La recensione di Caput Mundi: Nero, L’Inferno è Vuoto

L' Inferno è Vuoto ha un inizio a dir poco adrenalinico...

L’ inferno è vuoto è il primo numero della nuova miniserie Caput Mundi: Nero, parte del sempre più grande Universo Cosmo. Anche se sono presenti molti riferimenti alla prima stagione di Caput Mundi, la miniserie è fruibile come opera a se stante, permettendo anche a nuovi lettori di buttarsi nell’ambizioso universo condiviso creato dalla casa editrice.

Il MacGuffin

Il numero ha un inizio a dir poco adrenalinico, in cui viene immediatamente introdotto il principale espediente narrativo dell’episodio: una chiavetta USB che funziona da vero e proprio MacGuffin. Per chiunque non conoscesse questo termine, ecco la definizione presa da Wikipedia:

Il MacGuffin è un motore virtuale e pretestuoso dell’intrigo, un qualcosa che per i personaggi del film ha un’importanza cruciale, attorno al quale si crea enfasi e si svolge l’azione, ma che non possiede un vero significato per lo spettatore.    

Un esempio molto noto di MacGuffin è l’enigmatica valigetta di Pulp Fiction: sappiamo che è importante solo perché lo è per molti personaggi del film, ma non abbiamo modo di conoscerne il contenuto o il motivo per cui in così tanti la vogliono. Della chiavetta USB di questo episodio, si menziona a malapena che contiene dei documenti che servono alla mafia napoletana, più o meno come nel film di Tarantino si accenna al fatto che Marsellus Wallace vuole riavere la valigetta che gli è stata rubata. Non ci resta che aspettare per vedere se la chiavetta USB rimarrà un semplice espediente narrativo o se, invece, assumerà un più importante significato nel corso della miniserie.

Nero martello caput mundi
Vignetta di Francesco Mobili, disegnatore della maggior parte dell’episodio di l’ Inferno è Vuoto

Le citazioni

Il ritmo si mantiene frenetico per tutta la durata del volume, grazie a scene d’azione dinamiche e coinvolgenti. Sono presenti, inoltre, moltissime citazioni: ad esempio, Nero che sfoga la sua rabbia demolendo ruderi a martellate per una ditta di operai ricorda molto l’inizio della serie Netflix su Punisher, il rifugio di Greta è un chiaro omaggio alla Old Town di Sin City, dove un gruppo di prostitute aveva iniziato a dettare  legge, e la ragazza di colore figlia di Tedeschi che si chiama Brunilde è facilmente associabile alla ragazza del protagonista di Django: Unchained. Queste citazioni riescono a non appesantire per nulla la narrazione, oltre a strappare spesso un sorriso ai lettori che le riconoscono. A rendere il racconto ancora più interessante, poi, ci pensano un insieme di interrogativi che attanagliano il lettore, come quali siano le vere identità di Mummia e Teschio o cosa succederà quando (e se) Nero si trasformerà permanentemente in una bestia.

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Vignette di Pierluigi Minotti che ci mostrano le paure di Nero in L’ inferno è Vuoto

La critica

Un altro dettaglio molto interessante della sceneggiatura è infine la satira politica. I due candidati sindaci che ci vengono presentati lanciano infatti frecciatine a molti politici nostrani: uno strumentalizza la distruzione del Vaticano (avvenuta alla fine della prima stagione) per i suoi scopi politici (in risposta a persone che lo accusavano proprio di questo, tra l’altro) e l’altro fa semplicemente riferimento a un vago bisogno di unità nazionale.

Conclusioni su L’ inferno è Vuoto

Per quanto riguarda i disegni, mentre Francesco Mobili (disegnatore della maggior parte delle tavole) ha uno stile lodevolmente dettagliato e, all’occorrenza, dinamico (che ben si adatta alle frequenti splash page), Pierluigi Minotti si contraddistingue per un tratto più stilizzato e pieno di inchiostro, che tanto ricorda i disegni classici del fumetto nero italiano.

Il primo episodio di Caput Mundi: Nero si rivela quindi molto convincente sia per i vecchi fan della serie che per i nuovi lettori, grazie ad una narrazione coinvolgente ed un comparto grafico da urlo.

Per chiunque volesse rileggere la recensione della prima stagione di Caput Mundi.

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