Arriva la serie di The Purge, La notte del Giudizio

Nel cinema horror e nel distopico c'è un prima e un dopo The Purge, ma sarà così anche per le serie tv?

Nel 2013, James DeMonaco ha inventato uno degli stratagemmi più terrificanti del cinema horror – lo sfogo – col suo The Purge. Si tratta di una delle saghe cinematografiche più popolari ed interessanti degli ultimi anni, quello de ‘La notte del giudizio‘ (titolo italiano che una volta tanto rende bene l’idea). Qualche settimana fa è uscita anche una serie tv dello stesso brand e potremo vederla in italiano su Amazon Prime Video (volendo, gratis per 30 giorni), o in lingua originale fin da subito.

L’idea, per chi non conoscesse questa storia, è tanto semplice quanto terrificante. In un’America distopica, governata da una forza politica conservatrice chiamata i Nuovi padri fondatori – e appoggiata dalle lobby delle armi – si decide di istituire una notte in cui ogni anno, ogni tipo di delitto o crimine è consentito legalmente.

La costituzione di questo evento, paradossalmente, serve a “liberare la rabbia” dei cittadini in una sola notte con l’intento di diminuire – anzi, sopprimere, le attività criminali che hanno luogo con regolarità. Ben presto, si intuisce la volontà degli autori, di mostrare questa ricorrenza come un pretesto narrativo. La Notte del Giudizio, infatti, è uno strumento politico che il governo mette in atto per i propri fini.

Lo sfogo è visto, da una parte della popolazione, come un’importante “cura” verso la malvagità e la rabbia che si accumula durante l’anno, mentre altri la vedono come una follia legalizzata che si scaglia contro i più deboli e rende le città delle polveriere pronte a esplodere. Nel mezzo, tra queste due visioni, c’è chi approfitta della notte del giudizio per sfogare le proprie perversioni e la propria follia omicida, altri per lucrare sul dolore delle persone o per vendicarsi.

Dai film alla serie di The Purge

La serie, proprio come i 4 film, mostra le storie di vittime e carnefici di questa notte e le intreccia tra loro. Rispetto ai film, però, si fa un passo avanti in quanto a visione politica e si descrive ancor di più la degenerazione che una simile proposta potrebbe portare alla società, mostrando l’avvento di vere e proprie attività commerciali legate allo sfogo.

I personaggi principali sono: Miguel, un marine in congedo che vuole riunirsi alla sorella, Penelope, per portarla al sicuro durante la notte del giudizio; Jane, la manager di una grande azienda che decide di attuare una vendetta durante lo sfogo; Rick e Jenna, una giovane coppia che riceve un invito alla festa dello sfogo a casa di uno dei membri locali dei Nuovi padri fondatori; avranno tutti, a un certo punto, a che fare con Joe, un super-cattivo idealista, infantile e brutale.

the purge, la notte del giudiio - la serie
Un fotogrammo da The Purge, la Notte del Giudizio

Ovviamente, chi ha apprezzato la storia dei 4 film e non si aspetta un cambio di passo, verrà premiato. Il racconto ha luogo qualche ora prima dell’inizio dello sfogo, come sempre, e narra le crude vicende dei protagonisti. Al contrario dei film però, dove tutto ruota intorno all’esiguo numero di personaggi, avremo tante storie da sviscerare – molto diverse tra loro ma tutte fortemente influenzate dall’oggetto di questa triste notte.

La politica, l’economia, e la società dello sfogo

La cosa che stupisce guardando queste opere audiovisive è la triste possibilità che una cosa del genere possa effettivamente accadere. La critica sociale, politica ed al mondo economico che viviamo è assolutamente chiara, e nella serie è ancora più dura.

La politica viene descritta come il male supremo che governa il caos e ne approfitta per lucrare sulla sofferenza delle persone. I Nuovi padri fondatori sono saliti al potere parlando alla pancia della gente, propagandando valori animaleschi e brutali, definendoli come l’unica via d’uscita al declino dell’America. Vi ricorda qualcosa?

the purge, la notte del giudiio - la serie
Un fotogrammo da The Purge, la Notte del Giudizio

Durante la notte dello sfogo, tutte le attività criminali della vita reale diventano la normalità. Dal McDonald’s dell’omicidio al reality show in cui si vince una macchina se si riesce a uscire vivi da un percorso pieno di sanguinari assassini in nome dell’intrattenimento. Per fortuna oltre a tutto il declino animalesco degli “imprenditori della morte”, fanno capolino un barista che da ospitalità e sicurezza alle persone durante la notte, o degli improvvisati infermieri che danno una mano alle vittime per strada.

La critica al maschilismo è fortissima ma anche verso un femminismo cieco. Il razzismo – e chi lo persegue come un inetto – viene descritto come la peggiore forma di ignoranza. Il nemico supremo però, per tutti i protagonisti e per l’intera società americana, vittima e carnefice dello sfogo, è la propaganda. Essa ha l’unica ragione d’essere nel guadagno economico di chi la mette in atto. Senza fare spoiler, il villain che i nostri eroi combatteranno sarà, probabilmente, un burattino inconsapevole di un potere più alto, traviato da idee malate ma ingenue e ridicole.

La morale de La Notte del Giudizio

La morale di questa favola horror è che l’ignoranza crea i mostri. La serie, come tutti i film della saga, premono fortissimo su questo concetto. Ogni ferita inferta, ogni morto sul campo, non serve per spettacolarizzare la sofferenza e la morte, perché The Purge non è un horror “sciocchino”, pieno di inutili effetti speciali. Ogni brutalità e ogni singolo colpo di pistola sono uno schiaffo in faccia alla morale degli spettatori, al senso che ognuno di noi da alla civiltà e alla convivenza. Questa serie si può guardare con gli occhi di chi ama la violenza o si può empatizzare, fino in fondo, coi protagonisti, lottare insieme a loro per un mondo migliore, nella notte più terribile dell’anno.

 

Luca Vizza

Appassionato di web, social e cultura pop. Amo in particolare il favoloso mondo di Youtube, il buon cinema, il web marketing e la carbonara scientifica. Villain work in progress.

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