Tutti i Soprannomi nel variegato mondo dello sport azzurro

Dalle Ragazze Terribili agli Azzurrini, i soprannomi più fantasiosi dello sport nel Bel Paese

Italiani, popolo di poeti e di navigatori. Ma soprattutto di giornalisti dalla fertile fantasia. I giornalisti sportivi, in particolare, hanno l’invidiabile capacità di ribattezzare con nomi esotici tutte (o quasi) le nazionali dello sport azzurro. Partiamo dai più attuali soprannomi sportivi…

Chi sono le Ragazze Terribili?

Le ragazze della nazionale italiana di pallavolo, vincitrici della medaglia d’argento nel campionato mondiale. Ragazze a ragion veduta: la nostra nazionale è risultata essere tra le più giovani di tutto il campionato. Sul terribili… Guardatele in azione e valutate personalmente.

le ragazze terribili
la nazionale di pallavolo femminile agli ultimi mondiali

La Pantera Azzurra

Tra le ragazze terribili, c’è la Pantera Azzurra: non temete, nessun felino è stato maltrattato. Parliamo di Paola Egonu, la formidabile schiacciatrice titolare della nazionale. Pelle nera (Paola è di origine nigeriana) e salti altissimi ed elegantissimi; tra la nostra atleta e Bagheera, i tratti in comune sono diversi.

Paola Egonu
Paola Egonu

Lo Zar

Nell’universo maschile della pallavolo, incontriamo lui, il giocatore più pagato della pallavolo italiana, il Ronaldo del campo da 9 metri: lo Zar, Ivan Zaytsev, così soprannominato per le sue origini russe e per la sua presenza poderosa in campo ( detiene il record mondiale di velocità della schiacciata).

Ivan Zaytsev
Lo Zar è il soprannome di Ivan Zaytsev, atleta di origine russa

Le Farfalle Azzurre

Spostandoci ai recenti campionati mondiali di ginnastica ritmica incontriamo le Farfalle Azzurre. Aggraziate, eleganti, come gli insetti a cui sono paragonate, le ragazze della squadra nazionale di ginnastica ritmica hanno anche un’immensa potenza muscolare e una perfetta coordinazione. Non basta avere ali colorate e incantare, per essere campionesse mondiali, e loro lo sanno bene.

Il Signore degli Anelli

La ginnastica artistica, a sua volta, ha un simbolo, anche se da tempo ha appeso i paracalli al chiodo: il Signore degli Anelli. Niente trasferte dalla terra di mezzo, ma un atleta che ha fatto degli anelli la sua specialità, imponendosi come modello per tanti altri giovani ginnasti: Yuri Chechi. Il soprannome di Signore, ci sia concesso, anche per i suoi modi pacati e gentili.

 

 

Yuri Chechi
Yuri Chechi

Il Settebello e il Setterosa dello Sport Azzurro

Ritorniamo agli sport di squadra e facciamo un tuffo in piscina; spesso abbiamo sognato con il Settebello e il Setterosa.  Come sanno i giocatori di carte, il Settebello è, nella scopa, il sette di denari, la carta che da sola vale praticamente più di una partita intera ben giocata. E quindi quale appellativo migliore per i valorosi nuotatori della nazionale di pallanuoto? A essere precisi, Settebello è anche una nota marca. Ma noi non abbiamo bisogno di raccogliere certe basse provocazioni.
Va da sè, Setterosa è il nome con cui è stata ribattezzata la nazionale femminile di pallanuoto.

setterosa 2016
il Setterosa nel 2016
settebello 2014
il Settebello nel 2014

Il Re di Spade

Sembra proprio che il mondo della briscola e della scopa ispiri gli italici giornalisti; il Re di Spade, soprannome di Edoardo Mangiarotti, è uno schermidore che non tutti ricordiamo, ma di cui senz’altro dobbiamo andare fieri.

Edoardo Mangiarotti, è scomparso nel 2012 a 93 anni. È l’atleta più medagliato nella storia dello sport italiano alle Olimpiadi: ben 13 medaglie olimpiche in 5 Olimpiadi; avrebbero potuto essere molte di più, se nel corso della sua carriera non fosse scoppiata la II guerra mondiale, che ha determinato la sospensione delle Olimpiadi.

Edoardo Mangiarotti in una foto d’epoca

Gli azzurrini

E arriviamo così al calcio, che riempie le pagine dei giornali sportivi più di tutte le discipline precedenti messe insieme. Qui i soprannomi si sprecano, ma ci piace ricordarne uno: gli Azzurrini. Che non sono gli atleti della nazionale usciti da un lavaggio troppo aggressivo in lavatrice, ma i ragazzi della nazionale under 21, azzurri anche loro, ma piccoli. Che teneri!

Questi appellativi possono portarci a una domanda. L’attenzione mediatica di cui gode il calcio non è paragonabile a quella di nessun altro sport. Abbiamo bisogno di soprannominare in modi fantasiosi gli altri atleti, per poterli sentire più vicini a noi, per alimentare uno spirito di appartenenza che solo il calcio riesce a creare? Non c’è bisogno di essere particolarmente patriottici per tifare la propria nazionale sportiva, in questa o quella disciplina. Abbiamo bisogno di cercare escamotage per fare affezionare il grande pubblico a quelli che, senza retorica, sono orgogli nazionali? Da Bebe Vio a Igor Cassina, da Tania Cagnotto a Massimiliano Rosolino, sono molti gli atleti che sono sfuggiti alla fantasia giornalistica. Speriamo allora di sbagliarci.

Non tutti i soprannomi sportivi sono belli

Un’ultima considerazione: i soprannomi fin qui elencati (e molti sono stati sicuramente dimenticati) sono simpatici, affettuosi, implicitamente celebrativi.
Ci auguriamo di non trovare mai più un titolo come questo su un giornale a tiratura nazionale;

trio delle cicciottelle

Molti atleti, delle più disparate discipline, ci regalano medaglie e bellissime pagine sportive pur godendo del tifo e del sostegno dei soli addetti ai lavori per la maggior parte della loro carriera.
Se un soprannome ci permette di ricordarli con più facilità, annoverarli tra i professionisti che, in giro per il mondo, fanno fare bella figura alla nostra Italia, scateniamo pure la fantasia.

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