Libri e Letteratura

Le donne dell’universo di Sherlock Holmes

Sherlock Holmes e l'altra metà del cielo

A prima vista, potrebbe apparire che il mondo di Sherlock Holmes, secondo la visione di Arthur Conan Doyle sia irrimediabilmente maschile. Un universo xy senza scampo. Ma è davvero così? Affrontiamo un viaggio alla scoperta de Le donne dell’universo di Sherlock Holmes.

Scopriamo insieme Le donne dell’universo di Sherlock Holmes

La signora Hudson

La prima donna che incontriamo tra le pagine di sir Doyle è l’impagabile signora Hudson, padrona di casa della nostra coppia di investigatori. Anziana, pacata, discreta, rappresenta lo stereotipo della signora inglese un po’ avanti con gli anni che non alza mai la voce e sarebbe in grado di far materializzare una tazza di tè anche da una pianta grassa.

Sembrerebbe la stessa signora Hudson che appare sul set di Sherlock: una signora non più giovane che ha un po’ “adottato” i suoi due originali coinquilini e si preoccupa sinceramente per loro. Ma se la padrona di casa cartacea di Baker Street non aveva nulla da nascondere, lo stesso non si può dire della sua alter ego nella Londra di oggi. Ascoltando i suoi discorsi, apprendiamo che è vedova e che il suo defunto marito non era il signore british old style, dedito al lavoro e al tè a latte delle cinque come potremmo immaginare ma che al contrario, aveva qualche scheletrino nell’armadio.

signora Hudson
La signora Hudson inaugura questo viaggio alla scoperta de Le donne dell’universo di Sherlock Holmes

La nostra signora ha solo un punto debole: la buona educazione. Niente la fa innervosire come il disordine, come le risposte non garbate, come i comportamenti indelicati. Un pugno di ferro, insomma, in un guanto di velluto, specialmente come quando puntualizza che “non è la loro governante!!!” Anche lei, come se ce ne fosse bisogno, ci ricorda che nel mondo di Sherlock Holmes niente è come appare, e che sottovalutare qualcuno, o etichettarlo in base alla sua apparenza, è l’errore più grossolano che si possa fare.

Mary Watson

Un’altra persona che non è come appare è Mary, la bionda moglie di Watson. Tra le pagine di sir Doyle la intravediamo appena e più che un personaggio vero e proprio, è un escamotage letterario. E’ per sposare Mary che Watson lascia la casa di Baker Street ed è dopo la sua morte che ritorna a collaborare con Sherlock Holmes. In Sherlock, invece, Mary è una donna complessa e multisfaccettata. Ironica e brillante, fa quello che molte donne non riescono a fare; riesce a inserirsi nel rapporto tra Sherlock e John Watson senza alterarlo ma anzi, rinforzandolo. Sherlock le dimostra una stima e una considerazione senza uguali e Mary lo ricambia. Ma questa donna vivace, bella, intelligente, ha anche un passato. Un passato difficile e ingombrante che ben presto verrà a chiedere il suo tributo.

Mary Watson
Mary Watson

Molly Hooper

Una donna che non troviamo tra le pagine di sir Doyle è Molly, che lavora all’obitorio. Molly rappresenta un diverso modo di essere donna. Dolce, leale, timida e un po’ impacciata, annovera tra le sue disgrazie quella di essere perdutamente innamorata di Sherlock. Molly è sempre disponibile, professionale, attenta, una vera amica. Una donna che rischia di essere dimenticata, data per scontata. Ed è quello che ogni tanto succede anche a noi; lei c’è, è presente, ma sempre un po’ defilata; è defilato anche il suo dolore perché Sherlock, non solo non si accorge dei suoi sentimenti ma li calpesta continuamente. Molly arriva addirittura a trovarsi un fidanzato, nel tentativo di liberarsi di questo amore impossibile: peccato che si tratti della brutta copia di Sherlock!

Molly Hooper
Molly Hooper

Nel corso degli episodi però, il ruolo di Molly cambia, e lei si prende il suo posto, il suo ruolo. In tanto tempo di presenza discreta e taciturna, è entrata nel cuore di Sherlock e nel nostro.
Donne vere, insomma, in carne ed ossa, donne con un passato, donne complicate e sempre un po’ in lotta con se stesse.

Come dite? Non abbiamo detto nulla di Elementary? Avete ragione! In Elementary le donne sono solo due: Watson e Irene Adler, di cui parleremo la prossima volta; e preparatevi, perché parleremo… Dei cattivi!!!!!

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