le Storie, “Wildlife”

Come l’albo precedente, infine, anche questo paga omaggio alla mitologia sclaviana, con un riferimento a Johnny Freak che renderà la lettura ancora più piacevole per i fan di vecchia data.

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