Libri e Letteratura

Europa oppure Oceania? Una comparazione con 1984

Un sistema di regole comuni per mantenere una pace durevole

E’ degli ultimi giorni, la bocciatura da parte della Commissione Europea – il governo continentale – concernente la valutazione della legge finanziaria italiana. Il massimo organo politico dell’Europa, dunque, “rimane nella cornice del sistema” ribadendo, nella realtà dei fatti, una visione assolutamente tecnocratica della politica e della crescita economica nel suo insieme. “Europa o Oceania?” si prefigge l’obiettivo di fornire al lettore una chiave di lettura dell’attuale situazione politica comunitaria, non certo scrivendo un editoriale ma sfruttando l’opera di un grande scrittore del nostro tempo.

unione europea oceania

Un confronto con l’opera 1984 di George Orwell

Scomparso in giovane età, George Orwell è stato un grande innovatore. Oltre all’impegno in prima persona come volontario in campo militare, oltre alla passione per il giornalismo, egli fu in grado di prevedere “come sarebbe andato il mondo” nell’arco dei successivi cinquant’anni. Nel 1949, ormai malato e gravemente debilitato dalla malattia, riuscì a far pubblicare il suo ultimo scritto: 1984. Nel suo libro più famoso, egli riuscì – senza gli artifici retorici tipici della letteratura di nicchia – a rendere popolare il cambiamento del mondo. L’uomo per natura è abituato a cambiare e, nonostante ciò, si oppone con tutte le sue forze al rinnovamento e alla riprogrammazione.

Oceania, Eurasia ed Estasia

Sulla scia delle macerie e dell’esito della Seconda Guerra Mondiale, il mondo si riorganizza e crea un sistema basato su regole comuni per mantenere una pace durevole. Le mire egemoniche tedesche lasciano spazio all’imperialismo statunitense, all’affermazione del socialismo in tutta l’Europa Orientale e al costituirsi di un grande, grandissimo blocco di paesi rivoluzionari che osteggiano, più o meno marcatamente, sia il primo che il secondo modello di sviluppo economico e politico, il Movimento dei Paesi Non Allineati. Nonostante i tre grandi blocchi si spartiscano il globo in zone d’influenza, il capitalismo e il comunismo rappresentano le due vie di sviluppo che ogni paese sceglie più o meno spontaneamente. Tutto ciò avviene sensibilmente dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Fredda tra i blocchi inizia la sua fase cruciale negli anni ’60 e dura fino agli anni ’90. Orwell ebbe la capacità di prevedere con alcuni decenni di anticipo la polarizzazione della politica internazionale, descrisse un mondo diviso in Eurasia, Oceania ed Estasia.

Oceania, Eurasia ed Estasia

L’avvento del Socing, Partito Socialista Inglese (IngSoc nel linguaggio ufficiale di Oceania, la Neolingua) in Oceania (Gran Bretagna, Americhe, zone contese in Africa), del Neobolscevismo in Asia e in Europa continentale (Eurasia) e del Culto della Morte in Estasia (Cina, Mongolia ed Estremo Oriente), orientano il corso del romanzo in un’acuta quanto rigorosa descrizione del funzionamento di tre grandi stati transnazionali evolutisi in autoritarismi. L’Unione Europea, che ha come obiettivo dichiarato l’evoluzione da unione economica a unione politica vera e propria con la formazione degli Stati Uniti d’Europa, nonostante il processo di integrazione europea sia fermo a Maastricht ’92, non deve assolutamente prendere la forma dei regimi autoritari di orwelliano pensiero.

ingsoc

Nonostante non sia predominante il Partito Interno (una elité eterogenea per razza, cultura e carattere unita dalla paranoica ossessione per il potere) con milioni di funzionari al servizio del sistema (Il Partito Esterno) per opprimere la popolazione comune, i prolet; nel Vecchio Continente, l’Unione Europea influenza le decisioni degli stati membri con dichiarazioni fuorvianti dei suoi leader, con le procedure d’infrazione, con le sanzioni e con il mezzo di coercizione più potente del mondo capitalista: l’oscillazione dei mercati, infatti, alterata dalle dichiarazioni e dalle azioni portate avanti dal mondo politico, è gravemente alterata dall’attuazione di Trattati o patti che, anche se concordati e firmati, non lasciano spazio di manovra ai governi su quel determinato ambito legislativo provocando una drastica riduzione di sovranità.

