L'Editoriale

JRR Tolkien Risponde ai nazisti preoccupati per Lo Hobbit

La lettera di JRR Tolkien ai nazisti, tradotta in italiano: il professore risponde con grande classe

Lo so, lo so. E’ il 9 gennaio e ancora nessuna notizia da Il Bosone. Eccoci qua, ci è voluto più tempo del previsto ma siamo ancora vivi. Sarebbe bello poter coprire qualsiasi notizia nell’ambito “nerd” e affini ma come tutte le cose che non hanno un fine commerciale, dobbiamo accontentarci di quello che è possibile e al momento in cui se ne discute. Certo, adesso, ma in futuro? Ebbene, stiamo attivando qualche progetto per evolvere ulteriormente l’iniziativa e una pulce nell’orecchio è quanto basta per evitare il tradizionalmente lungo, noiosissimo, post dei buoni propositi per il nuovo anno. Quale modo migliore, dunque, di inaugurarci il meglio per i prossimi 12 mesi se non con un’ottima dose d’ispirazione? Se pensavate infatti, che la Trinità fosse qualcosa con un’origine divina, beh, forse non vi sbagliavate del tutto. Parliamo di Jrr Tolkien (che di recente avrebbe compiuto 127 anni), Nazisti e umorismo inglese.

La Lettera di JRR Tolkien in Italiano

Da qualche giorno, circola in rete la notizia secondo cui il professore, Jrr Tolkien, abbia scritto una lettera ai tedeschi del periodo pre-guerra. Era il 1938 ma prima di arrivare al dunque, facciamo un passo indietro per capire meglio la vicenda.

Nel 1933, Adolf Hitler assegnò al suo principale propagandista, Joseph Goebbels, il destino degli ebrei e della loro cultura all’interno del regime. Goebbels istituì una squadra di regolatori per supervisionare le opere di artisti ebrei nel cinema, nel teatro, nella musica, nelle belle arti, nella letteratura, nelle trasmissioni e nella stampa.

Queste norme, esclusero gli ebrei dalla partecipazione alle attività culturali tedesche tradizionali, richiedendo loro di avere una licenza per farlo.

Il tentativo da parte dei nazisti di sottrarre la Germania da qualsiasi cultura che non fosse di origine ariana, portò all’interrogare artisti provenienti da paesi diversi.

Nel 1938, JRR Tolkien e il suo editore britannico, Stanley Unwin, aprirono i colloqui con Rütten & Loening, una casa editrice con sede a Berlino, sulla traduzione tedesca de “Lo Hobbit“.

Tolkien riferì a Unwin (privatamente) che detestava la “dottrina della razza” nazista, definendola come “totalmente deleteria e non scientifica”. Aggiunse di avere molti amici ebrei e ci fu un momento in cui l’autore avrebbe avallato l’idea di rinunciare alla traduzione tedesca de Lo Hobbit.

La casa editrice con sede a Berlino inviò a Tolkien una lettera in cui chiedeva la prova della sua discendenza ariana. Tolkien fu irritato dalla richiesta ma rispose ugualmente, fornendo due risposte: una in cui elude la domanda, un’altra in cui sminuisce il contesto con grande classe.

Jrr Tolkien fa notare che gli ariani sono di “estrazione” indo-iraniana, correggendo l’errata ipotesi nazista secondo cui gli ariani provengono dal nord Europa. Afferma che non è ebreo ma li tiene in grande considerazione. “Mi dispiace di non avere antenati di quella talentuosa gente”, scrive il professore.

Inoltre, Jrr Tolkien prende posizione sulle politiche razziali della Germania nazista dicendo che sta cominciando a rimpiangere il suo cognome tedesco. “Il tempo quando un nome tedesco non sarà più motivo di orgoglio, non è molto lontano“, afferma.

La risposta di Tolkien:

Cari signori,

Grazie per la vostra lettera. Mi rincresce non capire chiaramente cosa voi intendiate per “Arisch”. Non sono di origine ariane: ovvero indo-iraniane; per quanto ne so, nessuno dei miei antenati parlava Indostano, Persiano, Zingaro o altri dialetti correlati. Ma se ho capito bene e mi state chiedendo se sono di origine ebrea, posso solo rispondere che mi dispiace di non avere antenati di quella talentuosa gente. Il mio bis-bisnonno venne in Inghilterra nel diciottesimo secolo, dalla Germania: gran parte della mia discendenza è quindi puramente inglese, e io sono un soggetto inglese – il che dovrebbe essere sufficiente. Tuttavia, sono stato abituato a considerare con orgoglio il mio nome tedesco, e ho continuato a farlo durante tutto il periodo della recente deplorevole guerra, in cui ho prestato servizio presso l’esercito britannico. Non posso, tuttavia, astenermi dal commentare che se le inchieste impertinenti e irrilevanti di questo genere devono diventare regola in materia di letteratura, allora il tempo quando un nome tedesco non sarà più motivo di orgoglio, non è molto lontano.

La vostra richiesta è fatta per conformarsi alle leggi del vostro paese, senza dubbio, ma che questa sia applicata a individui di un’altra nazione, è cosa che dovrebbe essere ritenuta impropria anche se avesse – e non ha – qualsiasi tipo di attinenza con il mio lavoro e con la sua pubblicazione siccome vi sarete accorti che non c’è alcun riferimento alla mia Abstammung (nb: parola tedesca che significa “discendenza”).

Spero che troviate questa risposta esauriente,

fedelmente vostro,

JRR Tolkien

lettera jrr tolkien
La lettera di Jrr Tolkien originale

E’ il 1938, Jrr Tolkien è ancora un giovane uomo ma le sua risposta di classe mette in evidenza un messaggio pericolosamente attuale. Facciamo che questo 2019 possa concentrarsi su nuovi sviluppi, più che ricadere su errori del passato.[vc_message icon_fontawesome=”fa fa-comment” css_animation=”bounceIn”]Ti è piaciuto questo articolo? Facci sapere cosa ne pensi! Lascia un commento qui sotto o scopri ulteriori contenuti cliccando o navigando il nostro Menù. E se ciò non dovesse bastare, considera la possibilità di scrivere un articolo di risposta! Invialo a redazione@ilbosone.com seguendo le istruzioni riportate nella pagina Collabora.[/vc_message]

Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

3 Commenti

  1. Gipsy significa Zingaro (dalla stessa radice di “egiziano” visto che si pensava che l’Egitto fosse il luogo di origine di quel popolo) oppure come si usa oggi Rom (incompleto perché alcuni nomadi sono Sinti in realtà), ma sicuramente non Rumeno (sic).

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