In Oceania i dissidenti, o comunque i traditori del Grande Fratello, la figura semidivina che tutto vede e tutto sente nonostante non si sappia se esista con certezza, sono rinchiusi nei sotterranei del Ministero dell’Amore (Ministero dell’Amore) per essere torturati e poi giustiziati. In Europa, la pace durevole, che secondo le alte sfere ben si sposa con “linea economica unitaria a tutti i costi”, è garantita dal ricatto del “governo europeo” nei confronti degli stati nazionali mediante il debito pubblico e le reazioni dei mercati. Come se fosse ordinario e regolare che le decisioni per lo sviluppo economico e la crescita dei consumi e del PIL dovessero strettamente dipendere dai mercati, i mercati di che cosa? Smith, il padre del liberismo economico, descrisse “la mano invisibile” come un’entità preposta dalla natura per regolare l’economia in base a inclinazioni imprevedibili e inattaccabili verso l’alto o verso il basso della domanda e dell’offerta. Se una dichiarazione di un commissario UE, o di un ministro di un altro stato UE, è in grado di “spaventare” il mercato, facendo crollare i titoli di stato italiani, per il governo di Roma è realmente impossibile programmare (prescindendo dalla qualità della legge finanziaria) crescita, sviluppo, investimenti senza rendere conto a chi può influenzare quel mercato. Risulta automatico dedurre, dunque, che l’Italia, proprio come i prolet, sia stata svuotata di totale autonomia in campo economico. Qual è la reale utilità di “fare i compiti a casa” se la soluzione, che rispetti un minimo i tuoi interessi, è sempre sbagliata? I Teleschermi, in 1984, servivano a controllare le azioni dei funzionari del Partito Interno ed Esterno e, se necessario, sfruttarli per scovare tracce di ribellione, dissenso e ostinazione alle direttive e alle linee guida del Grande Fratello e del Partito stesso.

la guerra è pace

Il bipensiero, la più grande conquista della mente umana secondo il Partito, consente di conoscere la verità sulla povertà generale, l’economia disastrata, la prostituzione e lo spaccio tra i prolet (che erano esclusi dalla vita pubblica e relegati in ghetti nonostante costituissero l’80% della popolazione di Oceania), il degrado morale e le continue guerre fallimentari e senza senso con Estasia ed Eurasia; ma allo stesso tempo una mente, meritevole di vivere, accetta e assume con entusiasmo i dati del Ministero dell’Abbondanza (Economia) sulla crescita della produzione, il successo dei piani triennali, le vittorie militari continue, l’alfabetizzazione e scolarizzazione dei prolet e la continua e incessante presenza di iniziative, come “I Due Minuti d’Odio”, volte a snaturare l’individuo dalla sua naturale funzione cognitiva, il pensiero critico. Il libero arbitrio, che riguardi un comune cittadino o uno stato appartenente al sistema, è scoraggiato tramite repressioni brutali, stermini di massa, genocidi ed epurazioni. L’arma di coercizione del debito pubblico elevato e dei mercati, e quindi di una presenza dello stato allo stesso tempo molto debole, è sostituita da una presenza incessante dello stato nella vita privata e nelle abitudini quotidiane della popolazione a vari livelli.

Come il lettore noterà, c’è una opposizione tra la fortissima presenza statale nella vita pubblica del romanzo di Orwell e la totale assenza di rilevanza dello stato nella nostra realtà sulle decisioni vitali per le economie e per le vite dei suoi cittadini. Tramite una contraddizione così netta appare necessario riformare il sistema creando dei contrappesi per ostacolare l’avvento dei due estremi, il governo italiano tratti al più presto con la Commissione Europea una manovra equa, che rispetti i trattati se deve rispettarli, dunque correggendo la percentuale di rapporto tra deficit e pil, ma che tenga conto delle esigenze del popolo italiano, stremato dal susseguirsi di politiche di forte contenimento della spesa e di austerity. L’Europa è una comunanza di valori, di intenti, di obiettivi e di popoli e non un grande mercato finanziario. Il consenso dei movimenti populisti, che nulla hanno a che fare con urgenti e forti necessità di ristabilire la sovranità popolare all’interno dei vari stati europei, aumenta ogni giorno che passa non per l’attrattiva delle idee nazionaliste (tra l’altro il Vecchio Continente dispone di fortissimi anticorpi come una stampa sostanzialmente libera e un grado di istruzione tra i più alti del mondo, il che rende improbabile l’avvento immediato di fenomeni autoritari) ma per una fortissima percezione di autoreferenzialità additata alle istituzioni europee. L’europa è una casa comune, si comporti come tale.

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